Di Cocco Siberiana - Femminino in bianco - 50x50cm - T. mista - 2015 - GAMeC CentroArteModerna di Pisa - Show Room / Spazio Espositivo

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Di Cocco Siberiana - Femminino in bianco - 50x50cm - T. mista - 2015

Artisti Italiani|Pittura|Scultura

  • Di Cocco Siberiana - Femminino in bianco - 50x50cm  - T. mista - 2015
    Di Cocco Siberiana - Femminino in bianco - 50x50cm - T. mista - 2015
Valore:450.00EUR
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Nasce e vive a Pisa  Con i genitori, durante l’infanzia, condivide l’abitazione dei nonni in una fattoria della campagna toscana.Il rapporto con la natura e la cultura contadina segneranno la sua infanzia: profumi, odori, giochi, lavori stagionali costituiranno patrimonio di sensibilità a cui attingere nel corso degli anni, talvolta fonte di riequilibrio alle fatiche esistenziali.
Ma anche patrimonio fondante per una sensibilità alle condizioni sociali che la porteranno per diversi anni ad un impegno diretto in organizzazioni civili e politiche, impegno in cui si mischiano aspirazioni alla giustizia sociale, desideri di emancipazione al femminile, desiderio di conoscenza su “come funziona il mondo”.
Durante il percorso scolastico apprende le tecniche della tempera ad acqua e del chiaroscuro sotto la guida del Prof. Carmignani : una sua pittura a tempera “Vaso con fiori” viene scelto a rappresentare la Scuola media Carducci in una collettiva presso la provincia di Livorno
Condizioni ambientali e culturali determineranno un percorso formativo e professionale nell’ambito scientifico e medico che, insieme alla formazione di una famiglia ed alla crescita di un figlio, le consentiranno per molti anni di circoscrivere le esigenze artistiche alla fruizione di opere d’arte attraverso frequentazione di mostre, musei, avvenimenti culturali.
In questi anni riesce anche a seguire un corso universitario di Storia dell’arte medievale durante il quale incontra le sculture di Wiligelmo che “germineranno” negli anni successivi nella scelta della ceramica come tecnica con cui riprendere il percorso artistico.
Il desiderio di esplorare il mondo la porta in America, in Africa, in Oriente ed il viaggio diventa scuola di vita, occasione di incontro con culture ed espressioni artistiche nuove: l’”estetica del vuoto” entrerà a far parte definitivamente del patrimonio culturale individuale.
Questo vasto patrimonio di conoscenze arriva a coagularsi nella decisione di una formazione artistica specifica con cui realizzare idee e progetti personali che cominciano ad affacciarsi impellenti e che fanno anche intravedere la possibilità del superamento di una scissione culturale, a tratti dolorosa, tra la dimensione razionale e quella corporea, propria della cultura occidentale.
Lezioni private presso il Prof. Otello Pucci, noto ceramista pisano, confermano capacità manuali e possibilità creative che incoraggiano alla frequentazione di un corso professionale.
Nel 1990 consegue il Diploma professionale di “Maestro in tecniche ceramiche “ presso lo Studio Giambo di Firenze divenendo esperta nelle tecniche imprunetine ; la tesi di Storia della ceramica toscana è occasione di incontro con la produzione ceramica moderna di Giò Ponti che apre la porta alla conoscenza del Design e la contagia definitivamente con “la malattia del coccio”: con la realizzazione di oggetti originali in ceramica e vetro si inserisce nell’attività espositiva in eventi d’arte in Italia e all’estero.
Finchè la ceramica diviene “un abito troppo stretto” per le sue esigenze creative: si arriva quindi in anni recenti alla realizzazione di opere con uso di materiali vari (stoffe, resine, siliconi, cineserie…) anzi la ricerca del materiale “adatto” ad esprimere un contenuto diviene momento fondante della sua attività creativa e sperimentazione materica che ulteriormente vitalizza ed acuisce la percezione sensoriale del fruitore oltre la dimensione visiva.
Con una di queste opere vince il 1° Premio al Concorso “Un gonfalone per l’arte” indetto dal Comune di Firenze.

 

Vittorio Sgarbi ha scritto di Lei:

plexiglass, siliconi, stoffe, resine, caramelle e cineserie Siberiana Di Cocco rapisce con delicatezza, dai loro contesti originari, frammenti di materiali diversi e dà loro nuovi ruoli… …lei è un’artista esploratrice…. La sua voglia di avventura e sperimentazione le fa conoscere le correnti americane del novecento e l’estetica del vuoto di tradizione orientale ma è soprattutto il nouveau realisme europeo degli anni 60 ad affascinarla….
Se altri artisti compongono le loro opere con l’intento di ammonire e ridicolizzare la società , di cocco crea collage ordinati ed eleganti per tradurre in immagine concreta le sensazioni provate osservando il mondo, le sue riflessioni e le sue suggestioni. Con capacità e fantasia mira a catturare le nostre percezioni sensoriali. S icura che ad ogni sensazione corrisponda una forma differente cerca il giusto materiale per riuscire ad attirare non solo lo sguardo dello spettatore ma anche gli altri sensi. L’artista gioca con noi. Ci invita a toccare, soffiare, ascoltare per coinvolgerci totalmente nel quadro. Restiamo sospesi a chiederci se la sensazione provata nell’osservare l’opera, nel suo insieme, sia frutto della natura dell’oggetto o piuttosto di un collegamento vistintivo generato dalla nostra cultura.
 

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