ESTATE pisana 2010
Artisti in permanenza


Questa annuale RASSEGNA di ARTE CONTEMPORANEA a cura da Massimiliano Sbrana è divenuta un importante momento artistico estivo capace di raccogliere interessanti opere pittoriche e cultoree di numerosi artisti del panorama nazionale contemporaneo trattati in permanenza dal CentroArteModerna.

Ecco artisti in esposizione:

Alberto Martini, Franz Borghese, Ciro Balzano, Marius Bauer, Andrea Bernardoni Simonetta, Fausto Maria Liberatore, Andrea Bernardoni, Daniel Schinasi, Salvatore Cipolla, Piero Ceragioli, Maria Cristina Costanzo, Paolo Buzi, Mauro Stampatori, Aspreno Simonelli, Simone Giaiacopi, Karien Heijtlager, Giovanni Gabriele, Paolo Lapi, Giovanni Galiardi, Roberto Barbuti, Paolo Fidanzi, Stefano Ballantini, Renato Natali, Marialuisa Sabato, Mauro Martin, Claudio Semino,Lucia Sandroni, Francesco Milicia, Maria Laura Balestra, Lisandro Ramacciotti, Gino Bonfanti, Umberto Vittorini, Luca Leandrin.

Molte delle opere sono acquistabili online qui.
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Settembre 2010
GIORNATA EUROPEA della CULTURA EBRAICA
Mostra percorso di DANIEL SCHINASI


Con il patrocinio della Comunità Ebraica di Pisa, promossa da Ass.ne Tosco sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.) è stato realizzata in occasione della decima Giornata Europea della Cultura Ebraica (Domenica 5 settembre 2010), l'esposizione di alcune opere del maestro Daniel Schinasi all'interno di una mostra percoso che vede le opere di questo artista presentate in molte città d'Italia.

La XI Edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, che si celebra in tutta Europa, e in particolare nel nostro paese in moltissime città, cade domenica 5 settembre 2010.
La manifestazione, ormai consolidata nel tempo, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio dei Ministeri delle Attività e Beni Culturali e dell’Istruzione, registra ogni anno molto interesse e grande partecipazione.


DANIEL SCHINASI fondatore del Neofuturismo è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1933 da famiglia sefardita d’origine ispano – livornese. Nel 1953 la sua formazione artistica inizia con i corsi serali di disegno all’Accademia Silvio Bicchi. Nel 1956 lascia l’Egitto per l’Italia e si installa a Livorno. In Toscana conosce i Maestri del Rinascimento e in seguito a Parigi gli Impressionisti e i movimenti del XX secolo.
Dal 1962 al 1967 sviluppa uno stile con forme geometriche ritrovandosi sulla stessa onda di Franz Marc, Metzinger e Feininger. Le prime opere neofuturiste sono esposte nel 1963 a Milano dove conosce Carlo Carrà. A Parigi nel 1969 viene redatto il Manifesto del Neofuturismo diffuso a Milano nel 1970. Nel 1978 a Parigi, conosce Sonia Delaunay che intrattiene con lui conversazioni sui protagonisti del Cubismo e del Futurismo. Inizia da quel periodo la grande pittura dei Murali e dei Pannelli nelle Hall delle Stazioni Ferroviarie, nell’Ippodromo, nelle Università, nell’Ospedale, nei Teatri d’Opera. Dal 1955 presenta mostre personali ed Antologiche nelle capitali europee, negli Stati Uniti ed in Israele.
Negli anni ’70 l’amicizia con lo Storico dell’Arte Vincenzo Marotta che lo affiancherà fino alla sua morte nel 2004, lo spronerà nello sviluppo della sua ricerca sul Neofuturismo e quella con lo scrittore Guido Lopez di Milano per la difesa dei valori dell’Ebraismo.
L’Italia, la Svizzera e la Francia dove ha vissuto una buona parte della sua vita artistica l’hanno visto protagonista impegnato a difendere l’Arte Figurativa e soprattutto a divulgare il messaggio di un uomo che sta accanto agli altri uomini portatore di civiltà universale. Daniel Schinasi vive a Nizza e in Toscana con soggiorni in Israele e in Spagna.




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Settembre 2010
"INCONTRI 2010 - Arte Contemporanea - XVIa Edizione "

Organizzata e promossa della Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), con il patrocinio dalla Amministrazione Provinciale di Pisa e del Comune di Pisa, INCONTRI 2010 nasce e si prefigge come scopo principale quello di portare alla visione del pubblico più vasto uno spaccato delle attività creative di noti ARTISTI appartenenti al panorama dell'arte italiana contemporanea.

Ecco gli artisti presenti a questa nuova edizione:
Silvia Borello Lenta, David Biasini, Riccardo Bonuccelli, Franca Buffoni, Elena D'accinni, Paolo Fidanzi, Simone Giaiacopi, Gabriele Liuba, Giancarlo Marcali, Mauro Martin, Fabio Mordeglia, Antonio Pappalardo. .

  • Silvia Borello Lenta
    Dopo una parentesi al liceo artistico ha iniziato a dare corpo ai suoi pensieri divenendo l’artista poliedrica che è tutt’ora continuando a dipingere sui materiali più svariati, dal jeans alle tende, dal cotone all’ intonaco ma dando ampio spazio a tele, tavole e carta, con tecniche ad acquarello, olio e miste .

  • David Biasini
    Il campo d'azione in assoluto preferito, è quello del ritratto e della ritrattistica in generale, dove vi è la capacità da parte di questo giovane artista toscano di cogliere aspetti intimi e caratteriali dei suoi soggetti con una verità sorprendente. Genere pittorico che necessita di grandi studi e grande perizia nel disegno, e di mai abbastanza profonda conoscenza delle arti figurative, del corpo umano e dei suoi movimenti e sopratutto, della pittura e delle sue regole.

  • Riccardo Bonuccelli
    Nelle opere fotografiche proposte in questa rassegna la luce e il tempo si spiegano a vicenda nell'ombra, nell'assenza dell'una e dell'altro, nel parco giochi dell'inconscio, nello spazio che non c'è.

  • Franca Buffoni
    Nelle sue opere trasfonde una profonda carica emozionale e una spiccata espressività. Immagini originali, in una diretta visione della realtà naturale sempre sostenuta da un armonioso rapporto di forma, colore e luce. Bellezze paesaggistiche ricche di fascinosi richiami in uno stile che si distingue per il vivace e suggestivo contrasto cromatico.

  • Elena D'accinni
    Se i lavori precedenti erano concetti “fermi” in cui si inserivano timidamente segni narrativi, nei “condomini” il racconto è protagonista. Racconto cromatico e simbolico. “condominio” con-divisione di un dominio. Assumono forma di “ritratto” di persona, di luogo, di concetto. Dietro ogni tela infatti si inserisce una didascalia che “spiega” il racconto.

  • Paolo Fidanzi
    L'esigenza sempre più pressante di cercare nuovi canali di comunicazione che sviluppino un percorso coerente anche con se stessi ha fatto della sua arte, come è stato scritto da alcuni critici, un'arte priva di etichette, solo da porre al giudizio del pubblico. La sua arte offre allora un nuovo rapporto con il reale, scevro di ogni ipocrisia e falsa retorica a cui non di rado l'uomo nel proprio sociale è costretto a ricorrere.

  • Simone Giaiacopi
    I suoi interessi sono soprattutto due: la natura morta, in cui colglie oggetti di produzione industriale nella loro fissità o in momenti enigmatici e allusivi; il ritratto, che gli permette di isolare la figura, sottratta a qualunque contesto naturalistico, in un’attitudine psicologica rivelatrice, spesso perturbante. La sua attenzione ai singoli dettagli, alla materia e alla luce è un’ossessione che non gli permette di raggiungere le cose, ma che rivela il nostro sforzo di comprenderle senza alcuna garanzia di successo.

  • Gabriele Liuba
    Dopo l'Accademia di Brera ha frequentato la Scuola di Arti Visive di Ruben Sosa specializzandosi nel fumetto e nell'illustrazione. Dal 2005 pubblica i suoi disegni per case editrici, case discografiche e riviste; si dedica con particolare dedizione alla pittura non trascurando all'interesse per l'arte quella che è sempre stata l'altra fortissima la passione: la scrittura.

  • Giancarlo Marcali
    L’artista (nato a Richterswil-Svizzera) ha partecipato a mostre e concorsi di arte contemporanea proponendo, con il suo lavoro,opere molto personali e di denuncia che si esprimono con le più svariate tecniche, dalla pittura alle importanti installazioni.

  • Mauro Martin
    Nelle sue recenti opere si legge una indimenticata capacità compositiva con la quale egli incide mnemoniche visioni nelle quali sa cogliere una nostalgica avventura umana. Allontanandosi dal soggetto, sul gioco dei piani, sulle proporzioni e le calibrature, si coglie sempre la passione che il pittore ha per le concezioni spaziali rinascimentali.

  • Fabio Mordeglia
    Svincolati da una netta adesione a questa o a quella corrente artistica si caratterizzano per la matericità del gesto di marca sicuramente informale. Tuttavia ogni altro possibile apparentamento sembra finire qui. Anche se non va trascurato l’utilizzo di materiali tradizionalmente cari all’arte povera (corde, fili, piccoli elementi oggettuali per lo più cretacei), non c’è nessuna citazione o riferimento a modelli.

  • Antonio Pappalardo
    La sua pittura rappresenta decisamente la strada della non rappresentazione della realtà in cui il colore è strumento principale. Un colore materia a volte intenso e clamoroso, altre volte delicato e suadente, in ogni caso sempre capace di risonanze evocative. Nelle sue opere vive la testimonianza di una pittura mai stanca ma anzi dinamica, capace di definire uno spazio privato di intensi ed autentici attimi di poesia visiva.

  •  - Opera in esposizione


     - Opera in esposizione



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    OTTOBRE 2010
    ANNA MARIA TADDEI: Opere


    L’opzione, mediata e rigorosa, per l’astratto e’ una delle primarie caratteristiche dell’arte di Anna Maria Taddei. In opere ampie e curate, l’Artista propone la propria complessa ricerca visuale, robustamente ancorata su scelte tecniche e compositive di indubbia efficacia, frutto di autonomia riflessione e di equilibrata analisi personale. I lavori pittorici di Anna Maria Taddei sono lucidamente, esattamente concepiti, sapientemente organizzati, coerentemente realizzati. I diversi piani sono chiaramente scanditi nella profondità di ogni opera, tecnicamente suggeriti (e definiti) dalla differente impostazione materica: lo sfondo è armonicamente giocato su lievissime sfumature, che danno vita a cromatismi di estrema delicatezza ed intensità: al di sopra ( e sicuramente al di fuori) di esso, prende corpo l’eccesso, ritmico accostarsi dei piccoli soggetti elementari, caratterizzati dal rilievo materico assai consistente. L’atmosfera creata da Annamaria Taddei è quindi pregnante ed assai pulita: le sue opere sono intimamente pervase dal pieno rigore formale, palesemente sorretto da una ricerca attenta ed approfondita. L’equilibrio dei toni, la sapiente gestione degli spazi, la semplice (eppure incensante) sovrapposizione degli elementi vengono a dar vita a lavori completi e convincenti, stilisticamente di rara coerenza. (Giorgio Tomaso Bagni).
    Impressioni di momentanee apparenze, di cromatiche dissolvenze, di emozioni luminose, di riflessioni guizzanti, come fuochi d’artificio, espressione dei cromatismi. Ritmi d’animo di tutto colore, fusioni di sensazioni, natura e paesaggi, scritture del colore che danno allo stesso un corpo luminescente e musicale. Le astrazioni del colore continuano a catturare i sogni che diventano lirici e fluidi. Opere di sogni su palcoscenici della metafora, romanze di fluente melodiche, come l’acqua di questo nostro Arno, così cantato fin dai più antichi tempi della solitudine. Si riverberano gli effetti musicali e decorativi di Monet, con l’impeto della moderna deflagrazione, impressione “en plein air”, abbandoni di contatti formali e figurativi per approdi di musicalità pura, che spinge alla danza ed alle sue folgorazioni. Potremmo ripercorrere quell’itinerario che dalle “Ninfe”, forma che si discioglie nella liquidità dell’acqua, esplode nella “Danza” di Matisse, nella contemplazione del colore, estasi delle estasi, nella melodia che si fa passo e piede metrico, poesia e canto degli interni d’anima, ritrovati in un momento perfetto, dentro a diamanti di Spazio-Tempo, gioielli di trasparenza, prismi di scansioni di note esistenziali. (Sandra Lucarelli).
    Inizia a dipingere fin da giovanissima, coltivando con successo anche attraverso gli studi artistici e varie frequentazioni di noti artisti la sua grande passione per l’arte e la innata capacità creativa. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Oggi vive e lavora a Pisa.


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    OTTOBRE 2010
    PAOLO STEFANELLI: Dreams


    Paolo Stefanelli è nato a Domodossola. Sin dall’infanzia vive con forza, e piacere, le sue passioni:il disegno, la musica (come percussionista), la montagna ed i minerali(come ricercatore e collezionista), che coltiva da autodidatta.

    Ha lavorato nell'ambito della grafica pubblicitaria per circa 20 anni, e dal 2009 ha trasformato la pittura e l’arte nel suo vero mestiere.
    Attraverso una nuova forma di realismo Paolo Stefanelli dipinge ciò che vede del suo mondo, in continua trasformazione ed evoluzione. Le opere di Paolo Stefanelli sono realizzate con una tecnica assolutamente personale, attraverso l'abile utilizzo dei colori acrilici, posati sulla tela con rulli.

    Rarissimo è l'uso del pennello. Le opere assumono un aspetto quasi materico, ed insieme allo stupore che si prova leggendone il contenuto, l'osservatore esperto resta assorto dal tentativo di comprendere la tecnica di realizzazione. I quadri sono fondati sulle sensazioni e le fantasie generate dalle proprie passioni, un'introspettiva dei propri sogni che, come recita il nome del proprio sito “sognisutela”, si concretizzano per essere mostrati al pubblico.

    Paolo crea e dipinge esclusivamente “sotto l'influenza della musica”, e se, nelle sue prime opere presentate al pubblico l'artista si cimentava nella rappresentazione di noti artisti jazz, ora la sua creatività appare più completa ed intrinseca con tutto il mondo circostante. Non è raro per uno sguardo attento trovare nei quadri chiari elementi della ritmica Jazz o delle sezioni dell'orchestra classica.

    Le opere di Stefanelli vanno oltre un modello prefissato, … il modello è per definizione quello in cui non c'è niente da cambiare, quello che funziona alla perfezione; mentre la realtà vediamo bene che non funziona e che si spappola da tutte le parti (I. Clavino, Paolomar, Il mondo dei modelli) ed è per questo che ogni più quadri compongono un'opera, attraverso studi consequenziali.

    Ogni quadro ne genera un altro, nel tentativo di spiegare meglio il precedente o di esprimere le nuove emozioni che l'artista ha scoperto dipingendo.


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    OTTOBRE - NOVEMBRE 2010
    ITINERARI ARTISTICI PISANI: Renzo Bussotti, Marta delle Croce, Bruno Magoni, Uliano Martini


    Promossa dall'Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato con il Patricinio di Provincia di Pisa e Comune di Pisa, a cura di Massimiliano Sbrana in collaborazione con "ARCHIVIO D'ARTE Collezione CentroArteModerna ", inserita nel Progetto ITINERARI ARTISTICI PISANI è stata organizzata una mostra che presente al pubblico il lavoro di alcuni dei maggiori artisti del panorama pisano a partire dalla seconda metà del novecento.
    Gli artisti in mostra sono Renzo Bussotti, Marta delle Croce, Bruno Magoni, Uliano Martini.


    Renzo Bussotti è nato a Firenze nel 1925. Ha frequentato gli studi classici e per un certo periodo l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 1955 al 1967 è vissuto a Pisa. Dal 1967 vive e lavora a Padova. Dal 1947 è presente nella vita artistica nazionale con un'intensa attività espositiva, dalla Mostra Internazionale di Ceramica a Faenza alla Triennale di Milano, dalla Biennale dell'incisione al Museo d'Arte Moderna di Città del Messico, dalla Mostra della Pittura Italiana a Bucarest alla rassegna della Grafica Veneta Contemporanea della galleria d'Arte Moderna di Lubiana. Nel 1956 ha tenuto la sua Prima personale alla Galleria della Colonna di Milano Ha avuto mostre personali in molte città italiane in musei e gallerie d'Arte, oltre a Philadelphia e Buenos Aires, partecipando a importanti rassegne nazionali e internazionali di pittura e grafica. Grandi antologiche sul suo lavoro sono state allestite a Cadoneghe nel 1986, a Padova nel 1991 e a Pisa nel 1992.
    Marta Della Croce è nata in provincia di Pisa (Vecchiano) nel 1949, dove ancora vive. Ha completato gli studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi nella sezione di pittura nel 1973. Attratta in quegli anni formativi da varie correnti pittoriche europee, dal cubismo all'espressionismo al surrealismo, mostrò gli esiti della sua ricerca in una personale del 1976, e si trattava di un sintetismo ove convergevano le diverse suggestioni culturali, risolvendosi in larvate forme di memoria organica ma di rimando psicologico una realtà interiore complessa e turbata. Nel prosieguo la sua ricerca si è orientata verso un linguaggio di più piena e aperta figurazione, ma non meno espressivo di modi psichici e inquietanti che, chiedendo di tradursi in momenti di comunicazione, hanno decisamente indotto una scelta figurativa giocata sulla metafora. Sotto specie di fabula, le tele si sono così popolate di curiosi personaggi che compiono azioni scomode, sgradevoli o impossibili. Importanti, ai fini delle sue esperienze pittoriche, le realizzazioni di opere murali per le chiese di Sant'Alessandro a Vecchiano (1988-1992).
    Bruno Magoni è nato a Morbegno nel 1940 ed è vissuto in Valtellina fino al termine degli studi liceali, distinguendosi per una naturale disposizione al disegno. Frequenta l’Accademia Navale di Livorno e diventa ufficiale di Stato Maggiore, navigando in tutti i mari del mondo, non solo sulle navi da guerra ma anche sulle barche a vela: con il Corsaro II partecipa alla regata Los Angeles-Honolulu; nel1977 vince il titolo italiano nella classe ligthning e partecipa ai mondiali sul lago di Thun; per anni gareggia con le star, su scafi usciti dai cantieri lariani Lilia e Folla. Negli anni ’70 è con moglie e figli a Roma, in servizio presso il Ministero e può frequentare il mondo artistico romano e coltivare la passione per la pittura: attrezza un laboratorio per incisione e segue un corso triennale di nudo presso l’Accademia di Belle Arti di via Ripetta, affinandosi nel disegno e perfezionandosi nel ritratto. Nel 1986, dopo aver ricoperto cariche di comando presso la base Nato a Napoli, lascia il servizio attivo e si ritira a Pisa, la città della moglie, in una casa nella campagna fuori le mura, nella quale ha lo studio, un grande locale affacciato sul giardino, parte integrante dell’atelier, perché in quello spazio il pittore lavora ed esperimenta, con intensa e continua applicazione.
    Uliano Martini é nato a San Giuliano Terme (Pisa) il 7 aprile 1922, é morto a Pisa il 1 marzo 1995. Conseguita la maturitá scientifíca, si iscrisse alla Facoltá di Architettura a Firenze, ma non compi gli studi. Si diplomó quindi, da privatista, all'Accademia di Belle Arti di Carrara, nel 1959; l'anno successivo prese l'abilitazione all'insegnamento del disegno ed entró nella scuola come docente di educazione artistica. Si é formato nell'anteguerra in un gruppo di artisti, tra i quali Salvatore Pizzarello e Renzo Lupo, che si coagulava intorno alla fígura di Franco Russoli. Intenso é stato, nel dopoguerra, il sodalizio con Renzo Bussotti e Vero Pellegrini. La sua pittura é sempre stata particolarmente sensibile ai valori umani e sociali piú intensi e primari, incline a rappresentare situazioni emblematiche di umanitá toccata e ferita dall'ingiustizia e dalla violenza. Non molto numerose le sue presenze espositive. Si registrano solo poche mostre personali. La prima é del 1955, alla Galleria 1 Galli di Pisa. Seguono le mostre alla Galleria Artecasa di Pisa nel 1967 e nel 1971. Una personale tematica, presentata da Tono Zancanaro, é quella delle "Nature morte" alla Galleria Dei Giorni di Pisa nell980. Nel 1986 , presentato da Dino Carlesi, espone nella Galleria Centroartemoderna di Pisa, dove torna nel 1992 con i "Paesaggi". Nella Galleria Nuages di Milano presenta nel 1989 i suoi"Cieli", che incontrano il consenso critico di Giorgio Soavi. L'ultima esposizione é quella del 1992 alla Galleria Quasar di Piacenza. Tra le rassegne e le mostre collettive, ricordiamo: il "Premio Pontedera" nel 1955; il "Premio Modigliani" a Livorno nel 1956; 1"'VIII Rassegna pisana di arti figurative" nel 1968; la rassegna Incontri pittorici pisani a San Giuliano Terme nel 1981; la "Rassegna pisana di arti figurative", a cura della Galleria Macchi nel 1982 a Pisa. Nel 1997, a due anni dalla scomparsa, la Provincia e il Comune di Pisa lo ricordano con un'ampia retrospettiva alla Limonaia di Palazzo Ruschi. Seguono, promosse dai rispettivi Comuni, la mostra delle opere degli anni '50 nella Sala delle Terme di San Giuliano, e la rassegna sull'ambiente formativo ordinata a Villa Pacchiani di Santa Croce sull'Arno. Nel 2005 il CentroArteModerna di Pisa in collaborazione con Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato con la Provincia e il Comune di Pisa, a dieci anni dalla scomparsa, organizza una mostra di opere inedite appartenenti alla collezione della famiglia.



    Opere Bussotti



    Opere della Croce



    Opere Bussotti



    Opere della Croce



    Opere Magoni



    Opere Magoni



    Opere Martini



    Opere Martini



    Opere Martini



    Opere Martini






    Novembre 2010
    "GRAFICA D'AUTORE: Opere Scelte. Ed.2010"

    Questa annuale rassegna giunta alla decima edizione ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole portare chiarezza e maggiore conoscenza nel apparente complicato mondo della stampa d'arte con particolare attenzione a quella più contemporanea. Con il termine "stampa" infatti si indicano in generale le varie tecniche che permettono la riproduzione identica di testi o immagini secondo lo stesso principio di funzionamento.


    L'originalità dei multipli su carta consiste nel fatto che essi vengono eseguiti su un preciso progetto dell'artista rivolto alla stampa di una tiratura, ossia di un numero predeterminato e limitato di copie la cui realizzazione viene da lui curata con lo stampatore in tutte le sue fasi fino alla firma autografa su ciascun foglio ed alla biffatura, una vera e propria sfregiatura della lastra o matrice originale per impedire la produzione di ulteriori esemplari. In quest’epoca di facile riproducibilità in digitale dell’opera d’arte, la grafica d’autore riesce ad affermarsi pertanto con maggior forza e pregio e conferma del positivo trend del mercato viene anche dalle case d’asta. In attesa che anche da noi la grafica d’autore incontri finalmente quella considerazione di cui gode in tutto il resto del mondo, il consiglio agli avveduti è di setacciare le piccole gallerie d’arte, è li che tra tante attrattive si incappa in fogli ( acquatinte, incisioni,litografie, serigrafie) di autori internazionali, offerti a prezzi cui negare attenzione sarebbe delittuoso.


    In questa decima edizione è dato particolare spazio alle opere grafiche sia seriali che non (Litografie, Tempere, Pastelli) di Annigoni, Azzinari, Bini, Borghese, Borgonzoni, Bueno, Bussotti, Buzi, Cantatore, Cascella, Clerici, Dova, Fabbri, Fiume, Fontirossi, Guttuso, Maccari, Manara, Martini, Migneco, Nespolo, Possenti, Rossetti, Sassu, Schifano, Kodra, Treccani, M. Tommasi, Tozzi, Vespignani, L. Viani, V.Viviani, T. Zancanaro, Zannerini. e dei pisani Berti, Borsacchi, Corrado, De Luca, Lapi, Moriani, Kichoffel, Tognoni, G. Viviani, S. Zannerini.



     Opera in esposizione

     Opera in esposizione

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     Opera in esposizione

     Opera in esposizione

     Opera in esposizione

     Opera in esposizione

     Opera in esposizione



    Novembre - Dicembre 2010
    "DONNE in ARTE: Brunelli, Matteoli, Verri"

    Il progetto “DONNE IN ARTE: UNIVERSO ARTISTICO FEMMINILE CONTEMPORANEO” è nato nel 2004 da un idea di Massimiliano Sbrana ed a partire da quell’anno ha visto numerosi eventi, mostre personali e rassegne collettive il cui scopo principale era e rimane la valorizzazione della realtà artistica femminile, concentrando però l’attenzione non solo sulle donne artiste ma contestualizzandole nel panorama storico e culturale che ne ha visto l’affermazione. La Storia e la Storia dell’Arte infatti tendono frequentemente a trascurare la creazione artistica prodotta dalle donne, che non ha nulla da invidiare ai grandi protagonisti maschili dell’arte internazionale. Particolare importanza è stato data allora e sarà sempre data all'universo contemporaneo, principalmente per mostrare come sia importante concepire l’Arte in anche in senso androgino. Si porrà lo sguardo, perciò, ad un’arte al femminile, capace di affascinare e meravigliare, tanto quanto quella maschile, che ha l'unico merito di essere, semplicemente, meglio conosciuta.
    In questa occasione in esposizione le opere di:

    VALERIA BRUNELLI: Nasce nel 1963 a Milano, dove vive e lavora come medico ospedaliero. Disegna da sempre. Negli anni ’90 si avvicina alla tecnica dell’acquerello che perfeziona con Francois Oberfalcer, Michele Costantini, Angelo Gorlini. Ai confini del reale immaginato il riposo della mente ascolta il suono che circonda e trattiene l’estro creativo di Brunelli. Armoniche sollecitazioni dell’Arte sfibrano gli universi del quotidiano e aprono le porte della percezione con la sensibilità sottile, intima, delicata e nello stesso tempo fortemente espressiva dell’acquarello. Incanto mirabile nel gesto dell’artista che traduce in versi pittorici l’infinito, l’onirico e le sfumature di una flessione sulla propria interiorità imbrigliata alle curve dell’esistenza. Una danza coinvolgente sembra guidare la pennellata finché la sua forza evocativa non sprofonda nella liquidità del colore per riaffiorare in elaborazioni sensoriali di luminosa fluidità cromatica.

    LAURA MATTEOLI: Nata a Livorno (Italy, nel 1955,arriva a Pisa, dove vive attualmente, nel 1974, per frequentare la facoltà di Farmacia. Atmosfere leggere,tonalità vivaci e calde che accendono lo sguardo, segni che si rincorrono in un vorticoso dinamismo di parole,tonalità e linee. Per mezzo di segni grafici e minuti e forme stilizzate che si animano su campiture di linee e delicato acquerello, l’autrice crea un alfabeto di simboli, scaturito da una fantasia riflessiva e attenta, affamata di senso. Nel quadro, il cui spazio all’apparenza non soggiace ad alcuna organizzazione, ma in verità è la trama di un ordito ben preciso, i colori vengono fatti dialogare con le figure tratteggiate a carboncino o a china , con i piccoli segni grafici che contraddistinguono lo stile di Laura Matteoli, ma altresì con parole vere e proprie, spesso trascritte semplicemente a penna. Sono frammenti di frasi, ritagli di storie, stralci di ricordi o impressioni, che oltre a fornire in alcuni casi, il titolo dell’opera, ne sono parte integrante, ne riflettono l’anima.

    ELENA VERRI: Nata nel 1963 a Ginevra da genitori italiani. Sin dall’infanzia ho sentito la necessità di esprimere le mie emozioni attraverso la voce, il corpo, la creta o la pietra. Studio e mi diplomo al Conservatorio Superiore d’Arte Drammatica di Lausanne. Durante quel periodo mi appassiono per la scenografia, i costumi e le maschere. Completo la mia formazione in scultura con maestri svizzeri, francesi ed italiani.
    Oggi porto avanti parallelamente la mia attività di attrice – cantante e di scultrice. L’espressione artistica è per me una necessità assoluta. Creare per vivere, ma anche per sfuggire al peso dell’esistenza. Le sculture presentano due temi fondamentali: il movimento e la leggerezza. Il corpo è sempre in gioco nei diversi ruoli della tragicommedia umana e sogna l’assenza di pesantezza. La tensione tra il peso del corpo e il desiderio di elevazione dello spirito dà lo slancio alla materia, la spinge a muoversi e a spiccare il volo.









     Opera in esposizione



     Opera in esposizione



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    Dicembre 2010 - Gennaio 2011
    "GIOVANNI VENUTI - Il Volto dell'Anima"

    Giovanni Venuti residente a Pescia dove vive e lavora ha coltivato fin da giovane la passione per la pittura, mirando ad approfondire autonomamente la conoscenza della tecnica pittorica con lunghi anni di studio dei classici. Pittore quindi di formazione classica ha sperimentato col tempo e con successo nuove forme di pittura moderna e contemporanea nel figurativo e nei ritratti fino a definirsi un neo-figurativo. Sono vari ed importanti i riconoscimenti che il pittore ha conseguito nel corso degli anni tra cui i più recenti tra i quali ricordiamo: 2006/2007 due volte premiato al Fiorino d'oro di Firenze, 2009 partecipe a 53^ Biennale di Venezia con Effetti Collaterali2, 2010 Finalista premio Arte Mondadori.


    La pittura di Giovanni Venuti è immersa in quella dimensione del tempo che è il presente, sono qui in gioco sensibilità individuali e collettive che si confrontano con l'estensione corporea della figura umana,portatrice di emozioni e di stati d'animo,che la vita di oggi tende a cancellare e a rimuovere. Ridestate nel complesso dell'opera di questo artista le emozioni intense e profonde della nostra anima,ci inducono a guardare in noi nuovi orizzonti, mettendoci in una relazione autentica e creativa con quelle che sono state le emozioni di chi ha composto l'opera significativa e palpitante di vita. Ci possono anche essere discordanze fra le emozioni che proviamo dinanzi ad alcune opere e le emozioni che hanno animato la creatività di chi queste opere ha realizzato,ma non sono discordanze fatali,bensì sensitive che,in ogni caso,è anche possibile riconoscere e conciliare in un ascolto interiore delle opere che guardiamo e interpretiamo. Certo è che i colori vibranti sono in questo frangente capaci di grande forza febbrile,immersi in una luce stregata,sono in grado di dare corpo alle figure che riaccendono in noi cascate di emozioni forti,ci fanno sentire le flebile e fragili voci di una adolescenza aperta alla spe- ranza e alla vita futura.(ANNA RUOCCO)


    La vera opera d'arte nasce in modo misterioso enigmatico,mistico. Staccandosi dall'artista assume una sua personalità e diviene un soggetto indipendente",così affermava Kandinskij nel 1909 nel suo volume "La spiritualità dell'arte". Una frase che ancora oggi ben si adatta ad alcu- ni nostri pittori che,pur partendo dal figurativo,approdano a esiti completamente diversi. E' il caso di Giovanni Venuti,pittore pesciatino. Un lungo lavoro di anni,una grande passione per l'arte,molti viaggi per cogliere di persona sfumature di altri continenti e cercare di trasporre sulla tela emozioni e sensazioni,questa è in sintesi la ricchezza della sua personalità. Dagli anni 80 ad oggi ha esposto in gallerie importanti in Italia,ottenendo riconoscimenti di pubblico e di critica. Molti i premi ricevuti e numerosissime le partecipazioni a concorsi ed eventi prestigiosi, non ultimo la 53^ Biennale di Venezia. Giovanni Venuti non ha esaurito la sua ricerca anzi è proprio ora che cerca soluzioni diverse al figurativo da cui aveva iniziato,dando notevole importanza al ritratto con soluzioni che rasentano l'astratto e,al tempo stesso,colgono l'anima dei personaggi che raffigura. Non più un ri- tratto preciso ma pennellate che sfaldano la forma, che rendono leggera senza nulla togliere al miracolo del momento magico che Giovanni riesce a fissare sulla tela con una delicatezza di cromatismo che rivela le infinite sfaccettature dell'anima e del pensiero.(FAUSTINA TORI)







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    Gennaio - Febbraio 2011
    ARTE IN TOSCANA: dalla Macchia al Contemporaneo - Edizione 2011



    A cura Massimiliano Sbrana, promossa da CentroArteModerna la mostra "ARTE IN TOSCANA" Edizione 2011 anche questo anno raccoglie opere di pittura,grafica e fotografia di artisti legati alla realtà più interessante del panorama italiana ed europeo contemporaneo partendo da opere della tradizione toscana.
    Terra di sorprendenti e multiformi molteplicità artistiche, storiche, culturali, monumentali ed urbanistiche, essa si apre all'ammirata perlustrazione da parte dei suoi innumerevoli ospiti ed estimatori, con la fiera consapevolezza di essere stata un faro di civiltà nell'intero Occidente.
    La Toscana, già culla della civiltà italiana ed uno dei maggiori crogioli della moderna cultura europea, non è solo legata alla straordinaria elaborazione di concetti ed a forme e metodi di espressione originale che l'hanno contrassegnata in oltre due millenni di storia: è stata essa stessa fucina di straordinaria produzione artistica, che ha dettato tempi e modi sullo scenario continentale.
    Basti pensare all'universalità della lezione rinascimentale, partita da Firenze, grazie alla versatilità ed al genio dei suoi straordinari interpreti, e diffusasi ed affermatasi a livello europeo.
    La Toscana quindi come laboratorio di esperienze artistiche e creative, come luogo di accoglienza, di crescita, di sperimentazione, di sintesi e di rilancio culturale.

    In questa edizione 2011 sono quindi in esposizione opere di numerosi artisti provenienti da tutta Italia ed anche dall'Europa con particolare attenzione al Novecento toscano e all’evidenza contemporanea italiana odierna.


    Ecco gli artisti in esposizione:

    Adinolfi Paola, Aiello Paolo, Arcidiacono Gaetano, Avanzi Paolo, Balzano Ciro, Battaglia Marco, Bertoni Fabio, Bonfanti Gino, Cavedon Livio, Consorti Lorella, Giulio da Vicchio, Carlo Domenici, Falconio Otello, Giocondo Fabio, Guido Guidi, Liberatore Fausto Maria, Lunardi Daniele, Mammana Vittorio, Marchi Curzio , Marongiu Tinamaria, Meucci Mario, Michelozzi Corrado, Dino Migliorini, Natali Renato, Pagano Maurizio, Pavlenko Vira, Schinasi Daniel, Vittorini Umberto, Viviani Giuseppe..

     locandina






    Febbraio 2011
    OC10 - OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE: Edizione 2011

    Momento di interessante novità, questa "OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE" curato da Massimiliano Sbrana , giunta alla undicesima edizione, , cerca di riflettere la vera immagine delle emergenti tendenze artistiche di questi anni, dando nuova enfasi a quell'aspetto più interessante di questo settore: LA RICERCA. Il pubblico potrà così visionare molte e stilisticamente diverse opere d'arte, ed incontrare un eterogeneo gruppo di artisti (PAOLO AVANZI, FABIO BERTONI, ROBERT BRUCE , RODOLFO ROBERTO CAMI) direttamente, partecipando alle emozioni della loro ricerca artistica. Viste le premesse che ogni anno ci spingono a selezionare e proporre nuovi artisti, siamo certi che OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE 2011 continuerà ad arricchirsi ed a crescere nei prossimi anni, valorizzando così l'opera degli artisti con sicuro incremento sia della cultura che del loro mercato.

    Ecco una breve scheda degli artisti presenti a questa edizione:


    PAOLO AVANZI
    L’evoluzione artistica di Paolo Avanzi la si potrebbe definire come una rapida accelerazione, avvenuta dal 2002, conseguente ad un lungo e complesso apprendistato su tematiche che, seppure estranee alle arti figurative, ne hanno permesso la maturazione come artista. Studi classici, pianoforte al conservatorio, laurea in psicologia, esperienze di organizzazione aziendale e una decina d’anni di scrittura creativa culminata nella pubblicazione di un romanzo e una serie di racconti… E’ questa la premessa di un’intensa attività pittorica che negli ultimi anni lo ha condotto a partecipare ad una serie di mostre e fiere a livello non solo nazionale ma anche internazionale. La scoperta delle possibilità offerte dalle tecniche di computer painting lo indirizza verso la manipolazione di immagini, prima limitata alle dimensioni cromatiche e poi estesa a quelle più strutturali. Un affinamento del proprio stile pittorico porta l’artista ad infondere tratti più marcatamente espressionistici alle figure che sono composte e ricomposte con deformazioni via via più spinte. Nelle ultime opere il soggetto perde la propria unità in una proliferazione di sagome che rappresentano ulteriori possibilità di sviluppo (quasi alter ego) del soggetto stesso. Paolo Avanzi è nato nel 1958 a Rosolina (Rovigo). Risiede a Bresso (Milano)

    FABIO BERTONI
    nasce a Pavia il 3 luglio 1976 e sin dalla più tenera infanzia dimostra la sua inclinazione per l'arte. I suoi studi però si indirizzano in un settore diverso da quello artistico, anche se in ogni caso sempre attinente al disegno. Nell'arte di Fabio Bertoni, spesso, la forma riconoscibile di un albero, di un cespuglio, il profilo di un orizzonte, la veduta di un panorama diventano pretesto per un'idea di arte diversa dalla raffigurazione naturale del dato sensibile e si trasformano in idea e interiorità dello spirito. Non si spiegherebbero altrimenti le acque violette di un torrente, o i cieli fucsia e rosa che si svelano in tuta la loro potenza evocatrice, quasi presenze divine di un mondo ancora intatto.Nelle opere di Bertoni non esiste la presenza dell'uomo, la natura è la sola protagonista assoluta di uno scenario eterno di bellezza e di rasserenamento. Questo è il ruolo che nell'arte trova l'artista, immedesimandosi e calandosi completamente nella magia sublime dell'universo. A tutt’oggi è residente Tortona (Al), dove lavora e continua la sua esperienza artistica.

    ROBERT BRUCE
    Robert Bruce, nato nel 1968, è un artista americano che vive fra Milano e il suo luogo di nascita, Mount Pleasant, una comunità rurale nel sud dell'Alabama. Ha iniziato a disegnare e dipingere quando aveva 8 anni e nel 1992, si è laureato all'Università di Auburn specializzandosi in scultura. Negli ultimi dieci anni, l'arte di Robert ha avuto una svolta ed è diventata più fantasiosa e creativa. Ha iniziato a sperimentare nuovi soggetti ed è emersa quasi una visione infantile, piu' espressiva: la città in costruzione, le persone, le case e i paesaggi, dipinti in base ai propri ricordi e sogni, i giardini colorati pieni di alberi e uccellini. Le sue tecniche si sono ampliate e comprendono acquerelli, pastelli, collage e tecniche miste. Questi quadri espressionisti sono costruiti con tanti strati di colori nel tentativo di comunicare un senso di fascino per la natura.

    RODOLFO ROBERTO CAMI
    Attento osservatore, l’architetto Roberto Rodolfo Cami rivolge la sua progettuale all’indagine dello spazio e alle sue relazioni con l’architettura l’ambiente mediante l’utilizzo della fotografia. Oggetto dei suoi studi cantiere, votato ad una particolare esaltazione degli sviluppi architettonici. Il cantiere viene interpretato come “territorio artistico” dove dimorano cambiamenti ed evoluzioni legate alle attività umane, al pari di un contenitore di forze, masse e volumi con innumerevoli stratificazioni operative. Nell’ottica di Cami l’architettura non è altro che il risultato ultimo di una serie di messe in opera dall’uomo. E’ l’ovazione del Logos, la celebrazione fotografica della fusione tra le doti intellettuali e le capacità strettamente manuali. Cami esplora persino i concetti di vuoto e assenza, di fatalità ed esecuzione panorama di un luogo naturale ormai completamente urbanizzato. E’ una ricerca fotografica che gioca tra il particolare e un’ambientazione di tipo architettonico naturalistico. Un rapporto di una certa ideologia tematica in modo che le due fotografie di ciascuna immagine, che sono sovraimpresse, rinviano come ad un dialogo tematico, soprattutto da un punto di vista estetico.

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    Febbraio - Marzo 2011
    Donne in Arte / Universo Artistico Femminile Contemporaneo

    GISELLA PASQUALI : Universo Astratto

    Il vasto universo della pittura cosiddetta astratta si può dividere in tre filoni: uno deforma la realtà fino a renderla irriconoscibile, ma ad essa ritorna col titolo o con la forza dell’emotività ( da Kandinskij agli Otages di Fautrier e all’ Enchanted forest di Pollock, ecc. ), uno sceglie forme archetipe e simboliche (da Malevic e Balla in poi, geometrie, alfabeti sconosciuti, ecc.), il terzo, più raro e in fondo più radicale, rifiuta la realtà e assegna un senso autonomo ai puri segni, ai puri colori, alla pura materia (pura materia è un ossimoro: materia usata non come materiale, come ingrediente, ma come fine, autoreferenziale). Gisella Pasquali rientra in questo terzo indirizzo.
    Dietro l’apparenza soft (Composizione tenue è il titolo di uno di questi lavori) si nasconde dunque una scelta coraggiosa e ambiziosa: rivelare un altro mondo, una realtà completamente alternativa, con proprie leggi, proprie dimensioni, proprie regole morali. Si tratta di un approccio profondamente romantico, non nel senso comune, svenevole, del termine, ma in quello storico: del Romanticismo tedesco dell’Ottocento, quello di Kleist e Novalis, l’artista recupera l’irrazionalismo, il titanismo, l’antagonismo totale con la realtà terrena, e implicitamente la relativa solitudine spinta al solipsismo. Le sue opere sono finestre su un’altra verità del tutto personale, in cui lo spettatore, il pubblico, può entrare solo mettendosi sulla stessa lunghezza d’onda emotiva, quasi violando con disagio l’intimità di uno spazio che l’artista ha creato per se stessa, di cui è signora e padrona, uno spazio dove trovare tutta la libertà negata sulla terra.
    In quest’altro mondo vige un equilibrio precario e mutevole di luci e ombre, di piani ravvicinati e sfondi lontani che sembrano muoversi e vibrare in superficie, privi di orientamento e di baricentro.
    I colori hanno tutta l’innaturalezza dell’acrilico, leggeri e pesanti, opachi e lucidi, tappe provvisorie di una ricerca inesauribile. I materiali del nostro mondo sono svuotati del valore d’uso, della loro funzione: il cemento e la sabbia non servono a costruire, i fili non legano e non collegano.
    Non ci sono storie, non ci sono contenuti, solo brusii di spiriti, lingue morte sussurrate, scariche di emozione. C’è però un percorso nel tempo, dalla timida, esile delicatezza dell’acquerello all’accumulo denso di colore e segno. Ma è nei lavori più recenti che la poetica dell’artista sembra chiarirsi, in una nuova essenzialità, nell’asciuttezza di campi grandi di colore solitario, nell’accoglimento del vuoto come elemento costitutivo. Se c’è un nume tutelare, è Mark Rothko: non perché si somiglino, ma perché il percorso da fare per stabilire un intesa con questi lavori è simile. Bisogna vederli dal vero, entrarci dentro e perdercisi, lasciare per qualche attimo la nostra terra. Come nel grande maestro d’oltreoceano, la riproduzione banalizza i lavori, li rende più amichevoli, magari più attraenti. Ma ciò che di più importante hanno è non che sono un piacere per gli occhi: sono avventure dello spirito.

    La Mostra inserita nel Progetto "Donne in Arte" ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa.

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    Marzo 2011
    Donne in Arte / Universo Artistico Femminile Contemporaneo

    ORIA STROBINO: Essere Donna

    Essere Donna è un excursus cronologico sulla condizione femminile attraverso i secoli, che racchiude immagini ritrattistiche e raffigurative associate a testi biografici sui personaggi dipinti e a cenni storici sul mutamento del ruolo sociale della donna. La mostra si dipana attraverso l’esame di questa evoluzione, segnata da una consapevolezza del ruolo che si è accresciuta via via nel tempo ed ha permesso l’affermazione di vere e proprie figure di eccellenza perfino nei periodi in cui la società ne limitava o addirittura ne soffocava le aspirazioni. Di questo lungo cammino compiuto dalle donne il libro evidenzia tutte le difficoltà e gli impedimenti che ne hanno segnato il passo, tuttavia l’opera testimonia in parallelo l’abilità, la perseveranza e la determinazione che da sempre hanno sostenuto il lento ma inesorabile progredire.
    In una parola, Essere Donna vuole proporsi come un omaggio a tutte le donne di valore che hanno contribuito a cambiare il corso della storia, a quante di esse –note e meno note- che hanno lasciato evidenti tracce di sé, delle loro capacità, della loro tenacia e volontà. Del resto, a saper leggere bene tra le pieghe del passato, la storia ci ricorda come in mezzo ad un mare di uomini siano sempre emerse straordinarie isole donne.
    Ad arricchre inoltre la serie "Essere donna" sono presente altre opere del mondo incantato di questa artista, nel quale l'osservatore viene coinvolto come da una forza magica, in un universo di sensazioni gradevoli e appaganti. Come ha scritto il ORLANDO PIRACCINI "Le conoscenze della storia dell'arte e i contenuti culturali di cui l'artista è in possesso non sono rimasti elementi di mera erudizione: li ha assimilati e integrati in sè diventando così strumenti della sua spontaneità espressiva. I soggetti d'indagine comprendono un'ampia gamma di tematiche, che vanno dalla pittura classica del Trecento italiano al verismo naturalistico moderno, dall'iconografia religiosa tradizionale alle problematiche sociali contemporanee. Ma ci sono ambiti di ricerca specifici nei quali Oria sembra muoversi con maggiore spontaneità e destrezza. Uno di questi è la raffigurazione degli angeli, simboli di bellezza e spiritualità, ma anche di terrestre umanità, propria delle persone viventi."

    Oria Strobino è nata in Piemonte, a Cossato e si è trasferita in età giovanile a Cesena, dove risiede ed opera. Ha frequentato, agli esordi,gli studi di Osvaldo Piraccini e Ugo Pasini, ma la sua formazione è quella dell'autodidatta. Oltre la pittura, coltiva la decorazione e l'illustrazione di libri..

    La Mostra inserita nel Progetto "Donne in Arte" ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa.

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    Marzo - Aprile 2011


    SAVERIO FELIGINI: Il Mondo a Pezzi (Collages)

    Saverio Feligini, marchigiano (Cagli - Pesaro 1965), da tempo vive e lavora a Roma. La sua formazione da autodidatta è maturata attraverso varie esperienze nell’ambito di spazi non istituzionali. Da anni porta avanti una personale ricerca nell’ambito del "collage puro", senza altra commistione di tecniche o media.
    Nelle sue opere l'autore abbandonata la pura figurazione accademica fa della dinamicità delle sue opere la sua vera forza. Opere che collocano l’astante in un universo parallelo in cui cosmo e realtà materiale diventano una cosa sola.
    L’arte di Feligini si presenta così priva di contaminazioni e richiami del “già noto”. Forte del suo modo di fare arte riporta sulla tela quelle che sono le sensazioni di un’anima che vissuta in questo mondo chiede di voler vivere in una nuova realtà.
    Una realtà fatta di scelte cromatiche e collocazioni spaziali diverse da quelle conosciute nelle quale esplora visioni passate per ricollocarle in una dimensione nuova: quella della sua psiche.

    Schegge di realtà fendono la produzione artistica di Saverio Feligini, artista autodidatta originario di Pesaro. Le sue potenzialità creative ci conducono verso nuovi ed invitanti orizzonti iconografici, sommersi di fervida immaginazione e stravaganze interpretative.
    Frammenti tangibili della comunicazione visiva si sovrappongono in infinite varianti, revocando la propria funzionalità natale e assumendo inaspettate connotazioni rappresentative che esulano da qualsiasi aderenza concreta: è il linguaggio dell’onirico che erompe con vigore espressivo ed energia comunicativa. E’ realtà trasfigurata in utopia, raccontata esclusivamente con la tecnica del collage.
    Su supporti lignei Feligini assembla ritagli di carta e brani di giornali, foggiando un nuovo universo percettivo, fatto di moderne storie sovrumane intessute nella tradizione storico-artistica, di trascorsi medievali - ben leggibili nella scelta del formato – di impressioni iconografiche rinascimentali e di parvenze quotidiane che hanno il potere di suggestionare e denunciare le piaghe del presente. E’ proprio contestando la società consumistica che l’autore muove i suoi passi nel ginepraio dell’arte, trasmettendo differenti stati d’animo: paura, angoscia, solitudine, nostalgia e dissenso.
    Le composizioni artistiche di Saverio Feligini sono il frutto di commistioni di realtà a contrasto, di contesti eterogenei chiamati a coesistere sotto il tetto dell’arte come cerniere tra passato e futuro, come spartiacque tra la realtà rassicurante e l’ebbrezza della fantasia e del sogno.

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    Aprile 2011


    DANIELE CERU': Il mio Teatro

    Daniele Cerù è nato a Camaiore in provincia di Lucca nel 1970. Autodidatta – scopre la pittura negli anni novanta e da quel momento inizia un percorso in crescendo sperimentando varie tecniche.
    Nelle sue opere i colori si spandono con armonia e attenta riflessione; ogni frammento della sua romantica visione è posizionatao nello spazio dell'opera per costruire impalpabili ed eteree figure estratte dalla sua anima. La sua traccia ci guida quindi in una rapida e magnifica evoluzione del segno grafico e del colore, attraverso i suoi teatri ricchi di personaggi fantsatisci e fantasiosi.
    Tra le prime serie tematiche di Cerù vi è da ricordare "Tra favola e colore" - con tecnica a olio su tela - dedicato alla "fanciulla" a cui segue la serie "Giochi nell'aria" in cui la "fanciulla" che osserva un giovane biricchino che gioca. Recentemente con tecnica mista ed incisione su affresco è nata la serie "Nel mio teatro" in cui la "fanciulla" è nel suo palcoscenico circondata da burattini. Di particolare riliero la serie dedicata al burattino più famoso del mondo "Pinocchio".
    Daniele Cerù si rivela così al pubblico ed alla critica come un giovane artista che in modo autonomo percorre le aspre e difficili vie dell'arte forte ormai di una propria e sicura identità pittorica.

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    Aprile - Maggio 2011


    ARCHIVIO D'ARTE: Collezione GAMeC CentroArteModerna Ed. 2011

    Questa importante rassegna pisana che si apre il 23 aprile (fino al 4 Maggio 2011), ormai giunta alla sua undicesiama edizione, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, raccoglie presso la sede storica del CentroArteModerna (lungarno Mediceo, 26 ), con cadenza annuale, le opere di importanti artisti italiani che nel corso di quadi quaranta anni di attività hanno esposto negli spazi di questa Galleria pisana.

    Attraverso una prestigiosa selezione di dipinti, disegni e sculture sono allora in esposizione i lavori numerosi artisti tra i quali in particolare evidenza:

    A. Bernardoni, G. Venuti, M. Martin, S. Fini, G. Pasquali, O. Strobino, S. Feligini, M. Stampatori, P. Stefanelli, U. Vittorini, F. Borghese, F.M. Liberatore, G. Guidi, F. Bartalini, U. Martini, D. Cerù, S. Ballantini, V. Muscatello, D. Migliorini, A. Simonelli, E. Fornaini, D. Corrado, F. Pizzanelli, S. Loffredo, G. Da Vicchio, S. Carlini, R. Natali, F. Rontini, G. Viviani, R. De Luca, Piet Van Leuven, R. Barbuti, Gineba, S. Cipolla, F. Severino, L. Massari.

    Il CentroArteModerna è ufficialmente nato nel 1976 (oggi a Pisa e la più antica Galleria), in uno dei più bei lungarni di PISA (Lungarno Mediceo al n.26) a due passi dal Museo Nazionale di S.Matteo, e da allora ha sempre svolto con successo di critica e di pubblico molteplici attività sia in campo artistico, con organizzazione, nei suoi luminosi e ampi locali, di mostre personali e collettive, sia in campo editoriale pubblicando edizioni d’arte e monografie (come casa editrice "Il Gabbiano CentroArteModerna").

    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

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    Maggio 2011


    FABIO MORDEGLIA - Il tempo dell'Infinito

    Fabio Mordeglia nasce a Savona nel 1960. Vive la sua adolescenza ad Albissola Marina che, in quegli anni, rappresenta un centro culturale ed artistico d'eccellenza, e ne rimane invariabilmente influenzato. Nei primi anni 80, contestualmente al conseguimento della laurea in Scienze Politiche ed al relativo Master di specializzazione, inizia il suo percorso artistico con chine aquarellate, matite grasse, pastelli a cera,evidenziando espliciti richiami alla scuola metafisica. In quegli anni , la sua ricerca e' finalizzata unicamente alla riscoperta, ed alla conseguente valorizzazione, del "nudo segno", eliminando ogni cromatismo , in quanto considerato puramente "secondario".
    Abbandonata la " statica" influenza metafisica, nel 1999 Fabio Mordeglia apprende ed assimila la tecnica della pittura ad olio ed acrilico , sviluppando una sperimentazione incentrata, questa volta, sulla raffigurazione concettuale della " complessa dinamica dell' io ".
    Tale continua ricerca trova altresì Fabio Mordeglia preparato all'uso di diversi materiali e differenti superfici pittoriche dove, metaforicamente, si depositano esperienze, colori e materia.
    Non dimenticando le origini albisolesi, Mordeglia trasferisce poi questa ricerca espressiva, nell'uso delle terre, delle malte e dei gessi argillosi, ottenendo un’intenso uso degli aspetti dinamici della luce e del colore.
    Alcune sue opere appartengono a importanti collezioni private a Milano e Lugano. Genova e Ferrara.Vive e lavora tra Alessandria e Albisola Capo.

    Il linguaggio artistico di Fabio Mordeglia che, “allontanandosi dagli universali linguistici, ha nella sintesi cromatica e segnica la sua nuova dimensione, come ha scritto di lui il critico Salvatore Russo. “Nel bagaglio sperimentale di Mordeglia – conferma il critico Silvia Martinotti -, si avverte l’esperienza degli anni del suo apprendistato ad Albisola, dove ha studiato l’arte della manipolazione delle ceramiche. Le differenti tecniche miste – aggiunge – rappresentano il risultato meditato delle terre, delle malte e dei gessi argillosi”. Nelle sue sperimentazioni, “c’è esclusivamente la presenza della forma materica e cromatica, come scrittura fine a se stessa, che si compone con un suo ordine intrinseco in risultati del tutto originali, tendendo ad esorbitare dai margini stessi dell’inquadratura”. Mordeglia è riuscito a scandire la sua attività con “novità stilistico-formali e rinnovati segni d’interpretazione, contaminando sia le direzioni concettuali, sia le linee tematiche”, ha sottolineato il critico Sabrina Falzone. “Nelle sue opere – prosegue – vige un solido campo di relazione tra i colori utilizzati non più in senso strettamente estetico, ma in chiave simbolica. La comparazione tra il rosso e il nero si manifesta nell’emblema del contrasto interiore, prestandosi ad una lettura essenzialmente iconologica”. Inoltre, la dimensione spazio temporale appare congelata “in un contesto ontologico carico di drammi esistenziali, nonostante l’impiego di un cromatismo vivace ed una dirompenza formale inaspettatamente dinamica”.
    Quelle di Mordeglia, avverte Russo, sono “opere che raccontano una storia, opere concettualmente importanti, che richiedono all’astante di essere lette correttamente”. L’indagine portata avanti dall’artista, cioè, “fa sì che il fruitore si interroghi su ciò che sta osservando”. Le sue opere, quindi, consentono una comunicazione con il fruitore, “in un gioco di rimandi concettuali in cui l’astante stesso – conclude Russo – si sente paradossalmente autore dell’opera, grazie alle grandi emozioni che essa trasmette”.


    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

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    Maggio 2011


    DEFORMAZIONI E DEMITIZZAZIONI / Paolo Avanzi e Claudio Semino

    La mostra "Deformazini e Demitizzazione" mette in esposizione le opere di due tra i maggiori e più attivi artisti del momento, ossia il lombardo Paolo Avanzi e ligure Claudio Semino. Uniti da una lunga amicizia artistica i due autori presentano in questa mostra la loro più recente produzione artistica portata avanti con incensante e proficua ricerca attraverso un autonomo e personale percorso creativo.


    Paolo Avanzi
    L’evoluzione artistica di Paolo Avanzi la si potrebbe definire come una rapida accelerazione, avvenuta dal 2002, conseguente ad un lungo e complesso apprendistato su tematiche che, seppure estranee alle arti figurative, ne hanno permesso la maturazione come artista. Studi classici, pianoforte al conservatorio, laurea in psicologia, esperienze di organizzazione aziendale e una decina d’anni di scrittura creativa culminata nella pubblicazione di un romanzo e una serie di racconti… E’ questa la premessa di un’intensa attività pittorica che negli ultimi anni lo ha condotto a partecipare ad una serie di mostre e fiere a livello non solo nazionale ma anche internazionale.
    Il percorso artistico di Paolo Avanzi prende le mosse da una elaborazione di motivi tipici dell’espressionismo astratto degli anni ’50 e ’60. I suoi smalti in materie plastiche riprendono temi di Burri e di Pollock coniugandoli con una espressività più ironica che sofferta la quale troverà espressione nel successivo ciclo di impronta figurativa. La scoperta delle possibilità offerte dalle tecniche di computer painting lo indirizza verso la manipolazione di immagini, prima limitata alle dimensioni cromatiche e poi estesa a quelle più strutturali.
    Un affinamento del proprio stile pittorico porta l'artista ad infondere tratti più marcatamente espressionistici alle figure che sono composte e ricomposte con deformazioni via via più spinte. Nelle ultime opere il soggetto perde la propria unità in una proliferazione di sagome che rappresentano ulteriori possibilità di sviluppo (quasi alter ego) del soggetto stesso.

    Claudio Semino
    La sua attività artistica iniziata nei primi anni '70 ha attraversato periodi di intensa attività espositiva. A coronamento di questo percorso è nata con gli inizi degli anni '90 una nuova e intensa attività espositiva, che insieme alle nuove immagini risultato di tale lavoro ha portato l'artista ad essere sempre più apprezzato dalla critica e dal pubblico.
    Le tele di Claudio Semino sono intime narrazioni, dissertazioni poetiche sulle vicende umane racchiuse nella dovuta essenzialità del linguaggio pittorico. Intatte nei loro interrogativi che si insinuano come simboli onirici nell'impatto con lo stato di veglia. E sogna ancora l'uomo di questo ventunesimo secolo.
    Nei suoi sogni tornano a manifestarsi le formule inquiete o pacate dell'immaginario. Figure e paesaggi da mondi diafani, guglie, tondità, orizzonti. Lune lontane, imperscrutabili testimoni di riti quotidiani statici; cristallizzati e silenziosi nel tempo infinito delle loro forme. Sospesi nell'eternità del mito. Richiami vaghi, lontani ad un destino diverso, perduto forse.
    Luci notturne a illuminare limpidamente plasticità intatte, non corruttibili perchè fuori da questo tempo. Fuori dal tempo stesso. Tratte dai luoghi dell'inconscio dove il sentimento si combina all'ironia, il particolare all'assoluto. Da dove giungono i messaggi allegorici, le combinazioni di immagini, le "mentite spoglie" di altre identità, il legame protetto e nascosto con "Qualcosa". Condannati a cercarlo questo qualcosa non conosciuto, sfuggente ma innegabile; senza sapere se lo troveremo mai, nè dove o come cercarlo. Se con i mezzi struggenti del sentimento o con la lucidità della ragione o con il misticismo della religione o scendendo i sentieri della morbosità, della malattia. O semplicemente passando attraverso la propria storia grande o piccola che sia. Antichi quesiti.
    C'è nei lavori di Claudio Semino la volontà intrinseca di esplorare l'immensa tessitura del suo personale "possibile", con incertezze e paura, con i limiti e ostacoli che l'essere umani comporta. con l'intima consapevolezza, il coraggio di tentare di capire se stessi, di essere ancora, nonostante le difficoltà, in cerca di quel legame così importante, così inafferrabile.

    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

    Opera in esposizione 4



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    Giugno 2011


    PAESAGGI DI CONFINE / Andrea Bernardoni


    Andrea Bernardoni nasce a San Casciano Val di Pesa nel 1953. Autodidatta, inizia a dipingere all'età di 20 anni.

    L'emotività del colore, esteso nei suoi timbri più alti e più puri, sorregge un immaginario lirico che conduce lo spettatore in un "oltre" di luce, non possiamo parlare di realtà oggettive, ma cdi una Verità che si trova ai confini tra conscio e l'inconscio, tra istinto e razionalità, tra la calma contemplativa ed il sublimante subbuglio delle sensazioni-passioni.

    Bernardoni si affida alle sue più intime sensazioni, vere e proprie forze dinamiche di espansione e contrazione che nella stesura dei colori, durante l'esecuzione del dipinto, cli conferiscono vita e luminosità.

    Aria, acqua terra e fuoco sembrano mescolarsi e compenetrarsi con particolare forza ed energia pulsante. Il colore è dunque il cuore stesso dell'opera e ne racchiude il mistero, è energia pura, la cui tensione, il cui contrasto ed accordo genera variazioni musicali, diviene linguaggio inedito che si elabora sempre più nella purezza e nell'intensità.

    Bernardoni con un intervento quasi demiurgico ci conduce in questo modo alla visione di un universo lontano, forse una terra primitiva da cui tutto deriva, che chiude e schiude orizzonti, dove il tempo è sospeso e l'uomo assente. Immersi, quindi, nei colori dei suoi dipinti avvertiamo il fascino magnetico della terra in tensione fra finito ed infinito, catturati da questa nuova genesi, percepiamo l'imminente esplosione della vita.

    Sue opere sono presenti in alcune collezioni private ed esposte in permanenza presso la galleria Centro Arte Moderna di Pisa.

    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

    Opera in esposizione


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    Giugno 2011


    EMOZIONI CROPMATICHE / Salvatore Atzeni


    Salvatore Atzeni è nato a Monastir (Sardegna) nel 1944. Ha compiuto gli studi presso il Liceo Artistico privato di Cagliari. Suoi maestri sono stati: Antonio Mura, Sabino Iusco, Foiso Fois, Filippo Vado e Guido Vascellari. Ha insegnato in varie scuole disegno e storia dell'arte, contemporaneamente ha frequentato il conservatorio musicale Pierluigi da Palestrina di Cagliari, con il Maestro Massimo Gasbarroni studiando la chitarra classica.
    Alla fine degli anni '60 ha iniziato la sua attività artistica dividendosi tra mostre e concerti in Italia, Spagna, Francia, Germania e America. Ha suonato con solisti di livello internazionale in formazione da camera e, lui stesso, ha fondato vari complessi musicali in formazione di duo, trio, quartetto e quintetto.
    Dopo 50anni d'arte figurativa, in cui ha indagato e studiato varie tecniche pittoriche ed incisorie, ha voluto realizzare, con una tecnica personale, delle opere più vicine alle correnti di questi decenni. I quadri esposti sono quindi il risultato di una ricerca dedicata esclusivamente al colore. Gli accostamenti cromatici devono essere come una composizione musicale, dove le note, distribuite nel pentagramma, devono rispettare le regole dell'armonia, della composizione e del contrappunto. Se uno di questi elementi è carente, la composizione sarà mediocre nella sua stesura. Se questo è valido per la musica, perché - continua Atzeni - non deve esserlo per la pittura? Il problema, a mio parere, è riconducibile all'uso e all'abuso del termine"cenettuale", introdotto soprattutto in ambito pittorico.
    La corrente artistica a cui questo termine appartiene, nasce neglia anni sessanta enunciando che l'arte è pura elaborazione mentale. Il concetto, in effetti, è tutto ciò che noi elaboriamo attraverso le esperienze quotidiane e che si riflette nel nostro operare. Partendo da questo teorema, saremmo tutti artisti. Non credo che l'arte - continua Atzeni - sia solo frutto di elaborazione mentale; purtroppo da quado non esistono più le botteghe dei grandi mestri, che trasmettevano il mestiere agli allievi, l'arte ha perso qualità e spessore. certi artisti del mio tempo - Conclude - si preoccupano di coniare etichette, di giustificare con la parola le loro"creazioni" usando spesso frasi ermetiche che in realtà manifestano l'incapacità nell'uso del colore e del disegno, tanto è stridente e stonato il risultato. L'Arte è sicuramente quella che ha valenza nei secoli, che ci parla attraverso la tela come le note di una sonata composta dai grandi maestri, Bach, Mozart, Puccini ....

    Da molti anni Salvatore Atzeni conduce un' indagine e uno studio sulla pittura barocca. Sempre affascinato da Caravaggio, dai Caravaggeschi e dalla scuola dei Carracci, realizza tele di grandi dimensioni applicando la tecnica del quadraturismo. Le opere sono realizzate con tecnica mista, prima stesura a tempera, poi, finite a olio con la tecnica della velatura rinascimentale. Sue opere si trovano in varie chiese e basiliche tra cui sono da segnalare presso la Basilica di Bonaria in Cagliari due tele nel Presbiterio (Dimensioni 8.50 x 3.60 m e Dimensioni 5.50 x 3.10 m) e nei pennacchi quattro tele che rappresentano 4 padri della Chiesa del vecchio e nuovo testamento che hanno annunciato la venuta della Vergine Maria (Dimensioni : in alto 4.50 m, la parte inferiore chiude a 40 cm). A conclusione del ciclo delle pitture per la Basilica, il Maestro ha realizzato per la cupola, otto tele di 6.50 x 3.20 m. illustrando la vita di Maria. I soggetti illustrati sono nell' ordine L' Annunciazione, La Visitazione, Il Riposo in Egitto, Gesù nel tempio, La cena di Cana, La contemplazione di Gesù morto, La Pentecoste, La Vergine incoronata regina della Chiesa.
    Inoltre una sua opera è presente nella chiesa romanica di San Pierino a Pisa - Crocifissione di San Pietro inserita in un altare del Settecento
    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

    Opera in esposizione


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    Luglio 2011


    ESTATE PISANA 2011 - ARTE SULLE RIVE DELL'ARNO -
    "Festival Internazionale del Piccolo Formato


    Importante evento del programma estivo del GAMeC CentroArteModerna di Pisa, "Arte sulle Rive dell'Arno / Festival Internazionale del Piccolo Formato", ospita infatti oltre 40 artisti e più di 70 opere provenienti dall'Italia ma non solo.
    In esposizione quindi interessanti opere di scultura, pittura e grafica e fotografia unite da una originalità creativa ed elevata qualità tecnica oltre che da una dimensione contenuta.

    Ecco l'elenco degli artisti presenti:

    Antonella Baldacci, Stefano Ballantini, Ciro Balzano, Marco Battaglia, Corrado Bechelli, Giorgio Bechelli, Andrea Bernardoni, Gino Bonfanti, Silla Campanini, Daniele Cerù, Biagio Chiesi, Arnaldo Mario Chisari, Lorella Consorti, Antonio Conte, Mimmo Corrado, Ciro D'Alessio, Giulio Da Vicchio, Valentina Damiano, Emilio Facchini, Saverio Feligini, Pardo Kickhoffel, M. Letizia Lazzeretti, Marilena Luongo, Eleonora Manca, Mario Meucci, Ivano Montagnani, Guido Morelli, Maurizio Pagano, Gisella Pasquali, Lucia Pecchia, Mònica Pèrez, Maurizio Piccirillo, Michela Radogna, Ferrucio Rontini, Lucia Sandroni, Stassia Signorini, Aspreno Simonelli, Oria Strobino, Anna MariaTaddei, Umberto Vittorini.



    La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

    Opera in esposizione


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    ESTATE pisana 2011
    Artisti in permanenza


    Questa annuale RASSEGNA di ARTE CONTEMPORANEA a cura da Massimiliano Sbrana è divenuta un importante momento artistico estivo capace di raccogliere interessanti opere pittoriche e cultoree di numerosi artisti del panorama nazionale contemporaneo trattati in permanenza dal CentroArteModerna.

    Ecco artisti in esposizione:

    Alberto Martini, Franz Borghese, Ciro Balzano, Andrea Bernardoni, Saverio Feligini, Fausto Maria Liberatore, Salvatore Cipolla, Piero Ceragioli, Paolo Buzi, Aspreno Simonelli, Giovanni Galiardi, Paolo Fidanzi, Stefano Ballantini, Renato Natali, Marialuisa Sabato, Claudio Semino, Paolo Stefanelli, Giovanni Venuti, Paolo Avanzi, Oria Strobini, Gisella Pasquali, Fabio Mordeglia, Daniele Cerù, Anna Maria Taddei, Salvatore Atzeni, Guido Morelli, Curzio Marchi, Stefano Ballantini.

    Molte delle opere sono acquistabili online qui.
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    Opere

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    Per la prossima stagione artistica sono in programmazione numerose mostre personali e collettive.
    Il CentroArteModerna collabora inoltre con Enti Pubblici e Associazioni e Privati per la realizzazione, organizzazione e cura di manifestazioni artistiche e culturali e partecipa alle Giurie di numerosi Concorsi d'Arte.


    Archivio mostre 2009-2010