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Agosto - Settembre 2007 IN-FLUSSI :Arte Contemporanea
Presenti in questa rassegna estiva "IN-FLUSSI" esponenti di rilievo dell'arte contemporanea
italiana ed europea come lo scultore DOLFO, il bresciano PAOLO BUZI, il milanesi GABRIELE POLI, MARA LOMBARDI e ANTAR,
e il noto architetto e designer torinese ALBERTO BONGINI (esponente di rilievo
del movimento FUSION ART), lo spezzino FEDERICO ANSELMI, il toscano PIERO CERAGIOLI, l'emiliano LUIGI COLOMBI (CONTE), l'olandese MARIUS BAUER,
la norvegese TOVE BRUUN MUNCH, lo scultore italo-franco-statunitense MARIO VENIER, oltre ad un
gruppo altamente selezionato (sia per qualita' che per professionalita') di giovani ma promettenti
artisti (alcuni dei quali gia' molto apprezzati da critica e pubblico).
"IN-FLUSSI" mostra di arte contemporanea, a cura di Massimiliano Sbrana,
vuol essere un appuntamento particolare non solo per l'eccellenza e l'elevata qualita'
degli artisti presenti, ma essenzialmente per l'amplificazione dell'ampia proposta visiva/creativa che
questi ultimi decenni hanno prodotto nelle generazioni di artisti a noi piu' vicine.
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Settembre 2007 "INCONTRI 2007 - XIIia Rassegna Nazionale di Pittura e Scultura "
Organizzata e promossa della
Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), con il patrocinio dalla Amministrazione
Provinciale di Pisa e del Comune di Pisa, INCONTRI 2007 nasce e si prefigge come scopo principale
quello di portare alla visione del pubblico più vasto uno spaccato delle attività creative di noti
ARTISTI appartenenti al panorama dell'arte italiana ed internazionale.
Ecco gli artisti presenti a questa nuova edizione:
FRANCO CAPPELLI, ENZO CORRENTI, ANTONELLA FAGNANI, SUSY MANZO, AUGUSTO ORESTINI,
FRANCESCO PALERMO, ANDREA GUIDO PAUTASSO, NADIA PERROTTA, LUISA SANDRONI.
FRANCO CAPPELLI pittore, nato e residente a Pistoia nel 1949, inizia a dipingere alla fine degli anni 60 ,rifacendosi al figurativo classico con i suoi paesaggi della campagna toscana, alle nature morte e composizioni floreali.Inizia ad esporre in mostre collettive e partecipa a mostre estemporanee.
Frequenta corsi e acquisisce nozioni di pittura e scultura. Inizia a sperimentare nuove tecniche sul colore,forme e materiali.
Negli anni 90 riscopre il piacere e la bellezza del ritratto e della figura umana, ma resta sempre attratto dal segno.
L'astrattismo e poi l'informale sono la sua pittura, il suo lavoro quotidiano.
In tempi abbastanza recenti la sua pittura ha avuto un percorso innovativo ed è presente in molteplici opere il suo nuovo filone
" Le città luminose" in cui con segno geometrico e intenso animo poetico traduce le impressioni delle città toscane e non solo.
Cappelli è pittore di grande presenza in molte mostre importanti
nazionali . Finalista piu' volte di concorsi a selezione. Ha esposto in importanti mostre collettive e personali in Italia e all'Estero .
ENZO CORRENTI nasce il 1 aprile del 1953 a Menzel el Emir (antico nome arabo di Misilmeri - Palermo), dal 1973 vive e lavora a Prato.
Artista multimediale capace di organizzare performance ed installazioni. Espone da diversi anni in personali, partecipando a rassegne e concorsi, riscuotendo successo di critica e pubblico.
Dapprima si e' dedicato al collage e, in seguito, ha rapportato questa sua esperienza in composizioni ed assemblaggi dove ha inserito oggetti e forme comuni, creando con la carta lavori molto personali.
Non ha limiti di creativita' rispetto al materiale usato che nella maggior parte dei casi e' di reupero.
Rimanendo uno dei pochi esponenti dell'Arte Povera, termine negli anni inflazionato per riferirsi ad artisti eccentrici che con questo tipo di arte hanno poco a che dividere. Oggi le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, cosi' come i suo lavori sono pubblicati su cataloghi, riviste e libri d'arte.
ANTONELLA FAGNANI nasce a Pisa nel 1967. Il suo percorso artistico, iniziato in giovane eta', si e' arricchito in
particolare nodo nell'ultimo decennio.
Nel suo stile che sorge da una forte capacita' di evocazione psicologica, il ritmo poetico delle masse cromatiche
diviene elemento etereo in cui abbandonarsi, da cui farsi cullare.
Fagnani e' allora pittrice che qualifica la sua visione estetica con una sensibilita' di immagine nella logica
dell'essenziale e come detto nell'evocazione fantasiosa di un universo sconfinato in cui questa pittrice ritrova
e ci fa ritrovare la magia di antiche apparizioni subconsce, la levitazione medianica di forme e paesaggi surreali,
nell'iridescente seduzione di delicati toni.
SUSY MANZO è nata a Milano nel 1963. Lavora come pittrice e decoratrice nel suo studio di Cusano Milanino (Mi)
da circa dieci anni. Dopo aver frequentato i corsi del maestro Fabio Cuman presso l’atelier di Sesto Ulteriano (Mi), rafforza
il suo amore per il surrealismo.
Un surrealismo in cui la cosciente presa di posizione e la fedelta' al metodo oggettivo non e' affatto tradita, poiche' in
esso i contenuti hanno il potere di mettere a nudo la condizione umana, esaltando, nel contempo il
linguaggio nei suoi elementi costitutivi, attraverso una raffinata padronanza dell'immagine colta nell'evidenza metafisica
della realta'.
Dunque un ispirazione surrealista nata dalla elevata sensibilita' di questa artista che ha avvertito le inquietudini, leossessioni, le ambiguita' che si agitano
sul mondo d'oggi ed ha trovato nei suoi lavori il mezzo piu' efficace per esprimerlo.
AUGUSTO ORESTINI e' nato nel 1950 a Anagni (FR), dove attualmente vive e lavora.
Ha compiuto gli studi artistici presso l'Accademia delle Belle Arti di Roma ed e' insegnante di Edu-cazione Artistica.
La realtà sta alla base pittorica di questo Artista: una realtà però trattata non tanto con intenti nar-rativi ma
piuttosto interpretativi.Orestini crea così un legame intimistico tra l’uomo e la realtà che lo circonda.
Una pittura, quindi, che non abbandona mai il sentimento e che rimane fedele ad una tradizione figurativa che
però Orestini sa rinnovare con evi-dente convinzione mediante mezzi stilistici ben elaborati, in una continua
e felice evoluzione cre-ativa costantemente sorretta dal un contenuto di genuina poesia.
FRANCESCO PALERMO è nato a Palermo nel 1942. Studia a Roma e si laurea in Giurisprudenza
alla Sapienza della Capitale, città in cui vive e dove esercita la professione di avvocato civilista.
Artista autodidatta ha partecipato a diverse mostre personali e collettive in particolare a Roma e Catania.
La sua è un arte personalissima, che suscita curiosità, stimola riflessioni ed infonde gioie ed emozioni
per il particolare aspetto delle forme assunte nel processo compositivo e vivazzato da colori primari alternati
tra di loro.
L'artista, con passione, impegno e fantasia, attraverso combinazioni, incastri ed incollaggi di oggetti fuori
d'uso, costruisce nuove forme amalgamate da colori a smalto, realizzando raffigurazioni che destano una grande
meraviglia. Gli oggetti assemblati dall'artista perdono la loro originaria identità e funzione per assurgere
ad elementi espressivi di immagini fantastiche, a volte enigmatiche che richiamano con umorismo personaggi
della storia, modi di vita e di essere.
GUIDO ANDREA PAUTASSO è nato a Milano. Pautasso si muove in una selva di materiale
cartaceo instabile, che vibra, si scompone e si ricompone. Icone della mondanita' , pubblicita'
giocose, bandiere e profili dal sapore sensuale si rincorrono fino allo strenuo delle forze, per
poi vaporizzarsi negli infiniti meandri del sogno. La carta dell'artista
esce da un frullatore mediatico, assale la parete e la adorna di splendidi collage,
poi, non contenta della sua sottile bidimensionalita' , si lancia verso lo spazio per
adagiarsi morbidamente sulle forme impeccabili, levigate e tornite della sfera, che scorre altrove,
per continuare inesorabilmente a sognare.
NADIA PERROTTA Di orgini napoletane, Nadia Perrotta, oggi vive in provincia di Verona. Una condizione assoluta, imprescindibile, capace di andare oltre qualsiasi
condizione esistente, e' quella della dignita', oggetto di una serie di suggestive fotografie di Nadia Perrotta.
Un principium vitale che svela, in una vera e propria traduzione riflessiva, uno sttus, fisico e mentale, dove
l'identita' personale, l'essere dell'uomo in quanto tale, diventano unita' indissolubile.
Un cammino, questo che accosta, con precisa apertura immaginativa, una materia complessa, nella quale si riserva
tutto l'amore di Nadia per cio' che "l'altro" da se stessi diventa "parte" importantissima di se stessi.
I toni prescelti sono dunque quelli che esulano dalla mera descrittivita' oggettuale, lambendo invece quelli,
altrettanto densi e profondi, delle figure che nel loro essere profondamente se stesse svelano e rilevano
quella dignita' di cui sono portatori.
Questa naturalezza si traduce in un linguaggio narrativo compiuto, dove le pose non sono cercate ad oltranza,
ma derivano frequentemente, da una singolare "intesa" tra la Perrotta e i soggetti fotografati, tanto da
raggiungere effetti emozionali davvero ragguardevoli.
LUCIA SANDRONI Ha avuto inizio tempo fa la sfida tra Lucia Sandroni e una tavolozza dove si
scontrano i colori con spatole e pennelli, cercando ognuno di raccontare gli stati d'animo delle immagini del
quotidiano vivere.
In tutto questo Lucia mette del suo; rende protagonista la natura e ne racconta la poesia, ne cura il
particolare per farlo vivere, vi introduce colpi di luce che scorrono come il trascorrere delle ore,
dall'alba soffusa alla piena luce dei contrasti con le ombre che si muovono e si integrano in un fecondo dialogo.
Lucia Sandroni gioca con il segno, con le pulsioni di un animo particolarmente sensibile che va verso un arricchimento
artistico importante, con la presa di coscienza di dover migliorare ancora cercando nuove vie, per raccontare,
per raccontarsi.
Pittura realistico-moderna: questo è il suo linguaggio appassionato e semplice intriso di quella libertà
che ogni artista cerca per riflettere.
Scarica il depliant della Rassegna (Acrobat pdf - 334Kb).
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Settembre - Ottobre 2007 Terza Edizione della Giornata del Contemporaneo SERGIO FINI - new wordls
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La comunicazione è la base della ricerca esistenziale di Fini che sempre più spesso usa il mezzo cromatico
e il segno grafico come dialogo liberatorio. Nella sua pittura infatti la parola lascia l’espressione sonora
per diventare colore e definire segni-codice che permettono un silenzioso colloquio con l’interiorità
dell’artista e un rapporto dialettico con l’esterno.
In questa nuova mostra itinerante "new worlds" , inserita nella Terza Edizione della Giornata del Contemporaneo promossa dell'Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), FINI, mai fermo nè pago continua ad esplorare i suoi
e i nostri stati d'animo per raffigurarli con nuove tecniche e segni grafici. In questo, scrive G.Landi, forse il nuovo, ma
anche e ancora le mai dimenticate anime, rese ora con forme più piene, ora con essenzialità di pochi colori, quasi a
denudare l'anima stessa, una scarna forma che si aggroviglia su se stessa.
C'è quasi tutto il Fini che conosco, continua Landi, in questa serie di opere, alcune puntigliosamente studiate, come
suo solito, altre "partorite" quasi con rabbia, nella necessità del momento, nel voler far partecipare altri dello stato
dell'anima/animo. Da qui i colori caldi, avvolgenti, protettivi: e poi il bianco, violentato quasi da pennellate,
graffiato da smalti accesi, cuspidi geometriche che escono, prepotenti, dalla tela.
Come da scritto ,il prof. S. di Cosmo ... "la sua arte è “intuizione e visione” (B. Croce), e muove, fuori dalla logica e apparentemente libera da schemi,
dal solo sentimento, che modella e colora la materia facendo emergere da essa un messaggio spirituale.
Quella di Fini è un opera pittorica in senso lato, meno di forma e di pennellate, più di utilizzo, di incisione
e di riordino della materia, che le mani e la sensibilità dell’artista elevano a dimensioni quasi sacre.
Nella ricerca dell’astrazione di un significato più profondo dalla apparente realtà, l’artista, senza più
precostituire l’oggettività della forma, approda all’espressione informale. Interiorizza il linguaggio
complessivo dell’informale sia del versante materico ( Jean Dubuffet, Jean Fautrier…) sia quello segnico
( Hans Hartung, Franz Kline…).
La materia fatta dalle cose più semplici, un compensato, una balla di fibre grezze, uno straccio,
una terracotta, diventa colore, i cui toni e la cui composizione cromatica di mescole, di contrasti
e di piccole pennellate creano subito un contesto emotivo di comunicazione di sensazioni fra l’artista e l’osservatore..."
Catalogo in galleria.
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Ottobre 2007 PARDO KICKHÖFFEL - sul tracciato dell'anima ...... (noi non siamo le cose)
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Inserita nel PAVC 2007/2008 promossa da A.T.S.A.A. Ass.ne Tosco sarda di Arte e Artigianato, con il patrocinio di Provincia di Pisa, Copmune di Pisa e Circoscrizione 5,
è allestita la mostra "sul tracciato dell'anima .... (noi non siamo le cose)" dell'eclettica artista berlinese, ma residente da anni in Italia, PARDO KICKHÖFFEL..
Nata a Berlino, mille strade l’hanno portata in giro per il mondo. Mille esperienze, mille cambiamenti alla ricerca di una unica verità.
Nell’ultimo decennio ha esposto i suoi oli, acquarelli, disegni e sculture in molte personali in Italia (Milano, Firenze, Bologna, Parma, Piacenza, Trento) e all’estero
(Innsbruck, New York, San Francisco, Toronto).
Scrive il prof. Ilario Luperini di questa pittrice: "... con i suoi colori intensi, distribuiti per zone contrastanti, attraverso partiture cromatiche che sembrano
impossessarsi con impeto dello spazio della tela, questa artista affronta, nelle piccole come nelle grandi dimensioni,
nella pittura ad olio come nella grafica, temi di grande e perpetua attualità.
Il rapporto tra i sessi, il continuo contrasto tra vita e morte, tra materia e spirito, tra particolare e universale, i drammi del quotidiano e
le grandi questioni dell'umanità si esprimono attraverso forme fluenti ma sproporzionate, talora abnormi, dalla forte carica espressiva ... la sua pittura risulta
intensamente emotiva in cui l'attenzione è rivolta essenziamente al corpo dell'uomo e degli altri esseri animati, mai realisticamente inteso,
ma sempre deformato in funzione espressiva.... un linguaggio strutturato che, però non è mai ripetitivo, riservando,ogni vola, continue sorpese
che indicano non esteriore voglia di consenso, ma autentico, commosso desiderio di ricerca.
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Ottobre 2007 Pesentazione libro di Poesie di NILVANO SBRANA - Pensieri (Felici Editore)
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Promossa da Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato, con il patrocinio di Provincia di Pisa, Comune di Pisa e Circoscrizione 5 Pisa la presentazione vedrà l'intervento
del prof. Alessandro Scarpellini, prof.ssa Titina Maccioni, prof.ssa Sadra Lucarelli oltre l'intervento di due noti attori pisani Sergio Pieggi e Valeria Plasmati che interpreteranno alcune poesi.
Nilvano Sbrana è nato nel 1932 a Pisa, dove ha svolto la propria multiforme attività, dapprima come stampatore editoriale di importanti collane d'arte e maestro litografo, quindi come organizzatore e animatore della vita artistico culturale, in Italia e all'estero, e segnatamente nella sua città.
A Pisa ha fondato la stamperia litografica «Il Gabbiano» e la galleria d'arte «Centroartemoderna», due strutture ove hanno lavorato ed esposto numerosi artisti di respiro nazionale ed internazionale.
Di particolare interesse sono le Edizioni Il Gabbiano - Centroartemoderna dedicate alla cultura tradizionale pisana, cartelle di opere grafiche originali (litografie e incisioni), medaglie e plaquettes.
Recentemente ha composto e pubblicato alcune canzoni ottenendo nell'occasione anche l'iscrizione alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE). Per i suoi meriti di lavoro e di cultura é stato insignito dell'onorificenza
di Commendatore dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Catalogo in galleria.
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Ottobre - Novembre 2007 ITINERARI ARTISTICI PISANI: Archivio d'Arte
Fidio Bartalini - Piero Bernardini - Paolo Lapi - Milena Moriani
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Gli ITINERARI ARTISTICI PISANI promossi da A.T.S.A.A. Ass.ne Tosco sarda di Arte e Artigianato in collaborazione
con l'ARCHIVIO d'ARTE del CentroArteModerna, sono un ciclo di rassegne che raccoglie opere tra olii, tecniche miste e disegni attraverso cui si cercherà di analizzare gli
itinerari artistici intrapresi dagli artisti pisani, non più singolarmete ma in maniera organica e complementare agli
altri artisti presenti nel territori nello stesso periodo (seconda metà del Novecento) con lo scopo finale di analizzare
e formalizzare quella sorta di "Movimento Artisto Pisano" che non è mai stato riconosciuto forse fino ad oggi.
Ognuno degli Artisti che saranno presentati in questo terzo appuntamento dopo le mostre personali dei Maestri pisani
ALESSANDRO VOLPI e ULIANO MARTINI
ha rappresentato e ancora rappresentano un alto momento culturale che la nostra città è riuscita ad esprimere a
partire dala seconda metà del Novecento.
Ognuno di questi pittori, pur avendo spesso una matrice culturale comune, ha però intrapreso un percorso / itinerario
completamente diverso ed autonomo sia per tecniche che per (anche se parzialmente) per tematiche; in ogni
caso lasciando una importante ed indelebile traccia sul territorio e nella popolazione non solo nel periodo in
cui Pisa li ha visti operarvi.
FIDIO BARTALINI: Nelle sue opere i contenuti sono liberati da forzature ideologiche o esistenziali, e
perfino il momento ecologico si fa rivelante solo a posteriori, cioè moderatamente funzionale o estraneo
per una lettura estetica dei suoi dipinti ad olio. Nei suoi riferimenti al più vasto e generale contesto del territorio
che percorriamo ogni giorno ma che non viviamo più (una spiaggia o un tronco o un grappolo d’uva)
assurgono dilatandosi a significati inglobanti un vissuto infantile, un antico perdersi in affetti
entro cui è trascorsa la giovinezza di ciascuno di noi e di tutta una comunità.
PIERO BERNARDINI: La vasta attività artistica iniziata nel 1945 con la collaborazione di vignettista e
scrittore su giornali umoristici e riviste. Nel suo mondo appartato - scrive Ilario Luperini - si manifestano riferimenti figurali che ne fanno
un autore appartato , sì, ma attento e meticoloso osservatore nelle zone della ricerca artistica che più gli confanno: dal solitario e persobnalissimo incidire di Giuseppe Viviani
alle asolutezze metafisiche, alla misura compositiva all'equilibrio cromatico della più antica tradizione artistica toscana che ancora oggi ci colpisce
PAOLO LAPI: Le sue prime opere sono improntate alla rappresentazione di un naturalismo
e di una realtà "tradizionale toscana", improntata nella espressione "post macchiaiola" che fu
fondamentale e utile per la sua formazione. Tale esperienza lo portò all'acquisizione di una
padronanza tecnica e cromatica, che gli permise negli anni successivi di esprimersi con tecniche
e contenuti di avanguardia, stimolato dal contatto con il pittore Gianni Bertini.
MILENA MORIANI: La sua pittura è difficilmente imbrigliabile in una limitata definizione,
si muove dal figurativo al disfacimento astratto che ancora mostra dei segni riconoscibili dell'esistenza
delle cose. Ogni gesto rivela un profondo amore per la vita, si pone come risposta alle attese mancate
e recuperabili almeno attraverso la bellezza del dipinto.
Cataloghi in Galleria.
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Novembre 2007 DONNE IN ARTE: Universo Artistico Femminile
Ada Bertasi - Angela Cacciamani - Lida Lazzari - Claudia Sejanovich
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Il progetto "Donne in Arte arte al femminile" è nato nel 2004 ed a partire da quell’anno ha visto numerosi eventi / mostre/ rassegne
il cui scopo principale rimane la valorizzazione della realtà artistica femminile, concentrando l’attenzione non solo sulle donne artiste
ma contestualizzandole nel panorama storico e culturale che ne ha visto l’affermazione.
La storia e la storia dell’arte infatti tendono frequentemente a trascurare la creazione artistica prodotta dalle donne, che non ha nulla da invidiare ai grandi protagonisti maschili dell’arte internazionale.
Particolare importanza è stata data all'universo contemporaneo, principalmente per mostrare come sia importante concepire l'Arte in anche in senso androgino. Si porrà lo sguardo, perciò, ad un'arte al femminile, capace di affascinare e meravigliare, tanto quanto quella maschile, che ha l'unico merito di essere, semplicemente, meglio conosciuta.
A questo nuovo appuntamento parteciperanno note artiste provenienti da tutta Italia e non solo, ossia Ada Bertasi (Verona), Angela Cacciamani (Spoleto), Lidia Lazzari (Lucca) ,
Claudia Sejanovich (Argentina).
ADA BERTASI: Ciò che affascina nella pittura di questa pittrice veronese è questo indugiare dello sguardo sulle cose: il naturale appare improvvisamente così bello ed intimamente percepito da acquistare una sua assolutezza, svincolata dal reale ed il colore, così intensamente dosato e calibrato, è filtro metafisico di una realtà desiderata e imprendibile.
Il segreto di questa pittura, l'invenzione geniale della sua arte, è questo "incanto delle cose" che agganciano la nostra anima allo stupore di tutto un mondo di cose quotidiane, improvvisamente "riscattate".
La sua pittura allora ci prende per mano e ci conduce in un mondo segreto, quasi inaccessibile, da cui è bandito ogni possibile compiacimento.
ANGELA CACCIAMANI: Nata a Spoleto questa pittrice “ha accolto la poetica dell’astrattismo materico senza obbiezioni. Nelle sue mani l’informale si è capovolto: l’assurdo del sogno vivificato da sacchi datati, plastiche agonizzanti e cretti lunari si è trasformato nell’assurdo della vita, il potere liberatorio della fantasia, in fantasia conscia della storia.Ne risulta così una “pittura” di rara capacità di racconto sacro e profano alternati. Le sue immagini possono essere al medesimo tempo razionali o fantastiche, taglienti e spietate nella comunicazione e insieme cariche di misteriosa tensione poetica.
Angela Cacciamani si muove e opera sperimentando la forma, il colore, la natura del materiale in un assillante rapporto nel continuo superamento dei limiti”.
LIDA LAZZARI: nata a Lucca , fin dall'infanzia si sviluppa in lei un forte senso artistico che la porterà a poi ad affacciarsi al mondo dell'arte con sempre maggior passione ed inpegno.
Attraverso il ricordo, attraverso gli occhi di una bambina che vedono e immaginano questa pittrice ci racconta un mondo in cui colloca morbide figure di donne e bambine sospese tra sogno e fantasia in un magico susseguirsi di dolcezza e serenita'.
CLAUDIA SEJANOVICH: Nata vicino agli Andes di Argentina e vive a Pisa da qualche mese. Dopo trenta anni di vita artistica, e diversi percorsi che l’hanno portata dalla figurazione all’espressionismo astratto, ha scelto negli ultimi anni un modo proprio e diverso. I suoi quadri abbandonano il piano, e cercano di acquistare volume, si inseriscono nello spazio e si avvicinano, si arrotolano, vanno oltre il colore ed il tessuto. L’opera impresiona per la sua presenza vigorosa, la sua solida struttura, il suo cromatismo contrastato con sottili gradazioni e lavorate transparenze, i quali ci confrontano ad un interrogativo.
Nascono rapporti unici con ogni spettatore il quale si ritrova immerso entro un appello ai sensi che diventa sempre aperto, interpretabile, suggerente. Non c’è un manifesto, ma invece un’inchiesta, che diventa plastica, colore, volume, e che vuole essere condivisa.
L’arte di Claudia è stata apprezzata nella sua Argentina natale, e in esibizioni in America Latina e nel 2004 in Praga.
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Novembre - Dicembre 2007 GRAFICA D'AUTORE: Opere Scelte - Edizione 2007
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Questa annuale rassegna giunta alla settima edizione della rassegna "GRAFICA D'AUTORE OPERE SCELTE"
ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole portare chiarezza e maggiore conoscenza nel
apparente complicato mondo della stampa d’arte con particolare attenzione a quella più contemporanea.
Con il termine "stampa" infatti si indicano in generale le varie tecniche che permettono la
riproduzione identica di testi o immagini secondo lo stesso principio di funzionamento.
Le varie tecniche di STAMPA si dividono in tecniche incisorie in cavo (bulino, acquaforte, acquatinta, puntasecca),
tecniche in rilievo (xilografia, chiaroscuro, linoleum), litografia e serigrafia.
Tutti i sistemi di stampa d’arte in maniere semplicativa sono composti da tre fasi la prima
dove l’esecutore lavora sulla matrice realizzando il soggetto che intende realizzare
(ma in maniera speculare siamo in presenza della stampa detta "diretta")
seguita poi dalla fase dell'inchiostratura e quella della stampa attraverso
il torchio su carta. Nell’acquaforte invece l'incisore traccia con una punta di disegno e
mette a nudo le parti destinate a ricevere l'inchiostro. La matrice viene protetta al rovescio
da una vernice isolante e passata al morso (morsura) che comporta il bagno della lastra nell'acido.
Uno dei primi artisti a fare uso dell'acido nell'incisione fu il Parmigianino (1503-1540) ma nei secoli a seguire troviamo anche i nomi di Rembrandt, del Canaletto, Giambattista Tiepolo, Giovanni Battista Piranesi, Manet (1832-1883), fino ai contemporanei Felice Casorati e Giorgio Morandi.
Importante è comunque la presenza di opere grafiche di Annigoni, Azzinari, Borgonzoni , Bueno, Bussotti,
Cantatore, Cascella, D'Avenia, Dova , Faraoni, Fiume , Fontirossi, Fremura, Guttuso, Lacasella, Maccari, Manara, Migneco,
Minardi, Nespolo, Possenti, Sassu, Schifano, Kodra, Treccani, M. Tommasi, Tozzi, Vespignani, L. Viani, V. Viviani, Zancanaro e dei toscani
Barberi, Bernadini, Borsacchi, Corrado, de Luca, Galardini, Lapi, Maccheroni, Magoni, A. Martini, Messina, Moriani, Pacini, Tognoni, G. Viviani.
Inoltre saranno visibili opere uniche su carta (disegni, sanguigne, acquarelli, olii, tempere, tecniche miste) di importanti autori contemporanei come
Bonanni, Borgonzoni, G. Carlini, D'avenia, Ferrari, Gorlini, V. Shmagin, Van Leuven ed molti altri ancora.
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Novembre - Dicembre 2007 MATERIALITA' E SPIRITUALITA': Opere di FABIO MASINI
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In questa settima edizione e' dato particolare spazio alle opere pre-serial e originali di toscano FABIO MASINI.
Pittore, scultore e scenografo la sua ricerca artistica può sintetizzarsi nella volontà di mettere insieme
la materialità e la spiritualità, il corpo e l’anima, rappresentate simbolicamente dal piombo e dal vetro,
materiali opposti, i materiali da lui prediletti. Nel 1991-92 fonda, insieme ad una decina di artisti fiorentini,
il “Gruppo Luminescente”: l’idea che stava alla base di tale gruppo era lo scambio totale tra le varie discipline
artistiche (vi partecipavano infatti pittori, scultori, attori, musicisti, poeti, ecc..) per dar vita a progetti
a più mani ispirati da una forte ricerca intimistica. Da questo clima di ricchezza di scambi nasce il progetto
artistico che Fabio Masini condivide con il gruppo anche in alcune occasioni espositive. Nel 1997 il gruppo
decide di interrompere la propria attività sinergica e si apre così un periodo dedicato alle esperienze dei
singoli artisti, pur rimanendo forte il contatto ed il confronto fra loro.Il progetto scultoreo di Fabio
Masini prosegue quindi il suo cammino autonomo basato sulla ricerca personale ed il costante rapporto con
i “suoi” materiali, il piombo e il vetro. Tale progetto si svilupperà nel tempo anche in nuove direzioni,
con la realizzazione di quadri ed installazioni. «Alla base della ricerca estetica di Masini - commenta
N. Spano - risiede un’intensa analisi della materia nelle sue originarie potenzialità materiche
e spaziali. Egli tenta, attraverso l’utilizzo di forme geometriche semplici ed elementari, di
cogliere le dinamiche fondanti gli archetipi dell’esistenza a cominciare dal rapporto fra l’Io e la realtà.
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Dicembre 2007 - Gennaio 2008 RICORDI DI VIAGGI VISSUTI E SOGNATI: Opere di Alberto Berti
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Organizzata e promossa dall'Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato A.T.S.A.A con
il patrocinio della Provincia e del Comune di Pisa, nell'ambito del progetto "OBBIETTIVO SU ..." quest'anno è
stata realizzta la mostra personale del pisano di adozione (ma marchigiano di nascita) ALBERTO BERTI.
Nato a Jesi (Ancona) nel 1938 inizia giovanissimo l’attività di pittore riproducendo le opere dei Grandi Maestri. Attratto
dalle bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana, si trasferisce a Pisa nel 1967.
A Pisa inizia un’intensa attività di pittore frequentando gli studi di noti artisti locali (Giordano Viotto e Alessandro Volpi).
Realizza negli anni importanti mostre personali a Pisa, Roma, Volterra, Montecatini, Verona, Il Cairo, Helsinki ed una collettiva al Coliseum di New York.
Effettua frequenti viaggi all’estero in vari Paesi europei (Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania, Lussemburgo)
venendo a contatto diretto con le opere dei più grandi maestri di tutto il mondo.
Dal 1972 al 1996 compie una serie di viaggi in tutte le principali aree geografiche del mondo (USA, Canada, Brasile, Argentina, Cile, Venezuela, Giappone, Singapore, Hong Kong, Taiwan, Korea del Sud, Malesia, Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Cameroun) conoscendo tutte le avanguardie internazionali. Molti dei numerosi viaggi nei paesi esteri sono stati effettuati sulla base di incarichi professionali di vario tipo. Complessivamente ha visitato oltre 50 paesi, con oltre 2.000 ore di volo.
Nell’Aprile 1983 è stato nominato “Accademico effettivo” dall’Accademia Nazionale delle Arti dell’incisione.
Dal 1982 al 1992 matura una ricca esperienza di litografo – che, peraltro, dura tuttora – realizzando singole
litografie e cartelle di 4 esemplari, su richiesta di Enti e Società italiane, presso i F.lli Gustalla di Livorno
(Graphis Arte) e la Litografia Giuliano Angeli di Lucca.
Nel 1992 realizza un campionario di disegni di 150 orologi da polso, partecipando, con alcuni di essi,
ad un concorso internazionale indetto dalla Società Swatch in collaborazione con la Regione Toscana
(Class.: entro i primi cento artisti su oltre 2500 partecipanti).
Nel 1997 illustra, insieme al pittore romano Marcello Silvestri, il “Cantico delle Creature” per
un CD ROM (Edizioni Paoline), dedicato alla vita di San Francesco di Assisi.
Nel maggio 2001 realizza, per opera della Primaziale Pisana, una medaglia in bronzo e argento commemorativa della “riapertura” della Torre Pendente (16 giugno 2001) – Tiratura limitata.
Nel settembre 2001 è invitato dall’Associazione “Vita italiana a Bengasi” e dal Consolato Generale d’Italia a
Bengasi a partecipare a due Mostre di grafica italiana contemporanea, a partire da gennaio 2002,
rispettivamente a Bengasi e a Tripoli.
Nel novembre 2001 è invitato dal Museo Diocesano di Jesi (Ancona) – Sezione Arte contemporanea – a
partecipare con una sua opera pittorica dedicata a Giobbe, alla III° Edizione della “Biblia Pauperum”,
Rassegna d’arte per la Bibbia, organizzata al Palazzo dei Convegni di Jesi dal 14 dicembre 2002 al 12 gennaio 2003.
Nel gennaio 2003 è stato invitato dalla FOODESIGN GUZZINI, insieme a 100 artisti e designers
di fama mondiale, italiani ed esteri, a realizzare un prototipo di design di un oggetto per la tavola
di piena funzionalità e di elevato valore artistico, da realizzare su scala industriale in occasione
dei 90 anni di attività dell’Azienda medesima.
In occasione dei 90 anni di attività, la Fratelli Guzzini S.p.A. ha realizzato un progetto dedicato
al “Food Design”. L’Azienda ha iniziato questa nuova avventura avvalendosi di alcuni designers che
hanno collaborato e che collaborano con le Aziende del gruppo Guzzini, e che da sempre rappresentano
una molteplicità straordinaria di linguaggi e soluzioni funzionali. Per questa ragione l’Azienda ha proposto
al Dott. Alberto Berti, così come a tutti gli altri designers, di interpretare liberamente e personalmente,
con un progetto emblematico, un momento particolare della ritualità alimentare.
L’insieme di tutti i progetti, con i relativi disegni e gli eventuali prototipi è stato
presentato in una mostra, accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) presso
la Galleria Aulenti a Milano il 30 Giugno 2003 e successivamente ha intrapreso un percorso internazionale.
Nel mese di aprile realizza, per conto della Società ALFEA di Pisa, una medaglia in bronzo ed una in argento per il 150° Anniversario dell’Ippodromo. Per conto della stessa Società realizza un orologio da polso a tiratura limitata. Nello stesso mese di aprile realizza una litografia di piccolo formato (tiratura 150 esemplari) a 8 colori per conto dello Studio di Padova Madruzza & Associati.
Nel marzo 2004 è invitato da ARTE ON (Ascoli Piceno) a partecipare, con una sua opera pittorica,
alla mostra “Marche Arte 2004 – Aspetti dell’Arte contemporanea marchigiana” nel periodo 22 maggio – 31 luglio 2004.
Oggi vive e lavora a Pisa.
Intervista a Berti:
"La mia pittura è fatta di sensazioni - afferma Berti - il disegno conta poco, è solo un pretesto per dire poi,
col colore, quello che sento. I colori sono sentimenti - prosegue, citando l'astrattista Paul Klee -
Adoro le sintesi e le forme semplici e come Kandinsky vedo una linea già arte di per sè, non importa che
si chiuda o che delimiti l'oggetto, è già bella come un taglio di fontana è già poesia"
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Gennaio 2008 DIVINA ARTE: Mostra e letture dedicate alla Divina Commedia di Dante Alighieri
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Promossa dall'Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato A.T.S.A.A, questa mostra raccoglie una trentina di opere e una decina di sculture, tutte dedicata alla Divina Commedia ed
in particolare ai canti dell’Inferno di Dante, opera letteraria tra le piu' sublimi dell'ingegno umano.
Durante l' inaugurazione inoltre (12 Gennaio ore 17,30) e Venerdi 18 Gennaio (ore 17,30) il noto attore SERGIO PIEGGI
interpreterà per il pubblico presente alcuni dei piu' interessanti canti dell'opera di Dante Alighieri, accompagnando così
il visitatore in un rinnovato viaggio tra bolge e gironi infernali, e questa volta non solo con l'eloquenza della Parola,
ma attraverso l'occhio di una schiera di artisti moderni, capaci di cogliere e materializzare la componente fortemente drammatica
e per questo sempre attuale e moderna di un opera come della Divina Commedia.
Tra questi artisti vanno ricordati in ordine alfabetico Andrea Buscemi, Piero Ceragioli (Scultura/pittura),
Giorgio Fornaca, Renato Gani (Scultura), Massimo Pasca (Pittura /Performance), Mario Perillo,
Simonetta Princivalle ed altri ancora. Intervento poetico-critico della Prof.ssa Sandra Lucarelli.
Particolare interesse sara' posto all'intervento di Pasca che in una recente intervista ci ha detto: ...da un paio
di anni mi sono accorto della differenza di tratto che uso quando sono stimolato da situazioni sonore diverse.
Dopo numerose performance dal vivo, che avevano come sottofondo il mormorio dello spettatore, che mi portavano a usare
un tratto piu' veloce e immediato di quello usato quando dipingevo da solo, ho provato a influenzare il mio modo di dipingere con diversi suoni.
Un tv accesa tutta la notte, ma non sintonizzata su nessun canale, un disco in vinile ascoltato al contrario, lo stesso testo di Pasolini ripetuto in
loop per circa due ore.... etc etc... tutti stimoli sonori che perdendo il "senso" inteso come messaggio informativo diventano suono.
Secondo alcune teorie la musica e la pittura fanno parte di due sfere diverse una appartenente alla sfera di "arte temporale" e l'altra di "arte spaziale".
Indagare attraverso il "fare" artistico questo campo è lo scopo della mia ricerca attuale, vedendo come seppur in brvissimi passaggi temporalile il suono
e il segno coincidono, e anche laddove non coincidono si distaccano talmente da essere quasi "paralleli".
La Divina Commedia fu scritta da Dante durante l'esilio , tra il 1308 e il 1320.L'opera è divisa
in tre parti o cantiche : Inferno , Purgatorio , Paradiso , di 33 canti ciascuna (salvo l'Inferno che ha
un canto in più come introduzione) , in terzine alternate a rima incatenata (ABAB…..).
Narra un immaginario viaggio del poeta , iniziato l'8 aprile del 1300 e durato sette giorni ,
attraverso i tre regni ultraterreni dell'Inferno del Purgatorio e del Paradiso.Secondo il pensiero di
Dante , che lui stesso ci rende noto nella sua opera Convivio , la Divina Commedia può avere quattro sensi : il
senso letterale , l'allegorico , il morale e l'anagogico .
Nel SENSO LETTERALE , l'opera narra il viaggio immaginario di Dante attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso .
Nel SENSO ALLEGORICO vuole invece significare la conversione di DANTE dal suo traviamento con l'aiuto della ragione
umana ( Virgilio) che lo induce a meditare sulla gravita del peccato nel viaggio attraverso l'Inferno e il
Purgatorio; mentre poi Beatrice , simbolo della verità rivelata , per intercessione di Maria , lo conduce
alla visione di Dio.
Nel SENSO MORALE è un ammonimento ai cristiani , perché considerino quanto sia facile cadere in peccato
e difficile liberarsene , se non si meditano le pene riservate nell'eternità ai peccatori e il premio concesso
ai giusti.
Nel SENSO ANAGOGICO dimostra come tutta l'umanità dallo stato di infelicità e di disordine, seguendo
la guida dell'impero (Virgilio) nelle cose temporali, e della chiesa (Beatrice) nella spirituali
possa pervenire alla felicità.
La Divina Commedia può essere considerata un viaggio verso la salvezza attraverso l'analisi di tutte le
passioni umane che ci allontanano da essa . E' un ritratto dell'umanità con i suoi vizi , le sue
perversioni e anche con i suoi aspetti positivi di generosità .
La Biblioteca Capitolare di Ravenna gli offrì anche i testi necessari ai suoi studi e la sua attività poetica
era sostenuta dal successo che le prime due cantiche della Commedia iniziavano ormai a riscuotere.
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Gennaio - Febbraio 2008 ARTE IN TOSCANA: dalla Macchia al Contemporaneo
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A cura Massimiliano Sbrana, promossa da CentroArteModerna ed Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artiginato, la rassegna di pittura e scultura "ARTE IN TOSCANA" Edizione 2008
anche questo anno raccoglie opere di pittura e scultura di artisti italiani con
particolare riferimento ai pittori toscani del primo e del secondo novecento ed alla realtà più interessante del panorama italiana contemporaneo.
Terra di sorprendenti e multiformi molteplicità artistiche, storiche, culturali, monumentali ed urbanistiche,
essa si apre all'ammirata perlustrazione
da parte dei suoi innumerevoli ospiti ed estimatori, con la fiera consapevolezza di essere stata un faro di civiltà nell'intero Occidente.
La Toscana, già culla della civiltà italiana ed uno dei maggiori crogioli della moderna cultura europea, non è solo legata alla straordinaria
elaborazione di concetti ed a forme e metodi di espressione originale che l'hanno contrassegnata in oltre due millenni di storia:
è stata essa stessa fucina di straordinaria produzione artistica, che ha dettato tempi e modi sullo scenario continentale.
Basti pensare all'universalità della lezione rinascimentale, partita da Firenze, grazie alla versatilità ed al genio dei suoi straordinari interpreti,
e diffusasi ed affermatasi a livello europeo.
La Toscana quindi come laboratorio di esperienze artistiche e creative, come luogo di accoglienza, di crescita, di sperimentazione, di sintesi e di rilancio culturale.
In questa edizione 2008 sono quindi in esposizione opere di numerosi artisti provenienti da tutta
Italia con particolare attenzione al primo e secondo Novecento toscano e all’evidenza contemporanea italiana odierna.
Eccco gli artisti in esposizione:
Marcello Aprea, Cristiano Arcadi, Stefano Ballantini, Franco Cappelli, Eugenio Cecconi
Salvatore Cipolla, Carmelo Compare, Domenico Corrado, Mauro Corvaglia ,
Atanasio Giuseppe Elia, Amelia Ferrari, Voltolino Fontani, Veronica Francione,Luigi Gioli
Anna Maria Guarnieri, Guidi Guidi, Arianna Landucci, Salvo Landucci, Uliano Martini, Dino Migliorini, Renato Natali
Lucia Sandroni, Claudia Sejanovich, Giuseppe Viviani, Umberto Vittorini, Alessandro Volpi.
Marcello Aprea
Nato a Formia (LT) nel 1953, vive e lavora a Pisa. Laureato in Ingegneria Elettronica ha svolto la professione nell'industria, nella formazione e nella consulenza informatica Nel corso delle sue attività lavorative ha sempre amato disegnare e fare schizzi, quasi a completare e oltrepassare i confini ed i vincoli tecnici, trovando nella geometria un ambito congeniale per esprimere le proprie ispirazioni. Successivamente si e' avvicinato ai colori e, quasi per ufficializzare questa sua attività, dalle prime esperienze con la tempera, di memoria scolastica, e' passato all'olio su tela che attualmente e' le tecnica preferita. La sua pittura va dall'astratto, all'informale, al geometrico e anche al figurativo.
Cristiano Arcadi
Nato a Pistoia nel 1971 CRISTIANO ARCADI, inizia i primi studi artistici presso l'Istituto Statale d'Arte Duccio di Buoninsegna di Siena e poi all'Accademia di Belle Arti di Firenze frequentando poi la scuola di ceramica di Montelupo Fiorentino. Particolarmente attratto dall'arte classica inizia a studiare i grandi della pittura rinascimentale italiana e fiamminga, lavorando nel campo dell'illustrazione fantasy, naturalista e medica ha avuto modo di sperimentare e apprendere le varie tecniche pittoriche. Fin dai primi anni di attività si dedica al ritratto ed alla figura umana senza "stravolgere" la realtà.
Stefano Ballantini
Nato a Gabbro (Li) nel 1958 un paese nella campagna livornese, fin da ragazzo coltiva la passione per la pittura. Passione che verrà alimentata anche dalla suggestione della storia dei macchiaioli che in quella zona della Toscana ha avuto un certo peso.
Nelle sue opere infatti la visione sentimentale di una campagna nell’evolversi delle stagioni è un’armonia ovattata avulsa da qualunque volgare intrusione umana, serrata in una sorta di poetico abbandono che conosce rovelli malinconici, inquietudini destinate a vorticare incerte oltre le disillusioni quotidiane.
Franco Cappelli
Artista poliedrico (Pistoia 1949) nelle opere informali ama seguire il segno, ama fondere colori con materiali diversi, a volte trovati chissà dove, riutilizzati dalla sua fantasia componendo e riciclando oggetti quasi come riportandoli a nuova vita. Le sue ultime opere sono paesaggi e città visti in chiave strettamente scarnificata, ma allegri, eleganti, colorati con colori caldi, una serie di geometrie insieme costruttivistiche e ludiche, perché c’è anche un senso della meccanica, un senso del giuoco, dei pieni e dei vuoti serviti da colori estremamente squillanti, brillanti, pieni se si può dire di un quadro, pieni d’allegria.
Eugenio Cecconi
Nato a Livorno da famiglia benestante, dopo l'infanzia trascorsa in Piemonte, seguendo la volontà del padre si laurea in legge all'Università di Pisa e, mentre fa pratica in uno studio legale di Firenze, segue i corsi del Pollastrini all'Accademia. L'improvvisa morte del padre, nel 1865, consente a Cecconi di abbandonare l’avvocatura e dedicarsi interamente all'arte. Tornato a vivere a Livorno, stringe amicizia con Diego Martelli che lo invita a Castiglioncello, dove, lavorando a contatto con Giovanni Boldini, Luigi Bechi e soprattutto con Giuseppe Abbati, compie esperienze fondamentali per la sua formazione artistica.
Salvatore Cipolla
Nato a Mirabella Imbarcari, ha studiato a Firenze dove ha vissuto e lavorato fino al 2006.
La sua attività spaziava dalla ceramica alla grafica e alla scultura in legno, in metallo e in grès; negli ultimi anni si era interessato all'arredo urbano e molte delle sue opere figurano in altrettante città. Un'ultima scultura in grès è stata acquisita a Taiwan dal più grande Museo della Cina. Tra le opere più importanti ricordiamo una Via Crucis esposta nel Museo Pro-Civitate di Assisi, un'altra Via Crucis è conservata nella chiesa di S. Giuseppe a Prato. Di notevole importanza per quanto riguarda l'arredo urbano ci piace sottolineare la piazza a Pontedera e "L'arco e l'ombra" a Montespertoli.
Carmelo Compare
Terminate le scuole superiori, si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università di Napoli, che abbandona per la forte passione che sempre più lo lega alla pittura. Si iscrive all'Accademia delle Belle Arti di Napoli per staccarsene subito dopo aver sostenuto gli esami d'ammissione. Il motivo, probabilmente, il grande ed irrinunciabile desiderio di autonomia estetica. Alla fine degli anni '70 si trasferisce a Milano, invitato dal maestro B. Cassinari , dove ha inizio il suo viaggio artistico. Stati d'animo ed esperienze vissute vengono registrate e annotate in queste mie ultime opere di opposizione e di impegno sociale. Esse esprimono tutto ciò che è segretamente mio, le cose più intime, la potenza liberatrice di questa mia anima. Vive a Montesarchio.
Domenico Corrado
Nato a Mileto (VV) oggi vive e lavora a Pisa. Conseguito il diploma di Maturità d’Arte Applicata, sez. “Arte Ceramica”, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e frequenta il corso di Scultura sotto la guida del maestro Marino Marini. Nel 1970 si trasferisce a Carate Brianza (MI) dove partecipa attivamente alle esperienze artistiche e culturali della provincia e del capoluogo milanese. Nei primi anni trascorsi in Calabria e poi a Milano si dedica costantemente con particolare riguardo alla pittura dove, dopo un’attenta e accurata ricerca stilistica e formale di un linguaggio aderente alle visioni del proprio mondo poetico, adotta prevalentemente la tecnica della spatola.
Mauro Corvaglia
Si forma artisticamente da autodidatta in terra salentina (nasce
in provincia di Lecce nel 1965), dalla quale trae le prime fonti
di ispirazione, la predilezione per i forti contrasti e i colori
caldi e decisi. Essenziale in questo momento di crescita personale
ed artistica il trasferimento a Firenze che avviene nel 1994. L’opera
non viene mai vissuta come pura realizzazione estetica, né solo come
ricercato studio, ma come emozione profonda che si manifesta improvvisa,
in modo quasi irrazionale e dal colore cerca di trarre consistenza, di
rimanere aggrappata alle spaccature della sabbia, incisa nelle profonde
colature, nella speranza che il tempo non possa in questo modo sbiadirne la forza iniziale.
Atanasio G. Elia
E’ nato in Grecia, a Patrasso il 19 ottobre 1945. All’età di quattordici anni il primo incontro con l’arte nello studio di Gioacchino Distefano, e le prime considerazioni sulla pittura contemporanea. A Comiso intraprende gli studi artistici, e nella stessa città ha curato la sua prima formazione culturale artistica presso l’Istituto Statale d’Arte, con i maestri Germano Belletti e Biagio Brancato.
Il linguaggio pittorico odierno ha valenze esistenziali, senza motilità ne direzionalità,
ove le forme dialogano sospese come in attesa, dal cui profondo l’artista estrae i contenuti
di quell’umanità a cui appartiene e a questi dà forma oggettiva attraverso cromie senza contorni.
Amelia Ferrari
Nasce a Cassino (FR) nel 1976, nel 2002 si diploma a pieni voti all'Accademia di Belle Arti di Firenze entrando in contatto con artisti di fama nazionale ed internazionale come A. Ciampi, F. Preverino e R. Ceccotti che la spingono verso una profonda analisi dello spazio pittorico, della figura umana e delle sue possibilità comunicative. Dalle sue opere traspare una forza trascinante e irresistibile, un sentimento profondo, una passione che travolge. Le pennellate di questa giovane autrice, ci conducono allora nelle radici più intime, negli accenti più intensi delle pulsioni umane.
Attualmente vive e lavora a Modena, dividendosi tra pittura e insegnamento.
Voltolino Fontani
Allievo prediletto di Beppe Guzzi e fondatore dell'Accademia intitolata ad Amedeo Modigliani, Voltolino Fontani è passato dal periodo detto "dell'espressionismo psicologico o dell'ineluttabile" (1937 - 1942) al periodo eaista (1943 - 1952), infine al periodo del linguaggio nucleare cui si affiancano un approfondimento della pittura informale e una forte scomposizione del naturalismo in senso onirico (1953 - 1976). Fontani, artista Ironico, battagliero, innovativo, spezzò il conformismo dell'arte livornese post-macchiaiola e un giorno, si racconta, aprì una scuola di pittura per giovani in un negozio di bare.
Veronica Francione
La pittura di questa artista è densa di tensione, di un vissuto interiore complesso, di un percorso faticoso.
La drammaticità dei gesti, la cupezza dei colori prevalenti, il rosso e il nero, gli sguardi nascosti o diretti e disarmanti, i volti dolenti, l’intrecciarsi delle mani e delle dita definiti a volte, oppure sfocati, rivelano profonde e laceranti passioni.
Le linee agitate, nervose, ora decise, ora tremanti che danno vita ai suoi soggetti, e i graffi che li solcano a volte con colpi rabbiosi, rappresentano la solitudine di ogni essere umano, la sua inadeguatezza, la sua emotività, la sua fragilità.
Luigi Gioli
Fratello minore di Francesco, è oggi riconosciuto come pittore colto e coerente, benché approdato all’arte piuttosto tardi, da autodidatta, dopo gli studi di giurisprudenza.
Nel 1889 partecipa all’Esposizione Universale di Parigi con "Ritorno dal pascolo"; sempre nel 1889, a Parigi, è premiato con "Scene di Maremma". Da allora prende parte assiduamente alle più importanti esposizioni italiane e, in particolare, a quelle della Società di Belle Arti di Firenze.
Nel 1894 invia a Milano "Nei prati" e "Fiera di vacche"; nel 1895 si presenta alla Prima Biennale di Venezia con "Novembre".
Anna Maria Guarnieri
Nasce nel 1947 a Sesto Fiorentino. I suoi studi fanno capo all'Istituto d'Arte, mentre le sue opere giovanili e le prime mostre risalgono al 1970, ma già nel 1973 la Guarnieri dimostra di aver acquisito padronanza ed essenzialità della pennellata.
La ricerca della Guarnieri, per parte tecnica si avvale di un’attenta gestione del colore, reso con l’apparenza d’irraggiamento ben graduato e vivificante, che supera la via dell’intelletto per raggiungere in modo pregnante e pervadente la via del cuore, ove meglio coniugare sentimenti e speranze.
Guido Guidi
Esordì nel 1924 con "Il Cenacolo degli Illusi", tenne personali nel 1927, nel 1938, nel 1941, nel 1957 in varie città italiane e partecipò a collettive all'estero.
Espose anche al Palazzo delle Esposizioni a Roma ed in varie rassegne del Gruppo Labronico.
Singolare Artista dal linguaggio ben riconoscibile, con una tematica molto ampia, ma rivolta soprattutto alla povera gente: saltimbanchi, sfrattati, ospiti di refettori, mendicanti. Dipinse anche scene di militari, volti di Madonna, giochi di ragazzi, fiori, paesaggi, ecc. ecc. Gli furono dedicate varie monografie. Suoi quadri si trovano in un gran numero di raccolte di tutta Italia.
Arianna Landucci
Nata a Catania nel 1982, ha conseguito la laurea in Pittura e Restauro all’Accademia Abadir di Catania presentando una tesi sul dipinto del pittore Edward Hopper “le undici di mattina”. Possiede il titolo di tecnico esperto in restauro dipinti conseguito presso il C.E.R (centro europeo del restauro) con sede a Firenze villa medicea della Petraia.
Inoltre esegue copie d’autore e lavora come illustratrice di libri per l’infanzia per la casa editrice Paramica, con sede a Milano. La sua pittura personale nasce da una continua osservazione della realtà, della quotidianità, che costituiscono la vita dell’uomo; e da essa, cerca di carpire quei momenti di solitudine che tutti viviamo.
Salvo Landucci
Nasce a Catania nel 1947, inizia a dipingere fin da giovanissimo con una passione che non lo lascerà mai.
I suoi soggetti preferiti sono le nature morte, i paesaggi, gli interni ed i ritratti che spesso realizza sempre con la tecnica ad olio in costume d’epoca.
Questo artista si eleva al di sopra del reale, lo percorre come a volo d’uccello, lo contempla a una distanza che gli consente di sciogliere un ritmo cromatico, che senza fargli perdere alcuno dei suoi connotati naturali, ne evidenzia invece l’impercettibile trama rappresentativa ordinata per oggettività di scelta simbolica e per tensione poetica.
Uliano Martini
E' nato a San Giuliano Terme (Pisa) nel 1922. Conseguita la maturità scientifica, si iscrisse alla Facoltà di Architettura a Firenze, ma non compi gli studi. Si diplomò quindi, da privatista, all'Accademia di Belle Arti di Carrara, nel 1959.
Si é formato nell'anteguerra in un gruppo di artisti, tra i quali Salvatore Pizzarello e Renzo Lupo, Renzo Bussotti, che si coagulava intorno alla figura di Franco Russoli. La sua pittura é sempre stata particolarmente sensibile ai valori umani e sociali più intensi e primari, incline a rappresentare situazioni emblematiche di umanità toccata e ferita dall'ingiustizia e dalla violenza.
Dino Migliorini
Nasce in una umile famiglia di coloni nel podere "La Badiuzza" nei pressi di San Donato in Collina, nel 1907. Dario Buschini, un pittore post-macchiaiolo reduce dalla I guerra mondiale, è il suo primo maestro. A trent'anni conosce Ardengo Soffici, suo compaesano, da sempre ammirato punto di riferimento artistico. In seguito frequenta Ottone Rosai, che lo ospita per una convalescenza e con il quale, negli anni a venire, spesso s'intratterrà, la sera, alle Giubbe Rosse, abituale ritrovo di artisti ed intellettuali fiorentini. Nelle sue opere si ritrova un 'energia di esecuzione e una fresca arditezza di colori senza dubbio notevole.
Renato Natali
I primi dipinti conosciuti risalgono al 1898 e il primo riconoscimento arriva nel 1903 con una medaglia d'argento del Ministero della Pubblica Istruzione, poi nel 1905 partecipa alla Biennale di Venezia. La sua passione per la pittura lo porta ad andare continuamente in giro: abbozza e prende appunti di quello che lo colpisce, poi rientra nello studio e concretizza le annotazioni sulle tele. Renato è senz’altro il pittore prediletto dai livornesi, proprio per la sua passione nell'illustrare tutti gli aspetti della sua città: la Livorno di Natali scaturisce dalla sua fantasia creativa, all’interno del suo studio e nella rielaborazione degli appunti presi dal vivo.
Lucia Sandroni
Nata a Pisa ha avuto inizio tempo fa la sfida tra Lucia Sandroni e una tavolozza dove si scontrano i colori con spatole e pennelli, cercando ognuno di raccontare gli stati d'animo delle immagini del quotidiano vivere. In tutto questo la Sandroni mette del suo; rende protagonista la natura e ne racconta la poesia, ne cura il particolare per farlo vivere, vi introduce colpi di luce che scorrono come il trascorrere delle ore, dall'alba soffusa alla piena luce dei contrasti con le ombre che si muovono e si integrano in un fecondo dialogo. Pittura realistico - moderna: questo è il suo linguaggio appassionato e semplice intriso di quella libertà che ogni artista cerca per riflettere.
Claudia Sejanovich
Nata vicino agli Andes di Argentina, vive a Pisa da qualche mese.
Dopo trenta anni di vita artistica, e diversi percorsi che l’hanno portata dalla figurazione all’espressionismo astratto, ha scelto negli ultimi anni un modo proprio e diverso. I suoi quadri abbandonano il piano, e cercano di acquistare volume, si inseriscono nello spazio e si avvicinano, si arrotolano, vanno oltre il colore ed il tessuto. L’opera impressiona per la sua presenza vigorosa, la sua solida struttura, il suo cromatismo contrastato con sottili gradazioni e lavorate trasparenze, i quali ci confrontano ad un interrogativo.
Giuseppe Viviani
Soprattutto nell'incisione raggiunse risultati eccezionali, tra i maggiori del Novecento italiano (accanto a Giorgio Morandi e Luigi Bartolini), trasformando in originali immagini la sua personale visione del mondo, con una particolare predilezione per la vita del litorale pisano che ben conosceva. Raggiunse la fama soltanto nel secondo dopoguerra: era il 1948 quando gli fu assegnata la cattedra di incisione presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, cattedra che era già stata ricoperta da Giovanni Fattori. Seguì un periodo di grandi successi, con la partecipazione a importanti mostre e concorsi internazionali di incisione, che lo videro più volte vincitore.
Umberto Vittorini
Nasce nel 1890 a Barga (Lucca). Per molti anni ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Brera. Allievo di Godigiani, rappresenta una voce piuttosto isolata nel panorama della pittura toscana del Novecento, in quanto conduce un tipo di esperienza isolata e fortemente meditativa. Se da una parte si possono leggere spunti paesaggistici che lo avvicinano a Soffici, in realtà la sua ricerca va in senso opposto, verso i quattrocentisti toscani e soprattutto verso una visione estremamente spirituale della realtà ove la figura umana non ha ancora raggiunto una sua rilevante presenza fisica, bensì rimane ancor chiusa in una sua sfera mistica che è oggettivizzata dal mondo interiore dell’artista.
Alessandro Volpi
Nato nel 1909, autodidatta, la sua biografia è segnata da importanti date. Con gli anni cinquanta l'ascesa dapprima italiana a Grosseto e a Milano, quindi europea attraverso il lavoro della Galleria Burdeke di Zurigo. Si infittiscono i premi, le rassegne, le mostre personali. Nel 1971 esce la prima monografia; siamo nel pieno della maturità artistica ed il linguaggio pittorico di Volpi si precisa sguarnendosi delle insistenze illustrative. Il suo linguaggio privilegerà alternativamente la sedimentazione materica e la nerbatura plastica, il volume compiuto in un impianto architettonico e la composizione per masse di confini imprecisi, il colore tonalmente registrato e il cromatismo dai timbri intensi.

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Febbraio - Marzo 2008 OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE: Edizione 2008
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Momento di interessante novità, questa "OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE" cerca di riflettere la vera
immagine delle emergenti tendenze artistiche di questi anni ( e non solo) ,
dando nuova enfasi a quell'aspetto più interessante di questo settore: la ricerca.
Il pubblico potrà così visionare molte e stilisticamente diverse opere d'arte, ed incontrare un eterogeneo
gruppo di artisti (Anna Borriello, Carla Galli Morandi, Nadia Giugliarelli, Lida Lazzari, Angelo Zuena)
direttamente, partecipando alle emozioni della loro ricerca artistica.
Viste le premesse che ogni anno ci spingono a selezionare e proporre nuovi artisti, siamo certi
che OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE continuerà ad arricchirsi ed a crescere nei prossimi anni,
valorizzando così l'opera degli artisti con sicuro incremento sia della cultura che del loro mercato.
Anna Borriello
L'universo creativo di Anna Borriello trae ispirazione
da un'osservazione profonda attenta della realtà, e
contemporaneamente da un raffinato lirismo, che induce
a trasferire nelle sue opere un intenso vissuto emotivo.
La sua elaborazione scenica, "del tutto personale" sembra
esattamente lo sguardo di un qualsiasi passante che camminando,
getta sguardi laterali e diagonali e che sofferma a scoprire, o
a riscoprire, scorci, particolari, altamente evocativi, proprio
come se stesse scattando delle istantanee.
Carla Galli Morandi
E' la materia che stimola la mano dell’artista a narrare
una storia intima e personalissima. E Carla Galli Morandi
accetta la sfida che la materia le propone: intuendo la volontà
e raccogliendo l’intenzione di questi segni si mette in gioco
ogni volta in un’avventura diversa, esprimendosi nelle sue opere
in una sorta di azione liberatoria. Una materia quindi manipolata,
che con il suo intervento si compone in forme leggere. Le sue figure
scultoree, il più delle volte ballerine rappresentate in passi di danza,
esprimono una delicatezza e una leggerezza compositiva in equilibrata contrapposizione
alla rudezza del materiale.
Nadia Giugliarelli
La pittura di questa Artista che cerca e trova nello sperimentare le matrici certe
di una poliedricità che non si lascia ingabbiare in stilemi e manierismi. Se il suo
è astrattismo, lo è in maniera assolutamente peculiare: nei suoi quadri si indovinano
apparizioni di grumi materici che rimandano però a oggetti e figure identificabili,
a paesaggi che ci svelano luci e riflessi non casuali, ma meditati da chi, come lei,
ben conosce le tecniche, ha padronanza certa della composizione e sa cosa cercare sulla tavolozza.
Lida Lazzari
Fin dall'infanzia si sviluppa in lei un forte senso artistico che la porterà a poi
ad affacciarsi al mondo dell'arte con sempre maggior passione ed impegno. Attraverso
il ricordo, attraverso gli occhi di una bambina che vedono e immaginano questa pittrice
ci racconta un mondo in cui colloca morbide figure di donne e bambine sospese tra sogno
e fantasia in un magico susseguirsi di dolcezza e serenita'.
Angelo Zuena
Questo emergente artista crea controllatissime e severe composizioni astratto-geometriche,
quasi metafisiche , ove triangoli aguzzi pungono come vetri rotti, in contrasto con sinuose forme
femminili, simili a profili di violini danzanti. Di certo le sue opere non sorridono. II dramma
pare che gli si addica. La figura umana, quando affiora nei suoi quadri, il più delle volte è
memoria, lacerto, frammento archeologico di sé, è fantasma ornato di schegge di colore, è ammiccante
manichino anonimo.

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Marzo 2008 EROS FEMMINILE: Universo Artistico Contemporaneo
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Inserita nel progetto "Donne in arte", promossa da Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato, con il patrocinio di Provincia e Comune di Pisa,
la mostra "EROS FEMMINILE", a cura di Massimiliano Sbrana, cercherà di fare maggior luce su uno degli aspetti più significative della sfera umana attraverso le espressioni artistiche e creative di un gruppo di "DONNE in ARTE",
sempre nell'intento comunque di valorizzare la realtà artistica con un riferimento al panorama artistico contemporaneo.
Il '900 è stato il secolo del risveglio della donna, il tempo in cui la donna ha conquistato il proprio posto nel mondo, nella cultura e nella società.
E' stato questo il secolo che ha visto grandi donne affacciarsi al mondo della storia, della politica. della scienza, dell'arte. La donna è un essere sensibile,
sensoriale, ha luna visione globale del mondo e del reale. E' recettiva come la terra, è soggetto fertile in ogni campo, nella maternità corre nell'arte,
nella scienza come nella ricerca. Ella è soggetto che basa la sua attività intellettiva soprattutto nell'intuizione. L'intuizione è un modo di conoscenza
del tutto particolare è illuminazione, è un modo di andare alla scoperta mediante ragionamento e sentimento fusi insieme saltando gli aspetti formali
del pensiero deduttivo ed induttivo. Ella porta alla penetrazione della verità attraverso modi insospettati.
La donna possiede questa particolare capacità di cogliere dentro se stessa e dentro le proprie forme inconsce elementi creativi ed
innovativi di grande importanza sia sul piano individuale sia su quello collettivo.
In esposizione le opere di:
Miriam Binda - Kiara Carbone - Renata Casolini - Nidya Castrillo - Xenny Cavazzana Ria - Paola Di Nasso - Daniela Garosi - Pardo Kickhöffel - Paola La Rosa -
Lida Lazzari - Mara Lombardi - Daniela Maccheroni - Vesna Pavan - Milena Picariello - Carla Poggi - Mia Pontano -
Brigitta Rossetti - Gabriella Russo - Lucia Sandroni - Edi Sanna - Laura Zoppo
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Marzo - Aprile 2008 "ARCHIVIO D'ARTE" - Collezione CentroArteModerna - ed.2008
Questa importante rassegna pisana, ormai giunta alla sua decima edizione, ordinata e curata da
Massimiliano Sbrana, raccoglie presso la sede storica del CentroArteModerna, con cadenza annuale,
le opere di importanti artisti italiani che nel corso di questi oltre 30 anni di attività hanno
esposto negli spazi di questa Galleria pisana. Attraverso una prestigiosa selezione di dipinti,
disegni e sculture sono allora in esposizione i lavori numerosi artisti
tra i quali in particolare evidenza:
G. Poli, A. Volpi, M.Radogna, R. Masoni, F. Anselmi, R.R. Lorenzo, S. Fini, G. da Valle, T. Bruun Munch, M. Maccari, P. Ceragioli,
A. Cacciamani, L.Colombi, Dolfo, S. Frascari, Antar, P. Toresella.
Inoltre sono disponibili alla visione opere di:
L. Cavedon, C. Borsacchi, P. Lapi, P. Bernardini, A. Martini, U Martini, B. Magoni,
M. Moriani, S. Ballantini, R. Galardini, A. Bernardoni, R. Fontirossi, C. Lapucci, V. Muscatello,
D. Migliorini, S.Loffredo, R. Bussotti, G. Morelli, V. Viviani, P. Dell’Aiuto, A. Borgonzoni,
G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, G. Bardeggia, A. Simonelli, P. Ceragioli,
G. Viviani, R. De Luca, G. Tognoni, Piet Van Leuven, S. Atzeni, M. Nebiolo, R. Mezzacapo,
R. Barbuti, V. Fancelli, Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, F. Severino,
L. Massari.
Questa edizione è inserita nella "SETTIMANA DELLA CULTURA 2008" promosso dal Il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali dal dal 25 al 31 marzo 2008;
nel corso della settimana della cultura musei, monumenti e siti archeologici
statali saranno accessibili gratuitamente e sarà possibile fruire di una grande varietà
di iniziative: aperture straordinarie e nuove aperture di siti, visite guidate, restauri
in corso o appena terminati, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, recitazioni,
mostre, convegni, conferenze, iniziative didattiche per i giovani.
Il CentroArteModerna è ufficialmente nato nel 1976 (oggi a Pisa e la più antica Galleria),
in uno dei più bei lungarni di PISA (Lungarno Mediceo al n.26) a due passi dal Museo Nazionale di S.Matteo,
e da allora ha sempre svolto con successo di critica e di pubblico molteplici attività sia in campo artistico,
con organizzazione, nei suoi luminosi e ampi locali, di mostre personali e collettive, sia in campo
editoriale pubblicando edizioni d’arte e monografie (come casa editrice “Il Gabbiano – CentroArteModerna“.
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Aprile 2008 GOCCE DI COLORE: Acquarello la scuola Gorlini
Questa importante mostra di acquarellisti, organizzata dalla Scuola Gorlini di Milano diretta dal maestro Angelo Gorlini,
propone una selezione dei migliori allievi che la scuola ha avuto negli ultimi anni, in preparazione del
del "1° FESTIVAL INTERNAZIONALE dell 'ACQUERELLO" a BELLAGIO 20-27 APRILE 2008.
Angelo Gorlini è nato a Milano dove vive e lavora. Dopo aver sperimentato varie tecniche pittoriche, rimase affascinato, nel 1972, dall’acquerello. Nel 1974 entrò
come membro ordinario nell’A.I.A. (Associazione Italiana Acquerellisti), un sodalizio fondato quello stesso anno
con l’intento di divulgare questa meravigliosa ed affascinante forma artistica. Divenne ben presto consigliere e
segretario, onorato di collaborare con l’allora Presidente Aldo Raimondi.
Quel cammino non si è mai fermato: gli ha permesso in seguito come Vice Presidente,
a fianco dell’indimenticabile A. Pavesi di affrontare i primi confronti internazionali.
Successivamente, come Presidente e Presidente Onorario, di continuare a condividere con artisti, galleristi,
collezionisti ed amici questa grande passione, in momenti di crescita artistica ed umana. Fu proprio durante
uno di questi incontri che conobbe il Maestro Piet Van Leuven con il quale ci fu subito intesa artistica e
di intenti che si concretizzò con la nascita della “European Confederation of Wotercolour Societies”
La sua è una pittura spontanea e immediata, è come lui stesso dice: “il piacere di riversare sulla carta
le proprie emozioni e godere di esse, che dallo specchio esterno del nostro io ritornano nel profondo intimo”.
Ecco gli acquarellisti in esposizione:
ALAMPI Manuela-AMADIO Nicola-BACCHI M. Angela-BADODI Gabriella
BAMBINI Elvira-BARBIERI Ilaria-BERTOLASIO Giuliana-BERTONA Claudio
BRACALONI Cristina-BRAMBILLA Marilena-BREDA Elena-BRUNELLI Valeria
CALI’ Cristina-CANZI Michelangelo-CARLETTI Chiara-CARNEVALI M. Angela
CASTIGLIONI Anna-CAVALETTO Tiziano-CAVALIERI Fernando
CHIABOTTO M.Grazia-CICCARELLI Pasqualina-CISCO Rosa-CLERICI Piera
COLOMBO Laura-VARENNA Daniela-DE LUCA Ornella-DE SANCTIS Manuela
DELLA VEDOVA Daniela-DROZD A. Maria-DURANTE Gian Mario-FABBRICA Alda
FINALI Carla-FRONTINI Raul-FUMAGALLI Adele-GALOTTO Vittoria
GIANANTI Renato-GILARDONI Angelo
GRASSI Gioacchino-GRAZIANO Elisa-HAUS Franco-JULITTA Gianni
KUCIUKIAN Susanne-LA MONICA Rita-LA PENNA Anna-LANCINI Vanna
LEISS Loredana-LORENZETTI Rita-LORINI Pierantonio-MAGGIONI Nadia
MAGNANI Silvio-MAGNI Augusta-MALO’ Annamaria-MARCANTONI Federica
MERCURI Ivan-METRA Manuela-MONTRASI Rossella-MUSAIO Paola
MUSSI Lorenza-ORSI Mariele-PALAZZO Fiorentina-PARENZI Emiliana
PARVIS Carla-PEDUZZI Caterina-PIRROTTA Vincenzo-PIVA Anna-PLATANIA Davide
QUAINI Floriana-RIGOLDI Modesto-RIVA Gigliola-ROBECCHI Anna-SACCHI Aurelio
SALA Francesco-SCANO Ornella-SENNA Claudio-SISTI Francesca
STHOER Susanne-TAGNI Alessandra-TESSERA Franca
TRAVERSO Paola-TURATI Laura-VERCHI Gemma
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Aprile 2008 ROMANO COSTA: Metafisica del Quotidiano
Ass. Tosco Sarda di Arte e Artigianato , in linea con il proprio programma di valorizzazione della realtà artistica Pisana ,
organizza anche quest’anno nel mese di aprile un avento di particolare rilievo come la mostra "ROMANO COSTA: Metafisica del
Quotidiano" inserita negli ITINERARI ARTISTICI PISANI (dal 19 al 30 Aprile 2008 con inaugurazione Sabato 19 Aprile alle ore 18,30 alla presenza delle autorità, con ingresso libero, corredata da CATALOGO) in collaborazione con il CentroArteModerna di Pisa, luogo e spazio designato per l’esposizione.
Gli ITINERARI ARTISTICI PISANI sono un ciclo di rassegne che attraverso mostre personali o collettive, cerca di analizzare i percorsi artistici intrapresi dagli artisti pisani, non più singolarmente ma in maniera organica e complementare agli altri artisti presenti nel territori nello stesso periodo (seconda metà del Novecento) con lo scopo finale di analizzare e formalizzare quella sorta di "Movimento Artistico Pisano" che non è mai stato riconosciuto forse fino ad oggi.
Il pittore presentato in questo nuovo appuntamento, Romano Costa (1940-1992), dopo le mostre personali dei Maestri pisani Alessandro Volpi e Uliano Martini, e la mostra collettiva dei pittori Fidio Bartalini, Piero Bernardini, Paolo Lapi, Milena Moriani, rappresenta un altro importante momento di riscoperta artistico-culturale della nostra città a partire dalla seconda metà del Novecento.
Romano Costa nasce il nel 1940, e nel 1970 dopo varie e positive partecipazioni e presenze in varie collettive, espone per la prima volta in una personale frutto di un cosciente ed intelligente autodidattismo presso la Galleria d‘Arte "Il CIOCCO". Fa parte del Gruppo Artistico Letterario "La Vecchia Soffitta", dando notevole contributo alle attività nelle arti figurative e dell’Associazione Provinciale Artisti Pisani.
Come scrive il giornalista e critico d’arte Plinio Bianchi " ... la sua pittura si sviluppa sul piano di un figurativo portato ad una estrema sintesi attraverso composizioni di largo respiro, in un abile equilibrio di volumi ( case di periferia, campanili, torri, archi, vecchie mura) in cui gli accostamenti tonali, modulati monocromaticamente con preferenza ai grigi, contribuiscono a creare un clima di silenzio, di solitudine mai desolante. ... in questo clima il messaggio umano di Costa, che affidato ad un modo di espressione quanto mai scarno e sincero induce a feconde meditazioni; nello stesso tempo ci pare di cogliere anche una volontà di approfondimento nella ricerca di un rapporto sempre più coerente tra forma e contenuto."
Muore tragicamente nel 1992, nel pieno della maturità artistica e creativa e da poco in pensione, vittima di un banale incidente stradale durante una vacanza.
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MAGGIO 2008 ASPRENO SIMONELLI: EN PLEIN AIR ... la pittura dal vero
"EN PLEIN AIR" è il titolo della mostra ospitata presso gli ampi spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna
e Contemporanea CentroArteModerna di Pisa, a cura di Massimiliano Sbrana, del noto pittore pisano ASPRENO SIMONELLI.
Questo bravissimo pittore, fin da giovane ha condiviso la passione per la pittura con quella non meno
importante per il canto. Simonelli è infatti stato apprezzato baritono nella Cappella della Cattedrale del
Duomo di Pisa.
Grande amico del pittore labronico Rolando Crociani fin dagli anni settanta (Crociani
è scomparso nei primi anni ottanta), Simonelli è pittore "EN PLEIN AIR", ossia un pittore che predilige
la pittura dal vero, la pittura realizzata sul luogo.
I suoi soggetti, da buon toscano, sono quindi principalmente marine, borgate di paesi, giardini
pubblici, campagne aperte specie quelle del pisano e livornese.
Luoghi che confessa Simonelli "mi ospitano e mi intrattengono con le loro bellezze",
"atmosfere che con le loro luci in continuo divenire, sono capaci di infondermi sensazioni di
gioia e serenità, che mi spingono di nuovo all'opera, con pennelli e colori, per cercar
di interpretare qualche nascosto segreto di questo divino creato".
Numerosi i giornalisti, critici e riviste specializzate che si sono occupate dei suoi lavori,
così come numerose sono le sue mostre collettive e personali, da ricordare l'importante personale
alla Galleria Il Navicello di Torre del Lago Puccini, ed i premi e riconoscimenti; nel 2000 con
altri 4 pittori pisani viene infatti premiato quale "Pittore dell'anno pisano" dal Centro Culturale Bonanno Pisano.
A tutt'oggi, afa estiva permettendo, è ancora possibile incontrarlo a San Rossore, Marina di Pisa
o Lungomonte, se non addirittura nel centro città con la sua vecchia cassetta, una sedia pieghevole,
ed il suo inseparabile cappello di paglia.
Questa esposizione è occasione irrinunciabile anche per una riflessione attorno ad un tema che dopo la rivoluzione
nei materiali e nella visione operata da Duchamp con il ready-made,
pur mutato rispetto a un secolo e mezzo fa, resta comunque un argomento con cui l'arte è opportuno che continui
a fare i conti. Opportunità non solo artistica, ma al momento anche etico-politica, visto quanti utili
contributi di riflessione può, una riconsiderazione artistica della natura, portare anche ai problemi
ecologici in cui oggi ci troviamo tutti drammaticamente coinvolti.
La mostra promossa dell'Ass.ne Tosco sarda di Arte e Artigianato, ha ricevuto il patrocinio di Provincia
e Comune di Pisa.
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MAGGIO 2008 ANDREA BERNARDONI: Intima Visionarieta'
Il discorso pittorico di Bernardoni si avvia - come scrive il prof. f. Napoli - ad una progressiva dissoluzione della forma,
accentuandone lo sfaldamento esteriore in conseguenza di una pittura, di "emozione" sorretta da una costante ricerca espressiva utile a
comunicare d'intorno il prorpio animo e pensiero, ma nello stessotempo atto rivelatorio, personale atteggiamento nei confronti dell'
esterno e degli altri, indice di una scelta di attesa riflessiva, quasi l'autore si ponesse quale attento osservatore dei fenomeni e ne
costituisse una cartina tornasole, attraverso unatestimonianza individuale e privata.
Il vero resta il punto di partenza e di approdo di una narrazione - scrive il critico G. Gentilini - che si snoda sul filo della percezione e si approfondisce di riflessioni, di sensazioni, di ricordi che scorrono all’interno delle cose come linfa vitale, con l’armonia di una musica.
I paesaggi di Andrea Bernardoni nascono dal nulla, come apparizioni, come fragranti visioni di un universo interiore intessuto di poesia e d’incanto, come momenti di contemplazione di cieli, di terre e di acque che si incontrano e si compenetrano, di brani di vita lunghi attimi di eternità. Immagini che sono voli d’immenso, spazi d’infinito da riempire con i battiti del cuore.
Andrea Bernardoni nasce a San Casciano Val di Pesa, autodidatta, inizia a dipingere all'età di 20 anni.Dal 1976 al 1979,
durante un soggiorno all'isola d'Elba, viene a contatto con alcuni artisti Elbani, insieme ai quali espone in collettiva a
Portoferraio.
Gli anni che vanno dal 1980 al 1995 sono anni di riflessione nei quali la produzione artistica è decisamente limitata.
Nel 1996 riprende a dipingere attivamente. In questo periodo alcuni sioi dipinti vengono esposti presso il Laboratorio "II Quadrato" a Siena.
A San Gimignano, arriva la sua prima importante e grande personale seguita poi da una intensa e qualificata attività espositiva che lo vede attivo sul tutto il territorio nazionale ed in europa.
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MAGGIO GIUGNO 2008 IVA MILANOVA: 10 Paintings
Nata a Sofia nel 1970, porta a compimento gli studi accademici ed un Master in Storia dell’Arte e Archeologia
Classica a Berlino. Proprio questa sua formazione artistica ha chiaramente influenzato la sua
produzione pittorica molto legata alle reminiscenze classiche dell’epoca bizantina.
Iva Milanova ha esposto in numerose capitali come Parigi, New York, Sofia, Roma e Venezia
dove ha partecipato anche alla Biennale d’Arte.
Vari i soggetti scelti dall’artista che ha deciso di spaziare tra il figurativo classico e l’astrattismo.
"Attraverso la tecnica ad olio, i colori prendono vita su supporti in genere di grandi dimensioni,
dove predomina il rosso steso con pennellate larghe e sicure; i soggetti, per lo più a carattere sacro, sono in osmosi con la pittura dell’epoca bizantina mentre i volti diventano, attraverso il pennello dell’artista, trasfigurazioni e rivisitazioni personali. Nature morte, delicate e profonde, sono invece i frutti della sapiente stesura che Milanova adotta attraverso la tecnica dell’acquarello mentre, nei supporti trattati a tempera, si esprime con soggetti astratti, giochi di figure geometriche e linee decise in dimensioni molto più ridotte.
Il suo percorso artistico si indirizza ad una scelta pittorica del tutto personale e originale e
la convergenza tra figurazione e astrazione ha fornito un grosso impatto al suo lavoro:
scambio fra struttura e spazio.
L’astrazione sublima la ricerca cromatica dei suoi lavori e linee informali divengono così
suggestive visioni . La liricità inoltre si evince dall’eccezionale profondità di immagine
che Iva Milanova riesce ad infondere alle sue opere, nonostante rimanga estranea alla
profondità spaziale. Nei suoi lavori di genere astratto le campiture cromatiche sono
molto intense, frutto proprio di una intangibile e penetrante concezione della luce.
Il Cromatismo diventa vibrante e ritmicamente cadenzato ma Milanova dimostra essere
anche estremamente creativa, tanto da sperimentare spesso la sua chiara abilità artistica
con pennellate piene e fluide che si riducono poi in piccoli tocchi circolari.
I suoi quadri sono carichi di espressione e messaggi mirati ed il materiale, sotto il suo
pennello e attraverso la manipolazione sapiente, diventa elemento elegante di composizione / decomposizione.
Il segno non è mai automatico o accidentale quanto piuttosto elemento fondante di un linguaggio.
Il segno è trama, scrittura, immagine e poesia. A volte è rafforzato, a volte è evanescente e le
linee si perdono e si ritrovano in un turbine di sensazioni. Iva Milanova ha chiaramente dimostrato
nel tempo di possedere una grande capacità: trasformare il supporto pittorico in immagine
visivo-sensoriale creando lavori di indubbio spessore concettuale.
Simbolismo ed ispirazione fuoriescono da ogni lavoro che questa artista bulgara si appresta a
creare. Sono sensazioni forti quelle che travolgono l’osservatore, fortemente vive soprattutto
nei soggetti figurativi ad olio e qui, non è importante l’espressione che i volti assumono o
lo spazio tridimensionale che li contiene, quanto il forte simbolismo che la tela racchiude
gelosamente in se.
Questa artista dai natali in Bulgaria ha convogliato esperienza e cultura nel suo
stile con grande sapienza espressiva, derivante sicuramente da una interiorizzazione
di tutto ciò che ha appreso e fatto proprio nel suo contatto con il re."
(estratto dal catalogo / testo critico di Tiziana Tamburi.)
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GIUGNO 2008 ANNA MARIA TADDEI: Armonie Cromatiche
L’opzione, mediata e rigorosa, per l’astratto e’ una delle primarie caratteristiche dell’arte di Anna Maria Taddei. In opere ampie e curate, l’Artista propone la propria complessa ricerca visuale, robustamente ancorata su scelte tecniche e compositive di indubbia efficacia, frutto di autonomia riflessione e di equilibrata analisi personale.
I lavori pittorici di Anna Maria Taddei sono lucidamente, esattamente concepiti, sapientemente organizzati, coerentemente realizzati.
I diversi piani sono chiaramente scanditi nella profondità di ogni opera, tecnicamente suggeriti (e definiti) dalla differente impostazione materica: lo sfondo è armonicamente giocato su lievissime sfumature, che danno vita a cromatismi di estrema delicatezza ed intensità: al di sopra ( e sicuramente al di fuori) di esso, prende corpo l’eccesso, ritmico accostarsi dei piccoli soggetti elementari, caratterizzati dal rilievo materico assai consistente.
L’atmosfera creata da Annamaria Taddei è quindi pregnante ed assai pulita: le sue opere sono intimamente pervase dal pieno rigore formale, palesemente sorretto da una ricerca attenta ed approfondita.
L’equilibrio dei toni, la sapiente gestione degli spazi, la semplice (eppure incensante) sovrapposizione degli elementi vengono a dar vita a lavori completi e convincenti, stilisticamente di rara coerenza.
(Giorgio Tomaso Bagni).
Impressioni di momentanee apparenze, di cromatiche dissolvenze, di emozioni luminose, di riflessioni guizzanti, come fuochi d’artificio, espressione dei cromatismi.
Ritmi d’animo di tutto colore, fusioni di sensazioni, natura e paesaggi, scritture del colore che danno allo stesso un corpo luminescente e musicale.
Le astrazioni del colore continuano a catturare i sogni che diventano lirici e fluidi. Opere di sogni su palcoscenici della metafora, romanze di fluente melodiche, come l’acqua di questo nostro Arno, così cantato fin dai più antichi tempi della solitudine.
Si riverberano gli effetti musicali e decorativi di Monet, con l’impeto della moderna deflagrazione, impressione “en plein air”, abbandoni di contatti formali e figurativi per approdi di musicalità pura, che spinge alla danza ed alle sue folgorazioni.
Potremmo ripercorrere quell’itinerario che dalle “Ninfe”, forma che si discioglie nella liquidità dell’acqua, esplode nella “Danza” di Matisse, nella contemplazione del colore, estasi delle estasi, nella melodia che si fa passo e piede metrico, poesia e canto degli interni d’anima, ritrovati in un momento perfetto, dentro a diamanti di Spazio-Tempo, gioielli di trasparenza, prismi di scansioni di note esistenziali.
(Sandra Lucarelli).
Inizia a dipingere fin da giovanissima, coltivando con successo anche attraverso gli studi artistici e varie frequentazioni di noti artisti la sua grande passione per l’arte e la innata capacità creativa.
Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Oggi vive e lavora a Pisa.
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GIUGNO - LUGLIO 2008 4x7 28 Giorni d'Arte sulle Rive dell'ARNO
Quattro mostre personali di altrettanti Artisti ogni sette giorni. Questa la nuova iniziativa a cura
di Massimiliano Sbrana che , ospitata dal CentroArteModerna di Pisa sul Lungarno Mediceo n.26, con il patrocinio
del Comune di Pisa (evento inserito nelle manifestazioni del Giugno pisano 2008) si propone come vetrina
importante ed eclettica nel panorama artistico -culturale pisano (ma non solo).
Si parte con il livornese MAX BALDI che presenta a Pisa per la prima volta il
manifesto del Coesionismo, seguito poi dalla pittrice RITA BONALDI (Carrara), e dal pittore ALFREDO DI BACCO (Sulmona) ed infine il lucchese PIERO CERAGIOLI.
MAX BALDI - dal 28.06 al 04.07
Pittore di origine livornese, Baldi coltiva la sua passione fin da giovane. Il suo primo approccio con l'arte è di chiaro riferimento figurativo, che trova perà subito in questo pittore una variante surrealista. Negli anni Baldi frequentando lo studio di un importante artista labronico, migliora la tecnica ed incomincia a connotare quello che negli ultimi due anni si è concretizzato con la formalizzazione del MANIFESTO del COESIONISMO. Movimento originale che porta in Baldi un nuovo ordine. Per Baldi infatti - come egli stessi dice - ha rappresentato il compimento di un CAOS ORGANIZZATO; un caos che ha reso piu' chiare le sue idee ( e quindi le sue opere). Il Coesionismo cosi come è stato formalizzato da Baldi attraverso il suo viaggio o che preferisce dire attraverso il VIAGGIO di un CROMONAUTA, inizia dal dipanarsi, dallo srotolarsi ed intrecciarsi delle strade, per passare poi alle rotte in mare delle navi, dei natanti ed in cielo degli aerei, per passare a quegli invisibili percorsi, a quelle impalpabili
stadre che internet ha messo a nostra disposizione, attraverso cui ogni atomo, ogni elettrone, ogni piu' piccola particella della materia ci abbraccia, ci attraverso in una sorta di VILLAGGIO GLOBALE.
Che cosa e' allora il coesionismo per MAX BALDI; un aggancio tra passato e futuro, come simbiosi tra esseri viventi e corpi inerti: Una simbiosi che ci ricorda che tutto (da sempre) e' costituito dagli stessi elementi e mosso dalle stesse energie.
RITA BONALDI - dal 05.07 al 11.07
Mi interessa la vita dell' Inconscio che cerco di esprimere creando una nuova dimensione lirica . Sono giunta all'astrattismo, - ci dice la Bonaldi - svincolandomi dalla rappresentazione del mondo reale, per un'arte che sia autentica espressione di una realtà interiore, da ogni vincolo sociale. La mia creazione artistica registra ogni mio palpito interiore o vibrazione psicologica. le mie emozioni mi guidano, i tocchi e le gestualità diventano sempre più spontanei, la mente si perde nell'universo e perde il senso del tempo.
La tela Bonaldi in diviene allora uno spartito musicale le cui note sono i colori, e queste tele, lungi dall'essere un insieme informale inespressivo, diventano trasposizioni di toni musicali in valori visivi di pittura, perché per lei la pittura, come la musica, è una trasposizione di stati d'animo. "Ognuno sa - notava già Delacroix - che il giallo, l'arancione e il rosso instillano e rappresentano idee della contentezza, della ricchezza ". E così anche gli altri colori o nelle loro intensità più comuni o nelle loro più svariate sfumature.
ALFREDO DI BACCO - dal 12.07 al 18.07
L'avventura pittorica di Alfredo Di Bacco, principia negli anni Settanta, avvicinandosi ad una pittura di tipo neo-realista, ispirandosi ai motivi di Rauschenberg e Rotella, nella sua critica alla società, una polemica aspra che arriva sino alla rottura. E infatti, è proprio di rottura che si parla, analizzando l'opera di Alfredo Di Bacco: rottura con il mondo esterno, rottura con la vita, con l'essere sociale. La contestazione, l'inutile ma quotidiano battersi per una causa persa, non lo interessano più: stanco ed esasperato smette di guardare il mondo ed incomincia ad immaginarlo, assumendo una posizione di distacco, che lo porta a filtrare il reale attraverso il sentire. Abbandona così gli acrilici, i colori forti, ed i contrasti, per la pittura a olio, con la quale, per la sua pastosità, può ammantare le immagini di quel silenzio ovattato e di quelle sfumature che caratterizzano la sua opera più recente, creando un'atmosfera fra il mistico e l'onirico. Di Bacco resuscita il sogno di una classicità proibita, ricerca il Senso e recupera l'Enigma della poesia.
PIERO CERAGIOLI - dal 19.07 al 25.07
La sua connotazione non è solo quella di una protesta urlata, tipica di una certa arte contemporanea, poiché come tutti i moderni poeti visivi sa ispirarsi ad un senso classico dell’arte nella quale è capace di innestare una volontà di deformazione simbolica e spesso irriverente. Molteplici nell’arco della sua vita sono le esperienze artistiche e umane che lo vedono protagonista sia direttamente che in collaborazione con grandi artisti e importanti centri d’arte. Ceragioli - artista schietto e diretto - è dotato di una grande forza espressiva, probabilmente scaturita da un travaglio vissuto interiore che emerge nelle sue spettacolari INSTALLAZIONI/PERFORMANCE
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ARTISTI IN PERMANENZA 2008: ARTE CONTEMPORANEA
Questa annuale RASSEGNA di ARTE CONTEMPORANEA a cura da Massimiliano Sbrana è divenuta un importante momento artistico
estivo capace di raccogliere
interessanti opere pittoriche e cultoree di numerosi artisti del panorama nazionale contemporaneo trattati in permanenza dal CentroArteModerna.
Ecco artisti in esposizione:
MARCELLO APREA, MASSIMO PASCA, PIERO TORRESELLA, SERGIO FINI, LUIGI COLOMBI, GABRIELE POLI, PIERO CERAGIOLI,
GIUSEPPE DA VALLE, ANGELA CACCIAMANI, MARIO VENIER, ANTAR, PAOLO LAPI.
La mostra è stata allestita dagli studenti del Lieco Artistico "M. Preti" di Reggio Calabria
come parte della verifica finale dello Stage su "Gestione di una Galleria d'Arte" tenuto presso
il CentroArteModerna di Pisa dal 21 al 31 Luglio 2008.
Il termine arte contemporanea si riferisce generalmente all'arte creata nel presente. L'uso dell'aggettivo generico "contemporanea" per definire l'arte dei nostri giorni è dovuto anche in parte alla mancanza di una scuola artistica dominante o distinta riconosciuta da artisti, storici dell'arte e critici. L'espressione tende ad includere tutta l'arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo o, in alternativa, dalla presunta fine dell'arte moderna o periodo modernista fino ai giorni nostri (anche se al giorno d'oggi ci sono artisti che creano arte moderna ed altri che creano in praticamente tutti gli stili o mode del passato).
L'arte creata o rappresentata dalla fine del modernismo è alcune volte chiamata arte postmoderna, tuttavia postmodernismo si può riferire sia al contesto storico che all'approccio estetico utilizzato; per di più molti lavori di artisti contemporanei non presentano quegli elementi chiave che caratterizzano l'estetica postmoderna, l'aggettivo contemporanea può quindi essere preferito perché più inclusivo. Come nelle ricerche critiche di altre discipline comunque, il termine contemporaneo indica che il periodo di interesse e di studio in oggetto non ha esaurito le sue spinte propulsive ma che, invece, sono ben vive nel presente e proprio per questo di difficile definizione.
L'arte contemporanea si manifesta in varie modalità tutte interdipendenti: videoarte, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, disegno, musica, performance, installazioni. (fonte wikipedia)
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Per la stagione artistica 2007-2008 sono in programmazione numerose mostre personali e collettive.
Il CentroArteModerna collabora inoltre con Enti Pubblici e Associazioni e Privati per la realizzazione, organizzazione e
cura di manifestazioni artistiche e culturali e partecipa alle Giurie di numerosi Concorsi d'Arte.
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