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Settembre 2005 "ARTE IN TOSCANA: Rassegna di pittura, grafica, scultura"
Ordinata dal direttore responsabile Massimiliano Sbrana, questa rassegna raccoglie opere pittoriche e grafiche e scultoree di importanti artisti Toscani contemporanei.
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
Scatizzi, Loffredo, Fabbri, Buscioni, Migliorini, Bonanni, Borin, Mataresi, De Rosa Natali, Guidi, V. Fontani, Lepori, Pelegatti, Ballantini, Possenti, Benvenuti, Fontirossi, Muscatello, Bianchi, Galardini, Giuliani, Volpi, Moriani, Magoni, Martini, Bartalini, Borsacchi, Bernardini, Lapi, De Luca, Santini, Corti, Dolfi, Viani, Cipolla, Fancelli, Barbuti, Pratesi, Mezzacapo, Bacherini.
Inoltre sarà visibile una selezione di tempere ed acquarelli dedicati al paesaggio Toscana realizzate dal belga Piet Van Leuven e dalla torinese G. d‘Avenia.
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Settembre 2005 "INCONTRI 2005 - XIa Rassegna Nazionale di Pittura e Scultura "
Organizzata e promossa della
Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), con il patrocinio dalla Amministrazione
Provinciale di Pisa e del Comune di Pisa, INCONTRI 2005 nasce e si prefigge come scopo principale
quello di portare alla visione del pubblico più vasto uno spaccato delle attività creative di noti
ARTISTI appartenenti al panorama dell'arte italiana ed internazionale.
SIMONETTA BERRUTI Nata a Varese, si è trasferita a Prato dove ha compiuto studi classici e si è laureata in lettere antiche a indirizzo archeologico. Contemporaneamente ha iniziato ad occuparsi di scultura, prima sotto la guida di Leonetto Tintori noto pittore e restauratore di affreschi e successivamente, dal 1991, di ceramica con lo scultore e ceramista Salvatore Cipolla. Nel 1995 fonda insieme ad altri quattro ceramisti il gruppo "Keramèia", continuando poi singolarmente l'attività di scultrice e ceramista partecipando a mostre personali e collettive.
LAURA CARAMELLI Nasce nel 1949 a Montelupo Fiorentino, paese alle porte di Firenze, famoso per l’antica produzione di ceramica artistica, ciò che le permette di frequentare, fin dall’infanzia, laboratori e fornaci. Da questa dimestichezza con il raffinato artigianato fiorentino eredita una forte inclinazione per il colore e l’argilla.
Le sue opere raggiungono una schematismo e una semplificazione mediante un linguaggio le cui radici affonda nelle sue passioni estetiche, dove ancestrale e primitivo si fondono con la cultura europea.
EMILIO FACCHINI Giovane pittore livornese, Facchini ha un’anima chiara, semplice che affonda le radici nella forza dei maestri classici migliori.
Legatosi con tutte le sue forze alla magia del disegnare e dipingere, si confronta con entusiasmo e sincerità di intenti nella sua ricerca tematica. Il suo è un confrontarsi con le forme umane di uomini e donne, interpretate con una classicità tutta reinventata, dove il modello classico si lega a note di derivazione fantastica, o fantasiosa, vista la personalità del nostro. Vive e lavora a Vada (LI).
PARDO KICKHÖFFEL Nata a Berlino, mille strade l’hanno portata in giro per il mondo. Mille esperienze, mille cambiamenti alla ricerca di una unica verità. Pittura, scultura, musica, danza, poesia, teatro, moda, canto. Ogni volta un ricominciare. Artista fuori dal rigo, mezzo soprano drammatico, interprete di Curd Weil, di Gospel e Spriritual. Nell’ultimo quinquennio ha esposto i suoi oli, acquarelli, disegni e sculture in molte personali e collettive in Italia (Milano, Firenze, Bologna, Parma, Piacenza, Trento) e all’estero (Innsbruck, New York, San Francisco, Toronto).
MARIA MOLTEMI Nasce a Milano, ove lavora e risiede. Gli studi a carattere scientifico non le impediscono di coltivare in parallelo interessi assidui per la psicologia, la musica e la scultura. Si diploma in pianoforte al Conservatorio di Parma e frequenta l'ambiente artistico. Gli esiti della sua ricerca plastica mantengono riservatezza per lungo tempo.
La scultrice si destreggia abilmente e con decisione nella modellazione della terra a grezzo e nella fusione in bronzo della sue opere, con particolare attenzione alle patinature.
NESSUNO (alias Piero Ceragioli) Nato a Lucca l'11 07 1951. Vive fra Pisa, Firenze, Pistoia e Paraty in Brasile. Nato..e rinato più volte...questo il passato! Il futuro..?
Non conta..l'imporante é vivere il presente ! La mia arte ? non sò se é arte.. io faccio ciò che mi passa per la mente… Scrivo..dipingo..fotografo, e da un pò di tempo ho scoperto la scultura...Il resto.. ? Non conta!
DANIELE PEZZOLI Nato a Bologna nel ‘59, consegue la maturità artistica nel '78. Fin dai primi anni del liceo entra in contatto con la fotografia, iniziando una personale ricerca sull'elaborazione chimica e grafica delle proprie immagini. La sperimentazione lo porta inevitabilmente all'avvicinamento delle recenti tecniche digitali. Il computer, assume lentamente una posizione di rilievo come strumento creativo. Oggi quasi tutti i lavori recenti sono frutto di una miscellanea di tecniche che spaziano appunto dal Polaroid alla grafica e dalla pittura al digitale.
RYOMA SHIRAI Nasce a Kanagawa (Giappone) nel 1974. Finito gli studi all'Università d’Arte di Tokyo ha svolto stage formativi presso importanti aziende giapponesi. Nel 1998 si trasferisce a Firenze per approfondire le tecniche del restauro ed affinare la sua arte anche presso noti laboratori di restauro, sviluppando contemporaneamente la sua indubbia creatività artistica.
Numerose le sue esposizione personali e le partecipazioni ed inviti a mostre e premi internazionali. Oggi vive e lavora a Firenze
Cataloghi in Galleria
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Ottobre 2005 Alessandro Volpi: 1935-1978 Opere.
In collaborazione con
l’Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), l'Ass.ne Culturale Dannunziana,
con il patrocinio della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa nell'ambito degli "ITINERARI ARTISTICI PISANI"
si inaugura sabato 1 Ottobre alle ore 17,30 presso gli spazi espositivi del CentroArteModerna di Pisa (sul Lungarno Mediceo al n.26) la mostra retrospettiva
"Alessandro Volpi: 1935 -1978 Opere ", omaggio alla memoria di un pittore autentico vissuto nell’arte per scelte
istintive.
Fin dagli anni giovanili le doti artistiche di Volpi erano evidenti nelle enormi capacità di sintesi, nella
imponente robustezza dell’impianto compositivo e nella qualità cromatica. Queste qualità importanti concorsero
insieme alla fervida creatività ed ispirazione a dare maggiore consistenza poetica ad un mondo originale ed
impareggiabile nella tematica, che oggi appare di particolare interesse.
I dipinti esposti al CentroArteModerna partono dal 1929 ed arrivano fino all’ultimo decennio di attività
dell’artista (1968-1978) che è stato il periodo segnato maggiormente da importanti successi e consensi di
pubblico che di critica.
La sua sensibilità e inventiva artistica gli hanno consentito di tradurre in luminose composizioni, le sue
immaginazioni di uomo mite e semplice, che molti pisani e non hanno conosciuto ed apprezzato, disposto alla comunicazione
umana attraverso il segno della poesia. Nelle sue opere Volpi ha infatti raccontato palesemente o indirettamente
il suo incontro con la vita e la sopravvivenza alle durezze di questa fino a quando ha potuto resistere e registrarne
le impressioni.
Nato nel 1909, autodidatta, la sua biografia è segnata da importanti date. Con gli anni cinquanta
l'ascesa dapprima italiana a Grosseto e a Milano, quindi europea attraverso il lavoro della Galleria Burdeke
di Zurigo. Si infittiscono i premi, le rassegne, le mostre personali. Nel 1971 esce la prima monografia,
a cura di E. Mercuri. Siamo nel pieno della maturità artistica ed il linguaggio pittorico di Volpi si
precisa sguarnendosi delle insistenze illustrative. Linguaggio che nel proseguo della carriera resterà
sostanzialmente immutato, privilegiando alternativamente la sedimentazione materica e la nerbatura plastica,
il volume compiuto in un impianto architettonico e la composizione per masse di confini imprecisi,
il colore tonalmente registrato e il cromatismo dai timbri intensi. Cataloghi in Galleria |








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Ottobre - Novembre 2005 MARIO VENIER: The Soft Side of Sculpture.
La Mostra promossa dall’Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato nell’ambito della terza campagna di Promozione delle Arti Visive Contemporanee, è patrocinata anche dall’Amministrazione Provinciale e dal Comune di Pisa.
Come ha scritto in una nota critica di Charles Randall Holden (Councilor, Evaluation Division, Unesco) “Mario Venier considera l’arte
come una forma suprema di comunicazione. Sostiene che l’arte “si compie” quando il pubblico prova “il brivido della comunicazione”,
come se l’inconscio dell’artista tocchi direttamente l’inconscio dello spettatore, qualunque esso sia...Venier trova nel marmo il simbolo
delle forze oggettive della Natura cui fanno da complemento le forze soggettive dell’Uomo espresse dalla ‘dinamica dell’azione’.
La sua scultura scaturisce dalla ricerca dell’equilibrio di queste due forze...Nell’acciaio inossidabile lustrato a specchio, Venier gioca
col fascino degli spazi metafisici creati dal riflesso. Lo specchio è un duplicatore virtuale come un magico caleidoscopio...Più recentemente,
gli impulsi di ricerca di Venier sono diretti ai materiali nuovi, anche eterogenei e disparati, capaci di esprimere in osmosi e metamorfosi,
le plasticità permettenti di correlare la natura del mezzo a quella del messaggio. Ma anche nelle più recenti installazioni, le forme rimangono
libere e fluide, acquistando profili cangianti secondo la posizione e la luce.”
"Pentito di aver studiato da ragioniere, rassegnato al mio passato d’economista e meravigliato di essermi trasformato in scultore, la mia ambizione
per il futuro è di non essere preso troppo sul serio", dice di se stesso Venier.
Mario Venier, al secolo Fabio Ballarin, di nazionalità americana ma residente a Parigi, trova che il termine inglese HARD
offre sfumature e allusioni che descrivono in pieno il marmo: Arduo, Duro, Puro, Severo, Gravoso, Impregnato di classicità.
In contrapposizione - Venier preferisce parlare di complementarità - le sculture SOFT risultano facili tenere effimere, pratiche e veloci.
Aggiunge Venier che “il marmo non prende il colore come io intendo. Proviamo dunque, con materiali leggeri”.
Con “The Soft Side”, non solo Venier cambia stile, ma si apre esplicitamente ad un pubblico di giovani anche con prezzi adatti a stimolare i futuri collezionisti .
Completano l’esposizione alcuni quadri e un'installazione critica della sentenza di assoluzione di tutti gli imputati nel tragico incidente del Moby Prince del 1991 nella rada di Livorno in cui persero la vita 140 persone.
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Novembre 2005 ALBERTO MARTINI:Geometrie del Lungomonte.
Si apre presso la Galleria CentroArteModerna con il patrocinio del Comune di Pisa l'attesa mostra del noto
pittore pisano (di Asciano Pisano) Alberto Martini.
La mostra corredata di catalogo è presentata dalla dr.ssa Silvia Panichi (Fondazione Teatro Verdi) che
ha scritto: "Alcuni anni fa, alla Chiesa della Spina, fu esposta una serie di vedute dei Lungarni
dipinte da Alberto Martini. Ero andata a quella mostra mossa dalla conoscenza di vecchia data con la
famiglia Martini, e dalla curiosità di confrontare la pittura del figlio con quella, ben nota, del padre Uliano.
Le rappresentazioni dei Lungarni realizzate da Alberto, per quanto il soggetto fosse fin troppo abituale per noi pisani,
trasmettevano, nella loro ottica iperrealistica, la sensazione fisica, accentuata dalla suggestiva sede dell’esposizione,
di un contatto fisico con le immagini; ma anche la capacità del loro autore di cogliere poeticamente il tessuto
architettonico e decorativo dei palazzi affacciati sul fiume, il senso della storia e del passato della città.
Più di recente, l’interesse di Alberto Martini si è concentrato sulle località, del Lungomonte ormai a lui familiari,:
nelle sue tele ne coglie aspetti diversi, che spaziano dal minimalismo dei piccoli edifici semi diroccati ad uno
sguardo allargato al territorio, dove il suo occhio indaga con perspicacia i particolari riuscendo altresì a cogliere
la suggestione globale del rapporto, per qualche verso misterioso, tra le strutture edificate e il loro contesto naturale.
Un intreccio, talvolta discordante, talvolta armonioso, che chi dipinge può interpretare privilegiando l’impressione dei
colori o l’espressione dei propri sentimenti; ma che lui ha scelto di narrare secondo una visione scientifica, quasi
analitica, che affida il coinvolgimento dello spettatore a dettagli solo apparentemente insignificanti, quali un
tralcio di foglie autunnali o un mattone sbrecciato che interrompe una superficie compatta.
Anche perché, come racconta Alberto, contro la boscaglia e le rocce dei monti, in mezzo ai campi, queste vecchie
case abbandonate e talvolta quasi riassorbite dalla vegetazione si stagliano come personaggi, come figure che ti
guardano, parlano di sé, raccontano una storia; figure simili a noi in quanto depositarie di una memoria, testimoni
del tempo che passa.
Le sue tecniche si sono ampliate e affinate, spaziando dall’olio e dall’acquerello agli effetti monocromatici
del nero di seppia; anche le superfici, dalle tele al cartone incollato su tavola, modificano le loro dimensioni
a seconda delle necessità artistiche.
Un piccolo gruppo di dipinti esula dalle descrizioni dei piccoli borghi e dai contesti ancora agrari del Lungomonte
per aprire uno squarcio doloroso sull’attualità. Intessute di toni dal grigio al nero, due donne dal profilo nettamente
segnato tengono in braccio i loro bambini colpiti a morte: due moderne e accorate ‘pietà’ che rendono con evidenza
dolorosa la terribile tragedia della scuola di Beslan; mentre un tetro sacrario, dove pochi oggetti poggiati a terra
ricordano le vittime di un disastro aereo, viene illuminato dal rosso vivissimo di quattro rose che col loro alto
stelo separano lo spettatore dal luogo della tragedia e lo costringono nello spazio segnato dal dolore di chi resta."
Di professione medico neuropsichiatra infantile, seguendo le orme paterne ha da sempre coltivato interessi nel campo delle arti figurative. Dagli inizi degli anni
'90 ha intensificato la sua produzione grazie alla individuazione di un linguaggio pittorico basato su un uso particolare, per quanto possibile
materico, dell'acquerello. Con questa tecnica, partendo da appunti fotografici personali, ha dipinto le aperture paesistiche della piana di
Asciano e lungo la Bigattiera, oggetto delle sue prime esposizioni (al CentroArteModerna nel 1995) e la serie dei lungarni che culminò nella
mostra alla Chiesa della Spina del 2000. Successivamente, alla ricerca di nuovi mezzi espressivi, ha fatto un ciclo di lavori a pastello (mostra al
CentroArteModerna del 2001) e ad olio.
Con quest'ultima tecnica ha toccato anche altri temi espressivi legati all'attualità, alcuni dei quali presenti
nell'attuale esposizione. Nel corso della primavera ed estate appena trascorse un "ritorno all'antico", cioè una tecnica acquerellistica o mista
con aggiunta di matita colorata, è stato il linguaggio preferito per una descrizione di angoli nascosti o dimenticati del lungomonte, intatti nel
loro valore estetico e di testimonianza di un mondo emarginato, ma quanto più autentico di quello vissuto ogni giorno! lavori, questi ultimi, che
costituiscono il nucleo della presente mostra.
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Novembre 2005 - Gennaio 2006 "GRAFICA D'AUTORE: OPERE SCELTE"
La rassegna ordinata e curata da Massimiliano Sbrana direttore CentroArteModerna
raccoglie in maniera irripetibile opere grafiche (litografie,
acquarelli, serigrafie, xilografie, incisioni, pastelli, disegni, chine, tecniche miste) dei maggiori artisti
contemporanei, tra i quali dobbiamo ricordare:
P. Annigoni, M. Bini, T. Bonanni, L. Borin, A. Borgonzoni, C. Borsacchi,
A. Bueno,
R. Bussotti, G. Carlini, M. Cascella,
Livi Cavedon, S. Cipolla, F. Clerici, G. Dova,
S. Fiume,
R. Fontirossi, A. Fremura,
R. Galardini,
R. Guttuso, P. Lapi,
G. Migneco,
G. Morelli, V. Muscatello,
U. Nespolo,
A. Possenti,
D. Purificato,
A. Sassu, M. Schifano, G. Tognoni,
E. Treccani,
R. Vespignani,
L. Viani,
A. Volpi,
T. Zancanaro.
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Dicembre 2005 - Gennaio 2006 "ARTE & DESIGN" by CentroArteModerna ARTEinLUCE
Questa serie di opere a metà strada tra la scultura e l'oggetto di arredamento (lampade nel caso specifico), ma più propriamente sarebbe definirli oggetti di Design,
nascono dalla collaborazione tecnica ed artistico creativa tra il livornese Piergiovanni Potestà e un illuminotecnico bolognese Antonello Borella.
Questi due creativi per anni si sono dedicati con successo alle loro rispettive attività, Potestà alla pittura, scultura ed alla ceramica, mentre Borrela
ha maturato un'importanti esperienze nell'illuminazione di interni con particolare attenzione all'illuminazione delle opere d'arte.
Dal loro fortuito incontro a Pisa sono nate recentemente opere che fanno di un elementi presente in ogni abitazione (lampadari,
lampade, plafoniere, piantane) un elemento di sicuro effetto scenico ed artistico.
Calchi in "Mask", ossia a base di un impasto di gesso e cellulosa, ricoperti con foglia
d'oro o d'argento sono circondati ed avvolti da corpi illuminanti in rame e alluminio.
Non solo quindi creatività artistica ma anche praticità tecnica contraddistinguono queste opere originali ed uniche pronte ad abbellire ed illuminare
i luoghi e gli ambienti più disparati, dai locali pubblici, agli uffici , alle abitazioni private. |




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Dicembre 2005 - Gennaio 2006 "FRANCESCO MESSINA: DIPINTI E GRAFICA"
Gennaio - Febbraio 2006 "OPERE INEDITE 1930-1960: BERNARDINI, SCALI, VITTORINI, VOLPI"
Questa rassegna, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana direttore del CentroArteModerna, raccoglie opere inedite e selezionate di alcuni dei più noto pittori toscani (lucchesi e pisani) come Piero Bernardini, Luigi Scali, Umberto Vittorini, Alessandro Volpi.
Le opere presentate, recentemente riscoperte, partono dagli anni '30 fino a gli anni '60 e sono un importante testimonianza temporale della presenza di questi bravi artisti nella città di Pisa, che in più fasi li ha visti protagonisti e partecipi della sua vita artistica.
PIERO BERNARDINI
La vasta attività artistica di Piero Bernadini inizia nel 1945 con la collaborazione di vignettista e scrittore su giornali umoristici e riviste, dal 1951 illustra anche libri di testo per le scuole e libri di avventure per ragazzi per vari editori tra i quali Paravia, Mondadori, Franceschini, R.AD.A.R., Rizzoli "Le Stelle". La prima mostra personale è a Pisa nel 1949 a cui seguono trentadue mostre tra le quali citiamo Galleria Cosmè (Ferrara), "La Barcaccia" (Montecatini Terme), Galleria Vannuci (Pistoia), "Il Grattacielo" (Livorno), Galleria Masini (Livorno), Galleria S.Luca (Verona), Mostra antologica a Palazzo Lanfranchi (Pisa), Museo del Parco di Pinocchio della Fondazione Nazionale C.Collodi in cui espone 30 dipinti rappresentanti la storia collodiana realizzati in nove anni, Galerie Mistral (Bruxelles), Galerie Venice Cadre (Casablanca e Rabat), Università di Friburgo (Friburgo), "Officers Club" (Ramstain), Galerie 7 (Baden), oltre a mostre collettive a New York e a Monaco di Baviera .
Di Bernadini hanno scritto: Franco Russoli, Enzo Carli, Luigi Servolini, F. Zeri, D. Carlesi, Denise Dyvorne, N. Micieli, E. Sosset, Carlo Segala, Licia e Ilda Bertolini . Figura al Museo d'Arte Moderna di Montecatini Terme e in numerosi Enti Pubblici italiani e stranieri.
LUIGI SCALI
Luigi Scali era nato a Pisa il 29 Agosto del 1931. Nel 1960 faceva la sua prima personale a Pisa a Palazzo Gambacorti.
Nel 1963 esponeva a New York, Filadelfia e Chicago. Tra il 1969 e il 1976 esponeva numerose volte alla galleria il
Navicello
e alla galleria Artecasa di Pisa riscontrando numerosi consensi da parte del pubblico e della critica .
Nel 1977 esponeva alla galleria Piero della Francesca (Arezzo). Nel 1981 veniva allestita nell’Abbazia di San Zeno a Pisa
una importante antologica del suo lavoro. Nel 1995 veniva inserito dal critico d’arte N. Micieli nel catalogo «Stati di
coscienza - Linguaggi artistici fra regressione consapevole e follia».
Nel 2002 il CentroArteModerna organizza una importante mostra restrospettiva (oltre 90 opere tra dipinti ad olio, tempere, pastelli, chine, ed disegni) a pochi mesi dalla sua scomparsa di questo artista.
UMBERTO VITTORINI
Nasce nel giugno del 1890 a Barga (Lucca). Per molti anni ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha amato e privilegiato Pisa, sua città di adozione, ove ha soggiornto per lunghi periodi ed ove iniziò a sedici anni
nello studio di Eduardo Gordigiani, l'attività artistica. Partecipò ben presto alle mostre nazionali e di gruppo.
Nel 1928 la sua prima mostra personale a Milano, dove desidera farsi conoscere in previsione della sua futura residenza
in questa città. Nel settembre del 1936 scoppia la polemica per la sua esclusione dalla Biennale di Venezia. Nel
novembre del 1944, pur vivendo in tragica solitudine per essere rimasto solo a Milano, avendo la moglie deportata nel
campo nazista del Belsen e fratelli e sorelle in Toscana, separati dalla linea gotica, con l'aiuto di buoni amici
allestisce al Milione una mostra personale. Nel maggio del 1948 espone alla Quadriennale di Roma. Nel giugno dello
stesso anno viene invitato alla XXIV Biennale di Venezia, con tre dipinti. In tutti questi anni i maggiori critici toscani
e lombardi lo seguono con interesse ed ammirazione sempre maggiore. Nel 1952 espone nuovamente alla Quadriennale
di Roma ed è presente in numerose mostre personali. Esporrà nuovamente a Pisa negli anni '60 e 70. Muore nel 1979 a Milano.
Pittore moderno e tradizionale ad un tempo, ha guardato con autonomia ed intelligenza a tutto quanto,
ma non ha mai dimenticato gli insegnamenti dell'antico.
ALESSANDRO VOLPI
Nato nel 1909, autodidatta, la sua biografia è segnata da poche ma importanti date. Con gli anni cinquanta l'ascesa
dapprima italiana a Grosseto e a Milano, quindi europea attraverso il lavoro della galleria Bürdeke di Zurigo. Si
infittiscono i Premi, le Rassegne,le mostre personali. Nel 1971 esce la prima monografia, a cura di E.Mercuri. Siamo
nel pieno della maturità artistica ed il linguaggio pittorico di Volpi si precisa sguarnendosi delle insistenze
illustrative. Linguaggio che nel proseguo della carriera resterà sostanzialmente immutato, privilegiando alternativamente
la sedimentazione materica e la nerbatura plastica, il volume compiuto in un impianto architettonico e la composizione
per masse di confini imprecisi, il colore tonalmente registrato e il cromatismo dai timbri intensi. Nel 1975 esegue le
scenografie de "La forza del destino" all'Arena di Verona, contemporaneamente ad una mostra antologica nel Palazzo
della Gran Guardia, con presentazione di A.Gatto. Dopo una lunga malattia il maestro pisano si spegnerà nel 1978.
Il CentroArteModerna ha allestito personali di A.Volpi nel 1978, nel 1981, nel 1983 e nel 1993, contribuendo
fattivamente alla promozione e all'ordinamento dell' antologica di Palazzo Lanfranchi (1983 - Pisa) e della
retrospettiva alla galleria Il Senato (1986-Milano). Sono numerose le collezioni pubbliche e private (Canada,Germania,
Olanda, Svizzera, USA, Giappone) che conservano le sue opere.
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Febbario 2006 "OKKASIONI: ARTE GIOVANE SULLE RIVE DELL'ARNO"
Nata da un intuizione del giovane direttore del CentroArteModerna, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
operante a Pisa dal 1976, OKKASIONI trae spunto proprio dalla mancanza di occasioni e di spazi aperti alle
nuove tendenze contemporanee.
Le occasioni possono essere allora molteplici, e questo è sicuramente l'auspicio di Sbrana
che in questi eventi tesi anche a tirare le fila di una giovane arte che a Pisa e dintorni
sembra vivere di nuovi fermenti di nuove idee e creazioni suscitate da una certa voglia di
riappropriazione dei valori culturali e umani che da sempre distinguono Pisa.
L'ateneo pisano (ma non solo) è fucina di idee e culture differenti che ogni anno convergono e trovano,
grazie alla tradizione secolare di questa città, terreno fertile dal punto di vista dell'interesse per l'arte.
Lo sforzo che la Direzione del CentroArteModerna cerca di fare è proprio quello di dare una certa continuità a queste
OKKASIONI intese come brevi e vibranti eventi d'arte. Aprendosi infatti a nuove forme d'arte come la video-art,
alla performance, all'installazione la galleria cerca di stimolare e far rivivere anche i linguaggi tradizionali
come la pittura la fotografia o la scultura.
L'idea è quella di proporre nella splendida cornice – vetrina sita sul Lungarno del CentroArteModerna
una serie di brevi eventi come proiezioni di cortometraggi o performance musicali, esposizioni, che
vivano nello spazio di un pomeriggio offrendo allo spettatore degli assaggi di ciò che di nuovo c'è in città.
Come tutte le buone occasioni va quindi sfruttato il momento in modo che l'occasione non resti unica, per fare
questo ci vuole tutta l'energia degli artisti e la massima disponibilità dello spettatore a essere attraversato
da linguaggi nuovi, questa è la prima delle oKKasioni tesa a stimolare le successive.
Venerdì 3 Febbraio sul lungarno Mediceo 26, quindi sarà presentato un nuovo appuntamento con
il sostegno dell'ASBeC (Associazione Studenti Beni Culturali) , che a distanza di alcuni mesi propone
degli assaggi d'arte giovane con l'intervento di CRISTIANO PIATTO (pittura), CAMPAGNIA DELIRIO (performance teatrale),
MASSIMO PASCA (pittura), CAMILLA BONADONNA (fotografia), ANDREA AMADUCCI (pittura), ALICE SIMI (scultura), GRUPPO AZUL (performance) ed altri ancora si aggiungeranno.
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Febbario 2006 "OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE: 6a RASSEGNA D'ARTE CONTEMPORANEA"
Questa importante rassegna organizzata e curata da Massimiliano Sbrana, Direttore Responsabile CentroArteModerna, giunta ormai alla 6a edizione, raccoglie
artisti provenienti da tutta Italia e non solo e come consuetudine rivolge l'attenzione verso il grande patrimonio
di creatività degli artisti che, per diversità di indirizzo e di ricerca, per pluralità di linguaggi e di tecniche,
rappresentano una consistente realtà nel panorama odierno dell‘arte contemporanea.
Una vetrina questa che consente pertanto agli artisti invitati da tutta Italia anche di mettersi alla prova,
di incontrare la loro sensibilità con le tendenze e il giudizio del pubblico più vasto.
Ecco gli artisti presenti:
Gerardo BARLETTA (Pisa), Ada BERTASI (Verona), Alberto BONGINI (Torino), Marina PIZZATO (La Spezia), Sigifredo CAMACHO BRICENO (Ecuador), Salvatore TONNARA (Cosenza).
Gerardo Barletta
Espressionista che si richiama al mondo Nord-Europeo, attingendo continue ispirazioni. Una incredibile plasticità che passa per Munch, per Chagall o per i pittori austriaci degli anni 1910 - 20’.
I suoi dipinti sono sollecitazioni simboliche, oscillazioni poetiche, illuminazioni d'impatti vibratili, affioramenti emozionali tattili. I suoi passaggi diventano luoghi immortali di memorie: espressione esistenziale tra reale e magia. Per i suoi contenuti emozionali, quindi la migliore interpretazione è quella empatica con cui scioglimento dell'immaginario genera fantasmagoriche e luminescenti presenze. Le sue opere sono tutte partiture di sentimenti che musicano stati d'ansia e restituiscono i concerti di colore e movimento.
Ada Bertasi
Ciò che affascina nella pittura di questa pittrice veronese è questo indugiare dello sguardo sulle cose: il naturale appare improvvisamente così bello ed intimamente percepito da acquistare una sua assolutezza, svincolata dal reale ed il colore, così intensamente dosato e calibrato, è filtro metafisico di una realtà desiderata e imprendibile.
Il segreto di questa pittura, l'invenzione geniale della sua arte, è questo "incanto delle cose" che agganciano la nostra anima allo stupore di tutto un mondo di cose quotidiane, improvvisamente "riscattate".
La sua pittura allora ci prende per mano e ci conduce in un mondo segreto, quasi inaccessibile, da cui è bandito ogni possibile compiacimento.
Alberto Bongini
Architetto, pur disegnando e dipingendo da molti anni, ha iniziato ad esporre solo negli anni novanta, su grande insistenza di amici.
L'ultima sua produzione artistica "FUSION ART" prende spunto dalla fusione, dallo scioglimento, liquefazione. Nella sua arte Bongini contiene in sé tutti gli elementi di un'astrattismo che si avvale di materiali prettamente non-pittorici, ma ai quali l'artista si avvicina con sensibilità nuova, organizzando, distribuendo, sciogliendo e ricomponendo, in un eterno processo di distribuzione e ricomposizione della materia che propria dell'uomo.
Le continue sovrapposizioni di materiali rendono una sua opera palpabile, un oggetto di piacere estetico quanto tattile, laddove la pittura si fonde con la scultura, facendo entrare in gioco il silicone, ricci di metallo, varie qualità di carta incollate, vernici, smalti variopinti.
Sigifredo CAMACHO BRICENO
Nato 1956 a Loja - Ecuador; ha studiato Arti presso l'università Tecnica di Loja - Ecuador dove si è laureato nel 1980.
Dal 1980 al 1989 ha insegnato con gran frutto pittura e dipinto naturale nella stessa Università. Nel 1990 è
stato chiamato a far parte del "Frente Cultural Calicanto" e nel 1994 è entrato a far parte come membro della
sessione Accademica di Arte plastiche - Casa della Cultura Ecuadoriana "Benjamin Carrion" Quito - Ecuador, di cui è
tuttora membro.
La sua attuale vena creativa si è estesa in ogni settore dell'espressione figurativa moderna e contemporanea;
in particolare nelle sue opere si respira l'atmosfera della cultura sudamericana di stampo andino.
Marina Pizzato
Udinese di nascita, vive e lavora a La Spezia. La sua interpretazione della pittura si sviluppa attraverso
una nuova comprensione della realtà, che appare nei suoi elementi di globalità
ed interconnessione universale. Mano mano che il suo lavoro procede su una tela,
raccoglie stati d'animo che riescono a prendere forma, in una sorta di affascinante geometria frattale.
Dall'autosomiglianza al costante mutamento, dalla regola al caos, tutto si esprime in uno stupefacente
dinamismo polimaterico trattenuto da linee, colori e forme ancestrali sulla tela.
Nella sua ultima produzione la Pizzato ha accolto quindi la nuova idea di irregolare in quanto naturale,
di variabilità in quanto valore essenziale alla vita, raggiungendo così un nuovo livello di espressione
comunicativa visiva alla scoperta dell'"insieme di Mandelbrot" che fonde bellezza e matematica nella
scienza della dinamica nonlineare..
Salvatore Tonnara
Schivo e riservato questo artista calabrese, dopo una lunga attività espositiva, da quasi dieci anni ha scelto di partecipare soltanto a selezionati eventi e mostre.
Tonnara è un pittore sincero - scrive Francesco Politano - colpito da un amore profondo per le cose semplici e spontanee della natura, che mostra nelle sue tele un universo di cose reali trasfigurate dalla sua fantasia, un universo sano, pulito, di fresca potenza emotiva, frutto vivo di una ispirazione genuina sgorgante dal cuore.
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Marzo 2006 "DONNE IN ARTE: Universo Artistico Contemporaneo"
Questa rassegna di arte al femminile a cura di Massimiliano Sbrana direttore responsabile del CentroArteModerna
di Pisa, vuole essere inserita in un più ampio programma di valorizzazione della realtà artistica femminile che
vedrà la programmazione nel calendario artistico-culturale dei prossimi mesi di altre mostre con un forte
riferimento al panorama artistico contemporaneo femminile.
La storia e la storia dell'arte infatti tendono frequentemente a trascurare la creazione
artistica prodotta dalle donne, che non ha nulla da invidiare ai grandi protagonisti maschili
dell'arte internazionale. Di qui il senso di questo ciclo di mostre/eventi concentrare
l'attenzione sulle donne artiste, contestualizzandole nel panorama storico e culturale
che ne ha visto l'affermazione.
Particolare importanza verrà data allora all'universo contemporaneo,
principalmente per mostrare come sia importante concepire l'Arte in
anche in senso androgino. Si porrà lo sguardo, perciò, ad un'arte al
femminile, capace di affascinare e meravigliare, tanto quanto quella
maschile, che ha l'unico merito di essere, semplicemente, meglio conosciuta.
A questo primo importante appuntamento sono presenti :
TIZIANA DE FELICE (pittura), SIMONETTA PRINCIVALLE (pittura), CATHERINE PORTA (scultura), RAFFAELLA ROSA LORENZO(pittura).
TIZIANA DE FELICE
Tenendo come punto di riferimento un concetto universale di Armonia cerca di sviluppare
tematiche al limite con l’onirico attraverso la “flussione del colore sul supporto mediante
l’acqua che è il suo veicolo naturale nonché fonte di ogni energia vitale; tutto questo deve
trovare il modo di entrare in contatto sensibile con i soggetti
che in fondo sono solo un pretesto “dimensionale” per entrare in un mondo “adimensionale”.
La pittura dell’artista livornese è un continuo alternarsi dinamico di chiarori ed ombre.
Tra estasi inebriante della luce e di spazi incontaminati ed infiniti, dove i sogni
si tingono d’eterno ed amoreggiano colle delicate illusioni, che possiedono una loro
seducente, intrinseca verità e fascino ispiratore, e la sofferenza(che ogni vero
artista reca dentro di sé, come costante ontologica).
SIMONETTA PRINCIVALLE
I lavori di Simonetta Princivalle sembrano realizzati e pensati per occupare senza ingombro lo spazio.
Si tratta di sei lavori che sembrano essere sei stendardi considerati come "corpi in relazione, lavori narrati come
fossero pezzi di storia, storie di divenire e cambiamenti".
In questi opere riesce ad esprimere tutta le sue intuizioni espressive, ma anche le qualità tecniche del suo fare creativo, la sua gestualità libera e felice, una sensibilità cromatica che
le permette di scegliere i colori che più corrispondono ai desideri e alle emozioni dell'artista.
Laureata in estetica, tiene seminari all'Accademia di Belle Arti di Verona, è appassionata nella produzione e
lavorazione della cartapesta e della carta e nella decoratrice di interni.
CATHERINE PORTA
Catherine nasce a Aigle nella svizzera francese e fin da giovane si trasferisce in Italia. Vive in Maremma dal 1984.
Affascinata dalla plasticità dei corpi nella danza moderna, dalla molteplicità delle forme in movimento inizia,
adolescente, a modellare la creta. Terminati gli studi classici si trasferisce in Toscana dove studia le tecniche
di pittura e di disegno a Montecatini
Terme, il mosaico e l’affresco con il pittore Baldo Guberti a Camaiore. Vive per alcuni anni a Parigi dove pratica
la tecnica della scultura in pietra nell’atelier dello scultore Coutelle.
Successivi viaggi in oriente e nel deserto determinano profonde mutazioni nella ricerca dell’artista che predilige
ora i temi della meditazione, dell’armonia, della complementarità. L’astrattismo per Catherine è una scelta
istintiva espressa attraverso una sempre maggiore essenzialità delle forme. Forme primordiali, ancestrali che
si ripropongono nell’arco del tempo e che permettono di essere interpretate liberamente.
I materiali che predilige sono l’alabastro, il legno, le pietre dalle infinite sfumature, il bronzo trattato
con patine o lucidato a specchio e i metalli nobili per le mini sculture gioiello.
RAFFAELLA ROSA LORENZO
E' cresciuta nella periferia di Milano, prima di trasferirsi appena adolescente a Salice,
in Friuli. Oggi vive e lavora a Camaiore, porto franco, catartico rifugio di uno spirito
provato da piccole-grandi odissee personali. Ha iniziato a dipingere giovanissina, il classico talento precoce.
Lontana da ogni accademismo Raffaella ha inseguito e infine raggiunto un personalissimo stile.
I suoi quadri sono una felice simbiosi di luce ed energia. L'artista non esita a metere in gioco
tutta se stessa, p sensibilissima, esprime trasporto e abbandono. Insegna e apprende, ammonisce
e consola, tramite gioiso e sofferto tra "questo" mondo e altri mondi.
Mondi popolati d'intriganti presenza che a persone speciali come Raffaella, a pochi eletti
comunque, si palesano nelle forme e nelle circostanza più singolari.
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Marzo - Aprile 2006 "LIBERATI - MARSIGLI: Opere Recenti"
Aprile 2006 "ARCHIVIO D'ARTE: Femminilità" - Collezione CentroArteModerna
Questa importante rassegna pisana, ormai giunta alla sua settima edizione, ordinata da Massimiliano Sbrana,
raccoglie presso la sede del CentroArteModerna sul Lungarno Mediceo con cadenza annuale le opere di
importanti artisti italiani e europei che nel corso di questi 30 anni (1976-2006) di attività hanno
esposto negli spazi di questa Galleria pisana.
Il soggetto femminile, spesso legato all'EROS, è rimasto nei secoli e lo è ancora di più oggi, il più stupefacente
enigma che il mondo dell'arte abbia mai affrontato.
"L'artista, nel pieno delle sue prerogative maschili, spesso cerca il suo ideale femminile nel corpo di
una donna e lo confronta con le proprie lacune interiori, onde poter definire, attraverso una personale
interpretazione, quella metà di sé che vuol trovare nell'oggetto del suo desiderio."
In esposizione quindi i lavori di artisti italiani e non che si confrontano sul mutevole ed eterno
tema della femminilità attraverso una prestigiosa selezione di dipinti, disegni e sculture della collezione CentroArteModerna.
Gli artisti presenti:
Pietro Annigoni, Alberto Badaloni, Antonio Barberi,
Siro Bandini, Riccardo Benvenuti, Piero Bernadini, Giampaolo Bianchi,
Tiziano Bonanni, Aldo Borgonzoni, Luciano Borin, Cesare Borsacchi,
Antonio Bueno, Giuseppe Cantatore, Giuliana Carlini, Livi Cavedon,
Cerri Debly, Amalia Ciardi Duprè, Salvatore Cipolla, Renzo Galardini,
Renato Guttuso, Vincenzo Fancelli, Enzo Faraoni, Salvatore Fiume,
Mino Maccari, Uliano Martini, Franco Messina, Bruno Magoni,
Domenico Purificato, Lisandro Ramacciotti, Fabio Rossi, Aligi Sassu,
Vyacheslav Shmagin, Valentine Timofte, Ernesto Treccani, Mario Tozzi,
Giancarlo Vaccarezza, Alessandro Volpi, Tono Zancanaro ed altri ancora.
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Aprile 2006 "RITA DE LUCA" - Dipinti ed Incisioni
Maggio 2006 "PERCORSI" Arte Contemporanea: Montagna - Ragazzo - Rougier - Semino
Questa rassegna non solo vuole continuare a valorizzare "la ricerca", "l'interscambio culturale", ma in
particolare "promuovere" gli artisti seguendone negli anni "i percorsi creativi ed artistici" che da
sempre caratterizzano ogni singoli artista, offrendogli così la possibilità di organizzare nei nostri
spazi espositivi una mostra personale (sono infatti 4 gli artisti che verrano selezionati ogni volta).
In questo appuntamento sono presenti Stefano Montagna, Vincenzo Ragazzo, Francis Rougier e Claudio Semino.
Nel recupero, non solo critico scrive R. Nistri, della grande tradizione pittorica del passato Stefano Montagna affonda la propria ricerca di una pittura grande e moderna.
Grande, perché si spinge a riguadagnare attraverso l'altezza dell'intonazione e l'adeguatezza dei contenuti formali, la
nobiltà della sua funzione individuale e collettiva; moderna, perché della modernità gode e subisce tutte le attrazioni.
In questo senso, la pulizia e la ricercatezza delle sue opere non sono vuota memoria di una paradiso (artistico) perduto,
ma precognizione di uno spazio edenico futuro, che non può limitarsi alla superficie dipinta di una tela.
L’ultimo ciclo di opere di Vincenzo Ragazzo - scrive A. Lazzerini - , ancora più delle precedenti, sottolinea, con la materia, i grumi di colore,
le trasparenti velature e la ruvidità “delicata” delle superfici, l’amore che Ragazzo manifesta nei confronti di una natura che si propone per
una risoluzione futura incontaminata, scevra e libera da alterazioni e impurità provocate dalla presenza dell’uomo.
La ricerca pittorica di questo artista conduce, alla definizione plastica di una forma senza la necessità di darne immagine completa,
i paesaggi diventano percezioni visive stimolate dal colore. Le opere si sviluppano e prendono vita propria, spesso inquieta ,
altre volte irruente, altre ancora velata di poesia e rimpianto.
I lavori di Francis Rougier (di madre svizzera e padre caraibico) sono di ampia varietà, sempre alla ricerca di non solo nuove forme figurative,
ma anche di raffigurazioni di emozioni, pensieri, paura e gioia. Opere d'arte moderna che rispecchiano, nei diversi periodi
della sua vita, lo stato d'animo dell'artista per un bisogno sempre maggiore di esprimermi in un mondo non verbale.
Le linee della pittura di Claudio Semino essenziali alla maniera di Giotto, fluenti e ben definite, come nell’arte di Chagall, i suoi colori
accesi e puri, le sue prospettive semplici ed efficaci contribuiscono a creare un’immagine nitida e chiara che non lascia spazio
all’ambiguità. Questa semplicità del messaggio è alimentata dai toni fiabeschi che arricchiscono le raffigurazioni pittoriche,
proiettandole in una dimensione che tende al surreale, come avviene nelle opere di alcuni grandi poeti epici rinascimentali,
i quali riuscivano a far muovere i propri personaggi tra la realtà e la fantasia.
Il simbolismo dell’artista diventa, dunque, uno strumento per esemplificare la realtà e restituircela sotto
una nuova luce più vera e autentica, non è mai misterioso e inquietante, ma piuttosto invitante
ad una serena riflessione sull’uomo e sulla storia.
Cataloghi in Galleria
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Maggio 2006 " H.W. MARIUS BAUER e KARIEN HEIJTLAGER" Opere Recenti - Pittura e Scultura
In esposizione per la prima volta a Pisa le opere di due importanti artisti olandesi H.W. MARIUS BAUER (pittore) e KARIEN HEIJTLAGER (scultrice) nel'ambito del
loro tour europeo che li ha visti protagonisti di numerose ed importanti mostre sia in Italia che in altri paesi europei.
Karien Heijtlager-Palm è nata 1959 a Hilversum nei Paesi Bassi. Negli anni '90 ha studiato modellatura autonoma
all' accadèmia di belle arti di Utrecht. Ha studiato pittura e scultura ed ha terminato lo studio 1996
con la specializzazione scultura con predilezione per i nudi femminili e maschili, e di animali.
Ha parteciparto a molte nostre nel Nord della Francia ed altre con l'Academie dell'Arte di Utrecht,
svolgendo lavori commissionati anche da enti pubblici (ad esempio "Maladie de Leukemie"
commissionato dall'ospedale di Amsterdam). Numerosi busti e ritratti fanno parte di collezioni private.
Nel suo lavoro, l’artista è ispirata dalla psicologia delle persone: le sue sculture in bronzo accennano
figure umane incompiute o astratte, parlano di relazioni ed emozioni, sprigionano forti passioni.
Nelle sue opere bronzee allora emerge la psicologia delle persone, emergono ed affiorano sulla sperfice metallica le componenti
dell' anima leggibilli nella faccia e nel corpo come la timidezza, l'agressivita, la fierezza, l'amore, la gioa, l'odio.
Nei grandi lavori astratti invece quelle qualita' individuali"soggettive" che venivano fuori nei ritratti vengono oggettivizzate e
depersonalizzate in un' emozione unica que va al di la' del tempo e dello spazio.
Dal 2001 Karien vive e lavora in Toscana.
H.W.Marius Bauer è nato nel 1951 a Oss nei Paesi Bassi e ha frequentato le scuole superiori a Oss e Nimega.
Dal 1970 al 1974 ha studiate scienze naturali presso le università di Groningen e Wageningen.In seguito si è
dedicato completamente alle arti figurative,e per un breve periodo ha studiato progettazione grafica
all'Accademia delle belle Arti, Artibus di Utrecht.
I quadri,che formano la parte piu grande dell'opera di Bauer,sono dipinti su panelli di masonite,compensato o hardboard
e pitturate con acrilati,diluiti in acqua. Ancele vernice sono diluibili in acqua,ad eccezione dell'ultimo strato,compensato
da acrilati,sciolti in sostanze arioatiche. I collage e le tecniche miste vengano eseguiti anche su panelli di masonite,
compensato o board.
Le opere sono caratterizzate dalla composizione decisa.Da un lato ci sono le opere fatte in
un unico stile,spesso figurativo, ne viene accentuata la composizione adoperando speciali principi di
costruzione e/o utilizzando forme,e soprattutto, grazie al trattamento con la vernice e la loro posizione nell'opera.
Queste forme,considerate insieme agli altri elementi nell'opera,possano essere viste non soltanto come oggetti
determinanti per la composizione,ma anche come oggetti,costruzioni o elementi giganteschi dell'uomo nel suo
habitat (p.e. Agricoltura,costruzioni stradali).
Da altro lato si trovano le opere dove le varie forme di stili esistono fianco a fianco,oppure in confronto tra di loro.
In questo tipo di opere la coesione si ottiene soltanto con una composizione forte e persuasivo.Quadri di questa
categoria danno qualche volta l'impressione di essere dei collage. H.W.Marius Bauer viva e lavora in Olanda,Francia e I
talia.
Cataloghi in Galleria
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GIUGNO PISANO 2006 "GIOVANNI MOSCATELLI" Ritratti Nudi - Disegni, Carboncini, Sanguigne
Espone per la prima volta a Pisa, Giovanni Moscateli, artista piemontese che adotta vari tecniche per realizzare le opere che compongono questa sua mostra personale.
Dalla sanguigna, al carboncino, alla grafite oppure a tutto-mina, sono gli strumenti che questo artista adopra. Molti sono i maestri che
Moscatelli ha scelto e frequentato al fine di migliorare sempre di più la propria tecnica. dagli insegnamenti di Sergio Manfredi è passato
alla scuola di Giovanni Cravanzola per iniziare a vivere il contatto con la modella, ala scuola libera del nudo presso l'Accademia Albertina
sotto la direzione di Carlo Giuliano, all'elitaria scuola diretta da Giancarlo Aleardo Gasparin, maestro del restauro e della tecnica a olio.
Gli ultimi artisti che hanno ulteriormente affinato il modo di disegnare e dipingere di Moscatelli sono stati Sandro Lobalzo ed Ermanno Barovero che lo ha avviato all'incisione.
Nè si scorsi che un pittore dell'importanza di Ottavio Mazzonis ha suggerito al nostro autore alcuni consigli e modi espressivi.
In questa mostra pisana sono quindi in esposizione soprattutto una bella serie di figure femminili che nelle più svariate pose colloquieranno con i visitatori di
questa mostra. Molti fogli vedono la modella distesa, fogli realizzati al tratto, oppure con i soli contorni delineati sicché il viso - definito nell'espressione e nei particolari
- subito attrae la nostra attenzione.
Un gruppo di opere vede il disegno occupare tutta quanta la superficie del supporto, sicché solamente i particolari emergono,
ma in generale in tutte le opere si colgono i particolari del corpo femminile, certamente amato dall'autore: il seno inteso con profondo realismo,
le mani segnate dal pulsare delle vene, la schiena che s'incurva rivelando come sotto la pelle la vita prorompa.
L'esaltazione della bellezza quindi, ricercata da un artista che del tema al femminile ha colto ogni sfumatura, anche psicologica, vivendo
il desiderio di sottolineare la vitalità segata che ciascuna modella cela, di leggerne fin anche i pensieri: un omaggio segreto rivolto a tutte
le donne che offrono se stesse all'amore, spirituale o fisico esso sia. (tratto da "Giovanni Moscatelli - Esaltando la bellezza" testo di G. G. Massara 2004).
Giovanni Moscatelli è nato a Venaria Reale (Torino) nel 1937. I suoi interessi spaziano dal paesaggio ai ritratti e ai nudi femminili, che l'artista preferisce chiamare
"Ritratti Nudi" per la precisione con cui ricerca la somiglianza dei volti. Predilige il designo a grafite per l'infinita gamma di toni che consente.
Sue opere si trovano in collezione private di tutta Europa. Vive e lavora tra la Fillandia e l'Italia.
Cataloghi in Galleria
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GIUGNO PISANO 2006 "SALVATORE ATZENI" Opere Sacre
Promossa dal Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato A.T.S.A.A. in collaborazione con il CentroArteModerna,
a cura di Mons. Aldo Armani, con il patrocinio di Provincia e Comune di Pisa presso la Chiesa Romanica di San Piero in Vincoli di Pisa (San Pierino)
sono esposizione, a distanza di un anno, una dozzina di grandi opere su tela di contenuto sacro.
In esposizione vi è infatti la “Crocifissione di San Pietro”, la “Discesa dalla Croce”, le ”Tre compianti di Gesù”,
“l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo”, la “Crocifissione di Gesù”, “L’Assunta”, “l’Annunciazione”,
il “Martirio di San Lorenzo”, per citarne alcune.
Opere nate dall’inconscio di Atzeni dove per anni si sono sedimentati incantamenti ed emozioni,
accumulati in pellegrinaggi a prestigiosi musei d’Europa. Sicché è stato quasi istintivo per
Atzeni il bisogno di confrontarsi in prove emulative delle stesse tematiche presenti nelle raccolte d’arte rivisitate.
Da sempre la sfera del sacro è rifugio per la crisi dell’esistenza. Le amarezze,
le contrarietà, le ingiustizie sofferte nel vivere quotidiano vengono interiorizzate
ed idealmente trasfigurate nelle vicende archetipe offerte a modello dalla nostra
vita. Quindi per Atzeni il rapporto con l’umanità trascende il contingente per configurarsi nell’assoluto.
E’ sintomatico questo ancestrale recupero del passato, rilanciato sul presente. Ed una conferma è
nelle sue scelte di musica barocca, come rapporto per i suoi concerti di solista di chitarra.
Salvatore, infatti, alterna la musica ala pittura e coltiva con uno stesso rigore entrambe le discipline.
… Ma in ogni caso credo che la libertà di espressione al di sopra di ogni condizionamento storico,
e che il linguaggio tradizionale abbia ancora una pienezza di validità. D’altra parte Atzeni, per
la sua stessa confessione, crede fermamente che chi si è nutrito per anni del patrimonio d’arte
più prestigioso del passato non potrà accettare deviazioni e deformazioni,
imposte dalle correnti d'avanguardia. (prof. Sabino Iusco).
Cataloghi in Galleria
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GIUGNO PISANO 2006 "IL MOVIMENTO LABRONICO" Primo e Secondo Novecento
Questa importante mostra inserita nel Giugno Pisano a cura di Massimiliano Sbrana (CentroArteModerna) organizzata dal Ass.ne Tosco Sarda di Arte e
Artigianato A.T.S.A.A., con il sostegno di Provincia e Comune di Pisa,
offre al pubblico più vasto un importante opportunità per conoscere ed approfondire una parte fondamentale dell'arte italiana e toscana del primoe secondo novecento "il Movimento Labronico".
Affrontando il “Movimento Labronico”, bisogna premettere che la maggior parte dei pittori toscani dell'800 e del 900 sono d'origine livornese.
Con il nome Macchiaioli furono chiamati quella schiera di pittori che operarono tra il 1855 e il 1874, i quali resero l'impressione visiva dei dipinti
attraverso le cosiddette macchie di colore.
Accanto a Giovanni Fattori spiccarono nomi illustri come Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti e vari
altri nomi importanti. La corrente macchiaiola, in seguito, avvicinò numerosi allievi che furono battezzati "Post-Macchiaioli" che
pur rifacendosi ai motivi ispiratori e tematici del movimento macchiaiolo, interpretarono la pittura in modo personale.
Tra essi Giovanni Bartolena e Mario Puccini spiccarono fra tutti per le loro origini livornesi ma Adolfo, Angiolo e Ludovico Tommasi, Cesare Ciani,
Llewelyn Lloyd, Plinio Nomellini, Oscar Ghiglia, Ulvi Liegi, Eugenio Cecconi e vari altri immortalarono Livorno, il suo mare e la sua campagna toscana
in migliaia di dipinti oggi d'inestimabile valore.
Da questi due movimenti nacque a Livorno la "Scuola Labronica del Novecento", più vicina ai nostri tempi ma importantissima per quel filo pittorico
ottocentesco. Parliamo di pittori come Renato Natali, Gino Romiti, Cafiero Filippelli, Mario Borgiotti, Benvenuto Benvenuti, Lando Landozzi,
Gastone Razzaguta, Renuccio Renucci, Giovanni Zanacchini, Giovanni March, Giovanni Lomi, Corrado Michelozzi, Raffaello Gambogi,
Carlo Domenici, Mario Cocchi e Alfredo Baracchini.
Questi artisti furono i fautori della nascita (1920) del più antico gruppo europeo, il famoso "Gruppo Labronico".
Oggi Livorno non ha perso la sua passione pittorica, anzi sulla strada dei grandi pittori del passato ha fatto nascere generazioni nuove,
con nuove visioni e nuovi stili pittorici. Livorno può vantare oltre migliaia pittori, alcuni professionisti e tanti hobbisti, ma tutti dotati di forti sentimenti.
Oggi i vari Madiai, De Rosa, Pelagatti, Volpe, Gio di Batte, Fremura, Cavallini, Martini, Mataresi, e vari altri validi artisti come Stefano Ballantini, Tiziana De Felice
oltre agli scomparsi Guido Guidi, Voltolino Fontani, Alvaro Danti, GioBatta Lepori, Masaniello Luschi, Basso Ragni, Ghigo Tommasi, Piero Vaccari mantengono vivo e
fervente l'interesse del pubblico verso la citta di Livorno ma soprattutto verso la pittura.
In esposizione in questa rassegna opere inedite di Guido Guidi (1901-1998), GioBatta Lepori (1911-2002), Voltolino Fontani (1920-1976), Ferruccio Mataresi, Renato Natali (1883-1979), Corrado Michellozzi (1883-1965) , Basso Ragni (Termoli 1921-1979), Roberto Balestri, Avaro Danti, Giò di Batte, ed altri ancora.
In esposizione inoltre alcune importanti opere di artisti pisani tra alcune opere di cui Luigi Gioli.
(f.i.)
Cataloghi in Galleria
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 R. Natali
 C. Domenici
 C. Michelozzi
 R. De Rosa
 V. Fontani
 G. Lepori
 R. Natali
 GiòDiBatte
 A. Fremura
 G. Bartolena
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ESTATE 2006 "ARTISTI IN PERMANENZA" Rassegna di Pittura, Scultura, Grafica
Questo importante appuntamento estivo della nostra città, organizzato negli ampi spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea CentroArteModerna
di Pisa, diretta da Massimiliano Sbrana, propone una vasta e qualificata visione del panorama dell'arte moderna italiana ed in particolare toscana,
con evidente attenzione alla realtà artistica pisana. Essa raccoglie come ogni anno numerose opere pittoriche e grafiche e scultoree dei numerosi Artisti in permanenza presso il CentroArteModerna.
Ecco i nomi degli artisti , alcuni molto noti ed apprezzati nella nostra città, in esposizione che hanno
collaborato a questa mostra:
F. Matarresi, G. Giuliani, C. Borsacchi, P. Lapi, A. Possenti, S. Princivalle. F. Bartalini, P. Bernardini,
A. Volpi, U. Martini, A. Bernardoni, G. Morelli, G. Cerri, Tove Brunn Munch, S. Montagna, S. Atzeni, P. Dell'Aiuto, S. Ballantini, C. Lapucci, M. Bolliger, E. Butturini,
Piet Van Leuven, HW. Bauer, A. Borgonzoni, G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, Antar,
R. De Luca, V. Muscatello, D. Migliorini, S.Loffredo, R. Bussotti, G. Bardeggia, R. Galardini,
M. Cascella, R. Guttuso, M. Maccari, S. Fiume, R. Fontirossi, M. Nebiolo, U. Vittorini, R. Natali, R. Mezzacapo,
A. Bueno, F. Azzinari, G. Dova, V. Viviani, R. Barbuti, M. Schifano, F. Banti, V. Fancelli,
Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, L. Massari e molti altri ancora.
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 U. Vittorini
 A. Volpi
 A. Borgonzoni
 E. Buttorini
 P. Lapi
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ESTATE 2006 "ASPRENO SIMONELLI" EN PLEIN AIR - la pittura dal vero
"EN PLEIN AIR" è il titolo della mostra che in questi giorni (dal 26 luglio al 5 Agosto 2006) è ospitata presso gli ampi spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
CentroArteModerna di Pisa, a cura di Massimiliano Sbrana, del noto pittore pisano ASPRENO SIMONELLI.
Questo bravissimo pittore, fin da giovane ha condiviso la passione per la pittura con quella non meno importante per
il canto. Simonelli è infatti stato apprezzato baritono nella Cappella della Cattedrale del Duomo di Pisa.
Grande amico del pittore labronico Rolando Crociani fin dagli anni settanta (Crociani è scomparso nei primi anni ottanta),
Simonelli è pittore "EN PLEIN AIR", ossia un pittore che predilige la pittura dal vero,
la pittura realizzata sul luogo. I suoi soggetti, da buon toscano, sono quindi principalmente
marine, borgate di paesi, giardini pubblici, campagne aperte specie quelle del pisano e livornese.
Luoghi che confessa Simonelli "mi ospitano e mi intrattengono con le loro bellezze", "atmosfere che con
le loro luci in continuo divenire, sono capaci di infondermi sensazioni di gioia e serenità, che mi spingono
di nuovo all'opera, con pennelli e colori, per cercar di interpretare qualche nascosto segreto di questo divino creato".
Numerosi i giornalisti, critici e riviste specializzate che si sono occupate dei suoi lavori, così come numerose sono le sue mostre collettive e personali, da ricordare l'importante personale alla Galleria Il Navicello di
Torre del Lago Puccini, ed i premi e riconoscimenti; nel 2000 con altri 4 pittori pisani viene infatti premiato quale "Pittore
dell'anno pisano" dal Centro Culturale Bonanno Pisano.
A tutt'oggi, afa estiva permettendo, è ancora possibile incontrarlo a San Rossore,
Marina di Pisa o Lungomonte, se non addirittura nel centro città con la sua vecchia
cassetta, una sedia pieghevole, ed il suo inseparabile cappello di paglia.
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Per la stagione artistica 2005-2006 sono in programmazione numerose mostre personali e collettive.
Il CentroArteModerna collabora inoltre con Enti Pubblici e Associazioni e Privati per la realizzazione, organizzazione e cura di manifestazioni artistiche e culturali.
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