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Agosto - Settembre 2004 - "ARTISTI IN PERMANENZA ESTATE 2004: Rassegna di pittura, grafica, scultura"
Questa importante rassegna che raccoglie annualmente opere pittoriche e grafiche e scultoree di artisti trattati in permanenza dal CentroArteModerna di Pisa.
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
S. Scatizzi, F. Matarresi, A. Volpi, A. Martini, P. Dell'Aiuto, M. Bolliger, E. Butturini, G. Morelli, G. Garuti,
Piet Van Leuven, G. Giuliani, F. Pedrazzi, A. Borgonzoni, G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, Antar, C. Marchi,
R. De Luca, V. Muscatello, D. Migliorini, S. Loffredo, R. Bussotti, M. Cascella, R. Guttuso, M. Maccari, S. Fiume,
R. Fontirossi, M. Nebiolo, G. Brombin, A. Bueno, F. Azzinari, G. Dova, V. Viviani, M. Schifano,
F. Banti, V. Fancelli, R. Barbuti, Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, L. Massari.
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Settembre 2004 - "INCONTRI 2004 - Xa Rassegna Nazionale di Pittura e Scultura "
Organizzata e promossa della
Associazione Tosco Sarda di Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), con il patrocinio dalla Amministrazione
Provinciale di Pisa e del Comune di Pisa, INCONTRI 2004 nasce e si prefigge come scopo principale
quello di portare alla visione del pubblico più vasto uno spaccato delle attività creative di noti
ARTISTI appartenenti al panorama dell'arte italiana ed internazionale.
Paolo Camiz (Roma): Suo materiale favorito è il ferro vecchio, trovato un po' dappertutto, riciclato e presentato in una nuova veste. Due i filoni principali della sua ricerca: quello dei TONDINI, in cui il semplice tondino da cemento armato diventa traccia di un disegno spaziale,e quello degli ASSEMBLAGGI, in cui i frammenti, uguali o diversi, vengono saldati l'uno all'altro, cercando di esaltarne le caratteristiche geometriche o la potenzialità espressiva;
Livi Cavedon (Aosta): Negli anni ottanta inizia a interessarsi ed approfondire lo studio sulla terapia cromatica. Negli stessi anni inizia la sua attività artistica ma è a partire dagli anni novanta che la sua attività espositiva accelera. Sono numerose infatti le mostre personali e collettive che lo vedono protagonista sia in tutta Italia che all’estero. Cavedon è pittore autentico, che senza sofisticazione mentale esprime l'identità
vera, concreta, palpabile del pittore, tessuta di una misteriosa luce soprannaturale;
Guido de Filippo (Salerno): Dopo un ventennio di forzato silenzio, legato agli impegni di medico ripende la sua attività artistica. Una pausa che ha contribuito ad una maturazione interiore sfociata in un originale discorso artistico. E' un discorso che spazia nel sociale, nel filosofico, frutto di una concezione di vita volta a conferire, quasi naturalmente, pari dignità e rispetto a qualsiasi tipo di creatura vivente. Il suo stile molto personale, intriso di Spiritualità, di Metafisica e di Anima, può senz' altro essere definito col fantasioso termine caro all' Autore di "animetafisico";
Sergio Fini (Lucca): La comunicazione è la base della ricerca esistenziale di Fini che sempre più spesso usa il mezzo
cromatico e il segno grafico come dialogo liberatorio. Nella sua pittura infatti la parola lascia l’espressione sonora
per diventare colore e definire segni-codice che permettono un silenzioso colloquio con l’interiorità dell’artista e un rapporto dialettico con l’esterno.
Michela Radogna (Pisa): Pittrice, scultrice e ceramista, inizia la sua attività di artista alle soglie degli anni 70. Le sue mostre, le sue esposizioni si muovono prevalentemente tra Zurigo e Lugano.
Agli inizi degli anni 80 partecipa al Festival dei Due Mondi che si svolge a Spoleto ed inizia così un giro di mostre per l'Italia e l'europa. La Radogna è mirabile interprete di eleganti forme evocative impregnate di quella antica cultura toscana
invidiataci da tutto il mondo;
Mauro Rigacci (Firenze): Ritrattista, pittore e scultore nasce a Firenze nel 1947 dove inizia la sua attività artistica giovanissimo.
Partecipa sin dal 1962 a mostre personali e collettive ottenendo premi e riconoscimenti.
Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia ed all’estero. Attualmente vive e lavora a Firenze.
Claudio Semino (Genova): Nella sua opera cerca di infondere un po' della sua sensibilità, con un po' di quell'ironia che la vita ci riserva, con quel senso metafisico che ci accompagna,
con il surreale che si nasconde e si insinua in molte situazioni, con l'amore per quei maestri e con quei colori che si accendono
nella sua mente come flash-back della memoria e come tali si fissano sul supporto pittorico;
Laura Venturi (Pisa): Linee embrionalmente concepite come astratte prendono corpo in andamenti fluttuanti e illusoriamente liquidi capaci di debordare oltre i confini del campo prettamente visivo,
sollecitando in chi guarda esperienze emotive che rapiscono in atmosfere trasognate, atemporali, e se queste note di distesa levità, cercassimo un che di
tenebroso, pronto ad introdurci, negli imperscrutabili anfratti di un'atmosfera carica di mistero, non rimarremmo delusi.
Cataloghi in Galleria
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Ottobre 2004 - "TOVE BRUUN MUNCH - Dipinti / Paintings
Ottobre 2004 - "PIERSANDRO COELLI - Quando ero adulto ...
Scrive Truman Capote "Non occorre essere pazzi per vivere,
ma falita le cose"
.. più passano gli anni più Piersandro Coelli diventa incorreggibile. E non solo perché non intende rinunciare alle sue donnine sempre svestite quanto basta, o per la sua vena ironica che non risparmia nessuno. Il fatto è che, sarà la vicinanza di Simonetta(?!), anziché invecchiare sembra tornare bambino.
Ne sa qualcosa la sua vena creativa, che sembra sbocciare di giorno in giorno, riversando sui suoi lavori un'insospettabile freschezza.
Piersandro sa essere anche molto cinico, basta guardare come interpreta un qualsiasi giorno lavorativo in banca, con la coda perenne agli sportelli ed il noiosissimo consiglio d'amministrazione,
tutto mentre qualche impiegata lavora a maglia, qualcun altro guarda la tv,
la segretaria ... beh, quella ha sempre da fare, ma , quando capita qualche
rapina, allora sì che la giornata si fa più movimentata!
(tratto da "quando ero adulto ..." a cura di Adelinda Allegretti)
In esposizione anche alcune foto di Simonetta Rondinò Coelli.
Catalogo in Galleria
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Ottobre - Novembre 2004 - "RENZO GALARDINI: Opere/Works 1970 - 2000
Renzo Galardini nasce a Pisa nel 1946. Dopo essersi diplomato all'
Istituto d'Arte di Lucca in ceramica frequenta corsi di scenografia all'
Accademia d'Arte di Firenze. Oggi vive e lavora a Cecina (Li).
Nelle composizioni più lontane (1969), si avverte un residuo sapore
scolastico negli impianti compositivi e nelle memorie culturali che rilevano
un'impostazione classica dove alla severità della tecnica corrispondeva un
adeguato impegno tematico. Attraverso queste opere Galardini dichiarava il
proprio pessimismo e insieme la forza di una generosa reazione emotiva alla
contestazione della cruda verità esistenziale.
Nel ciclo successivo (1974) di opere a tecnica mista Galardini elabora l'
originaria impostazione classica in moduli estenuati che diremmo manieristi,
con un'accentuazione espressiva dei volti e un'enfatizzazione dei gesti che
trasformano la scena in un accadimento irreale, da sacra rappresentazione.
In questi anni Galardini prepara il terreno ai recuperi iconografici
neo-medioevali che comparirà negli ultimi anni Settanta, quando in chiave
fantastica riproporrà lo spirito antico della sua città rivisitandone gli
emblemi araldici, i monumenti insigni, i motivi più alti della cultura
tradizionale rifluita nel folklore. Per quanto accolito nello sprizzo dell
'ironia, il discorso dissacrante e anche inquietante proseguirà a partire
dagli anni Ottanti fino ai giorni nostri, con un apparato iconografica
sempre pieno di sorprese e preziosità grafiche e pittoriche.
In conclusione, Renzo Galardini possiede la capacità di essere moderno in
virtù non già di un'adesione esterna a mode culturali correnti, ma anche
della partecipazione ad una problematica che è degli uomini di ogni epoca e
civiltà. Ed è moderno utilizzando da artista di oggi un linguaggio grafico e
pittorico che tiene conto della lezione - morale prima che tecnica - degli
antichi. Il passato non è pretesto per aride riproposizioni accademiche di
stilemi armai svuotati di senso. Il passato rappresenta, al contrario, un'
eredità attuale perché idonea a significare, con la metafora dell'arte, la
complessa condizione umana del nostro tempo.
(Nicola Micieli da "Renzo Galardini - Contemporary Italian Master" Ed. B&V).Cataloghi in Galleria
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Ottobre - Novembre 2004 - "ARTISTI LABRONICI 2004"- Rassegna di Pittura
Curata da Massimiliano Sbrana, la rassegna "Artisti Labronici 2004", aperta al pubblico nei giorni scorsi presso
gli spazi espositivi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea CentroArteModerna sul Lungarno Mediceo a Pisa,
vuol essere la prima di una serie di eventi e manifestazione dedicate agli artisti livornesi del primo e del
secondo Novecento ed in generale alla scuola labronica.
In esposizione in questa prima rassegna opere inedite di Guido Guidi (1901-1998), GioBatta Lepori (1911-2002),
Voltolino Fontani (1920-1976), Ferruccio Mataresi, Renato Natali (1883-1979), Corrado Michellozzi (1883-1965)
, Dino Pelagatti, Basso Ragni (Termoli 1921-1979) ed altri ancora.
Guido Guidi, già in tenera età disegnava per aiutare il padre nel lavoro. Nell'arco della sua importante carriera
sono tre i periodi fondamentali nella sua ricerca: dal 1920 in cui si avverte la lezione del grande pittore
macchiaiolo Giovanni Fattori; dal 1943/44 in cui la sua pittura si caratterizza da dipinti raffinati, luminosi,
con prevalente uso delle terre; dal 1953 attraverso una metamorfosi nasce l'ultimo periodo caratterizzato
da una colorazione più intensa, da un esecuzione più gestuale.
Voltolino Fontani ironico, battagliero, innovativo, anticipò Salvador Dalì, nella denuncia del pericolo nucleare
e nella plasticità della forma, ideò il movimento Eaista "Era atomica 1948" e contestò chi lo considerava
troppo influenzato dalle teste lunghe di Modì, producendo fanciulle malinconiche con le teste allungate e
schiacciate come dischi volanti.
Giobatta Lepori, autodidatta, ha compiuto un percorso artistico molto personale, basato sulla istintiva
ricerca e applicazione dei valori cromatici. Mai inserito in una corrente artistica precisa è sempre
stato etichettato come postmacchiaiolo, forse per la grande amicizia con Renato Natali. Conosciuto
in maniera riduttiva anche come "Pittore dei pesci" ha lasciato un vasto patrimonio di opere a
testimonianza della lunga e fiorente produzione artistica.
Renato Natali è senz’altro il pittore prediletto dai livornesi, proprio per la sua
passione nell'illustrare tutti gli aspetti della sua città: la Livorno di Natali
scaturisce dalla sua fantasia creativa, all’interno del suo studio e nella rielaborazione
degli appunti presi dal vivo.
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 G. Guidi
 V. Fontani
 G. Lepori
 F. Mataresi
 C. Michelozzi
 D. Pelagatti
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Dicembre 2004 Gennaio 2005 - OBBIETTIVO SU ..."FRANCESCO MESSINA: Dipinti e grafica"
Dicembre 2004 - Febbraio 2005- "GRAFICA D'AUTORE: OPERE SCELTE" - 4a Edizione
Questa rassegna, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana direttore del CentroArteModerna, giunta alla sua quarta edizione,
raccoglie opere grafiche (litografie, serigrafie, acqueforti, incisioni, tecniche miste, pastelli) dei maggiori
artisti italiani, tra i quali e’ doveroso ricordare:
P. Annigoni, F. Azzinari, A. Borgonzoni , C. Borsacchi, A. Bueno, R. Bussotti, L. Cavedon ,G. d'Avenia, R. de Luca, G. Cantatore,
M. Cascella, G. Dova , E. Faraoni, S. Fiume , R. Fontirossi, F. Gentilini, V. Guidi, R. Guttuso, M. Maccari, G. Migneco,
R. Natali, U. Nespolo , A. Possenti , D. Purificato , A. Sassu, M. Schifano, O. Tamburi , E. Treccani ,
G. Tognoni, M. Tozzi, R. Vespignani , G. Viviani, V. Viviani, A. Volpi, T. Zancanaro.
Tra essi spiccano sicuramente i pisani Cesare Borsacchi, Rita de Luca, Renzo Galardini, Vero Pellegrini,
Giancarlo Tognoni, Giuseppe Viviani, Alessandro Volpi.
Catalogo in formato elettronico (pdf) su richiesta.
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 M. SChifano
 A. Sassu
 F. Gentilini
 O. Tamburi
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Febbraio - Marzo 2005 "OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE" - 5a Rassegna d'Arte Contemporanee
Questa importante rassegna organizzata e curata da Massimiliano Sbrana Direttore Responsabile CentroArteModerna giunta ormai alla
5a edizione, raccoglie artisti provenienti da tutta Italia e come consuetudine rivolge l'attenzione verso il grande patrimonio di creatività degli
artisti che, per diversità di indirizzo e di ricerca, per pluralità di linguaggi e di tecniche, rappresentano una consistente realtà nel panorama
odierno dell‘arte contemporanea. Una vetrina questa che consente pertanto agli artisti invitati da tutta Italia anche di mettersi alla prova,
di incontrare la loro sensibilità con le tendenze e il giudizio del pubblico più vasto.
Ecco gli artisti presenti
Andrea Canu
Nasce a Piacenza, dove vive e lavora. Inizia a interessarsi alla pittura fin da bambino, preferendo una formazione artistica da autodidatta. All'inizio degli anni 90 inizia a viaggiare per l’Europa prima, in Sud America poi, alla ricerca di paesaggi incontaminati.
Universo meraviglioso, quello dei suoi dipinti, in cui si respira un’aria silenziosa, incontaminata, dove cielo, mare, terra emergono carichi di emozioni intense. Di matrice figurativa, le sue opere, dimostrano una pittura solare, sempre animata da minuziosa descrittività e da raffinata atmosfera. Uno stile autonomo che simboleggia un panorama significativo e consapevole sia del punto di vista estetico che concettuale.
Laura Matteoli
Nasce a Livorno. Da sempre attratta dalle arti figurative e profondamente interessata alla pittura, non ha frequentato scuole o accademie d’arte. Dal 1992 comincia a lavorare con l’acquarello che non ha più abbandonato.
I suoi acquarelli manifestano una genuina freschezza espressiva e una carica emozionale non comune.
Essi traggono la loro forza suggestiva e il loro potere seduttivo in quel qualcosa di infantile che alberga in ognuno di noi. I suoi paesaggi fantastici, il suo alfabeto segnico, primitivo e vibrante, creano dei racconti onirici capaci di risvegliare la voglia di meraviglioso che c’è in noi.
Stefano Montagna
Nasce a Voghera, si diploma al Liceo artistico a Como, poi all’Accademia di Brera a Milano. Vive per molti anni in Canton Ticino, poi, nel 1991/92, in Africa come volontario. Dal 1996 ricomincia a dipingere in Toscana, a Lucca. Il silenzio in cui vivono i dipinti di Stefano Montagna richiama lo stupore cosmico così ben evocato nel Protovangelo di Giacomo, quando tutto ciò che affolla il concitato teatro della vita, i pastori, le pecorelle, gli uccelli del cielo, le stelle del firmamento, l’acqua del torrente e lo stesso Giuseppe che è voce narrante, tutto si blocca nel gesto che stava compiendo, per restare immobile, in quell’aria senza tempo, finché l’Evento non si sia compiuto.
Elena Murer
Pittrice e progettista grafica, ha esordito con la riproduzione dei suoi primi lavori in serigrafia artigianale.
Dal 1980 svolge l’attività di progettista grafica per la Provincia di Pisa - città dove si è trasferita e dove ha coltivato la passione per le arti figurative frequentando i pittori e gli incisori qui incontrati. Dagli ultimi anni ‘90 approda all’uso di tecniche digitali ed elettrografiche con risultati che soddisfano pienamente la sua vena creativa e moltiplicano gli effetti fin qui ottenuti artigianalmente. La sua produzione pittorica comprende olii su tela e su carta, lavori su seta, su stoffa, acquarelli, tempere e pastelli ad olio, tecnica quest'ultima, che maggiormente soddisfa le sue esigenze espressive.
Francesca Sivori
Genovese di nascita, vive e lavora alla Spezia. Si è diplomata al Liceo artistico di Carrara ed ha conseguito specializzazioni in Computer Art e Grafica pubblicitaria. Ha iniziato la sua attività negli anni Ottanta, esponendo, dai primi anni Novanta, in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, La Spezia, Pisa, Bologna, Monaco Germania, Massa, Roma, Genova, Buenos Aires Argentina.
Le opere degli anni più recenti, nascono da una ricerca negli eventi emozionali che affiorano dall’interno, dalla stanza rossa del sé dove l’incandescenza delle pulsioni e dei bisogni, l’ombra e la fantasia, premono fino ad inventare una ben “tangibile” realtà.
Catalogo in formato elettronico (pdf) su richiesta.
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 A. CANU
 A. CANU
 L. MATTEOLI
 L. MATTEOLI
 S. MONTAGNA
 S. MONTAGNA
 R. MURER
 R. MURER
 F. SIVORI
 F. SIVORI
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Marzo 2005 "MARTA DELLA CROCE: Chiaroscurità
Si è inaugurata nell'ambito della seconda campagna di Promozione delle Arti Visive Contemporanee 2005,
organizzata dall'A.T.S.A.A. (Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato), la mostra personale dell'artista toscana
MARTA DELLA CROCE dal titolo "CHIAROSCURITA'", patrocinata dalla Provincia di Pisa, dal Comune di Pisa, dalla
Circoscrizione 6 e dallAccademia Nazionale dell’Ussero di Arte Lettere Scienze.
Marta Della Croce è nata in provincia di Pisa (Vecchiano) nel 1949, dove ancora vive.
Ha completato gli studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi nella sezione di pittura nel 1973.
Attratta in quegli anni formativi da varie correnti pittoriche europee, dal cubismo all'espressionismo al surrealismo,
mostrò gli esiti della sua ricerca in una personale del 1976, e si trattava di un sintetismo ove convergevano le diverse
suggestioni culturali, risolvendosi in larvate forme di memoria organica ma di rimando psicologico una realtà interiore
complessa e turbata.
Nel prosieguo la sua ricerca si è orientata verso un linguaggio di più piena e aperta figurazione,
ma non meno espressivo di modi psichici e inquietanti che, chiedendo di tradursi in momenti di comunicazione,
hanno decisamente indotto una scelta figurativa giocata sulla metafora. Sotto specie di fabula, le tele si sono
così popolate di curiosi personaggi che compiono azioni scomode, sgradevoli o impossibili. Importanti, ai
fini delle sue esperienze pittoriche, le realizzazioni di opere murali per le
chiese di Sant'Alessandro a Vecchiano (1988-1992).
Il 19 Marzo inoltre sarà presentato il terzo volume del poeta pisano Nilvano Sbrana dal titolo "Delirio d'amore" con
testi critici del Prof. Piero Floriani, Dott. Maria Rita Montagnani, testimonianze del
Dott. Sandra Lucarelli, Dott. Marco dei Ferrari, Prof. Gino Alabiso; il volume, edito da Fabrizio Felici Editore, è illustrato dalla pittrice Marta della Croce.
Cataloghi in Galleria.
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Marzo - Aprile 2005 "ARCHIVIO D'ARTE: Contemporanei
Questa importante rassegna pisana, ormai giunta alla sua sesta edizione, ordinata da Massimiliano Sbrana,
raccoglie con cadenza annuale le opere di importanti artisti italiani e europei che nel corso dei quasi 30 anni
di attività del CentroArteModerna hanno esposto nei suoi spazi.
Quest'anno la rassegna ARCHIVIO D’ARTE è dedicata al un gruppo di Artisti CONTEMPORANEI.
Sull'opera di Aldo Borgonzoni esiste una spretigiosa e sterminata letteratura critica che per singolare concordanza lo indicano come
una delle più fertili e vivaci personalità del novecento italiano.
Cerare Borsacchi viaggiatore per mestiere e per passione ha percorso nella sua vita paesi di tutti continenti (specie Africa e America latina)
ripropondendo poi nelle suo opere, sia esse incisioni o olii, immagini sensazioni ed emozione di quei lontani luoghi.
Bruno Magoni è pittore che non subisce la realtà circostante, ma su di essa interviene con strumenti propri della creatività umana,
e cioè con tutto il patrimonio delle espressioni e delle conoscenze accumulate dall'uomo
nella inesorabile scansione del tempo.
Guido Morelli, pittore ligure ma da anni trasferitosi a Piacenza utilizzando appropriati tagli prospettici riusce a
trattenere nelle sue tele i colori e le emozioni che solo il paesaggio ( e quello toscano in particolare) può scaturire.
La pittura di Milena Moriani è difficilmente imbrigliabile in una limitata definizione, si muove
dal figurativo al disfacimento astratto che ancora mostra dei segni riconoscibili dell'esistenza delle cose. .ogni gesto rivela un profondo amore per la vita, si pone come
risposta alle attese mancate e recuperabili almeno attraverso la bellezza del dipinto'.
Vyatcheslav Shmagin (Dubna - Russia)si colloca tra espressionismo e fiaba, tra folclore e cultura,
come per lo più si è soliti inquadrare un suo celebre connazionale quale Chagall, estremamente legato alla pittura di impronta popolaresca ed etnica.
Cataloghi in Galleria.
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Aprile 2005 "ETTORE MAGNI: Opere recenti
L'inizio della sua carriera
è intorno agli anni '55. A Padova frequenta il Maestro Piero Bertaccio, che gli sarà mentore e gli studi del
Belzonella, Sartori, Schiavinato ed altri ancora, senza mai legarsi stilisticamente ad alcuno. Così sin dall'
inizio sviluppa una tecnica definita minimalista, ma forse più correttamente potremmo definire"soggettivistisca".
E' il particolare, più che il totale arrotolato su se stesso, il distintivo che diviene il soggetto-oggetto..
Cioè lo stimolo eidetico fuoriesce dall'insieme, e sarà il particolare che vorrà descriverlo.
Le parvenze che noi vediamo, Magni le interpreta con una sua "precisa unicità", dovuta sia alle
lunghe permanenze all'estero (Gemania, USA, Corea, Giappone, UK, Turchia) sia da un suo uso
parsimonioso dei colori, come quantità fisica e ridotta scelta cromatica, sia applicando
pigmenti od olii sulla parte non preparata di differenti tele, per qualità e tessitura,
al fine di sfruttarne questi fattori tecnici.
Cataloghi in Galleria.
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Aprile - Maggio 2005 "ANDREA BERNARDONI: PAESAGGI"
Sembra muoversi lentamente
come un fiume magmatico, il colore che Bernardoni riversa sulle tele, seguendo il flusso delle proprie emozioni.
Ma il delicato registro timbrico e la stesura lieve e vaporosa, fanno dell’impasto cromatico materia vibrante,
densa di suggestioni e palpiti interni. Realtà e memoria si fondono dando origine a forme sciabolate, tutte da
intuire, che affiorano alla luce e si dissolvono in atmosfere respiranti l’eco di un vissuto lontano, orse
primordiale, lasciando un’impronta decifrabile del loro esistere, una traccia che il tempo non cancella ma
che perennemente plasma, disfa e ancora rimodella. ... (tratto dal catalogo "Andrea Bernardoni: Opere" 2004;
testo Dott. G. Gentilini)
Andrea Bernardoni nasce a San Casciano Val di Pesa (FI) nel 1953. Inizia a dipingere nei
primi anni settanta e prosegue, in alternanza di alti e bassi, fino al 1986. Da questo momento
in poi il suo impegno pittorico non conosce soste; numerose sono infatti le mostre che in questi
anni lo hanno visto protagonista sia in Italia che all’estero.
La mostra è promossa dal A.T.S.A.A. (Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato nell'ambito della campagna di Promozione delle Arti Visive Contemporanee 2005, ed è patrocinata dalla Provincia e dal Comune di Pisa.
Cataloghi in Galleria.
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Maggio 2005 "UMANA FRAGILITA': Miculan / Peresson / Simonit "
La nascita di un collettivo d'arte è
come la scoperta di una nuova stella in una costellazione infinita dove ogni corpo celeste risplende la luce che
può o che gli viene consentita dal riverbero invadente di altre stelle magari più alte e solenni. Questo gruppo
friulano (due pittrici e un pittore) a contraddire quanto scritto sopra si ritrova invece unito a condividere una
intensa riflessione sulla condizione transeunte dell'uomo e le sue infinite ragioni esistenziali.
Una riflessione univoca su ciò che tale condizione è in relazione al divenire. Quindi pensiero rivolto all'umana fragilità, alla
nostra natura immanente che nulla regala ma che, per converso, pretende di essere compresa come mistero preliminare,
preludio dogmatico del Sacro, della natura trascendente che è in noi.(tratto dal Catalogo "Umana Fragilità" 2005 testo Giancarlo Bonomo)
Milena Miculan: Spezza i suoi corpi umani come biscotti mari sospesi in una dimensione coloristica irreale ed irrituale lontana dalla logica formale precostituita. Nata a Udine vive e lavora a Medea (GO)
Antonella Peresson: Coinvolta con maestria tecnica nella liturgia del nudo femminile, scompone e ricompone i suoi corpi fino a realizzare la pesantezza anatomica, il volume delle
masse, dopo una indagine di chiaro riferimento espressivo. Vive e lavora a Udine sua citta natale.
Alberto Simonit: e' l'anima informale ed anarchica del gruppo, immerso in un mondo privatissimo caratterizzato da luci
improvvise e taglienti, sottili lamenti lontanoi e stati di cosienza turbati dalla cupa comsapevolezza di un mondo andato
a male travolto da sorella soferenza, ch'egli tuttavia non approva. Nato a Trieste vive e lavora a Muggia (TS).
Cataloghi in Galleria.
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Maggio - Giugno 2005 "SALVATORE ATZENI: Dipinti e Grafica"
L'avventura ha inizio a Cahors nei primi anni 70: Salvatore Atzeni espone i suoi disegni
e tiene una serie di concerti di chitarra classica in questa bella città del Lot, in Francia.
L'artista beve un caffè ... Sulla caffettiera, mentre meccanicamente mescola il liquido
scuro, osserva le sue dita muoversi riflesse nel metallo luccicante ... simili a gambe e
braccia che si agitano ... Dal coperchio aperto scaturisce un viso ... il suo.
Il blocco degli schizzi, la matita, sono lì, a portata di mano: le forme si sistemano al
loro posto, vicine alla figura umana. Ed ecco, è la prima caffettiera antropomorfa!
Salvatore Atzeni vuole rendere evidente l'asservimenlo dell'uomo, divenuto schiavo
dei suoi stessi prodotti, che resta per ore imbottigliato in una coda di macchine sull'autostrada, chiuso nella scatola metallica a quattro ruote che sembra essa stessa una caffet-
tiera ... Preoccupato per la condizione dell'uomo, Atzeni ne denuncia, con profonda
ironia, questo modo di perdere la propria identità.
Da allora le caffettiere hanno subito una continua evoluzione. Le prime si muovevano sullo sfondo di paesaggi fiamminghi: oggi Atzeni le fa vivere nelle cattedrali già
disegnate in periodi precedenti.
L'opera assume così il suo tratto originale, quando le caffettiere entrano nelle chiese. Delle chiese particolari, dove le grandi finestre dalle grate spezzate lasciano trasparire un po' di speranza.
Inizialmente le caffettiere sono essenzialmente metalliche e descrittive, successiva
mente hanno indossato abiti e mantelli, ma è stato necessario attendere una decina
d'anni.
Sorgono dalle stoffe, dei becchi, come dei sessi immensi, dei manici, a significare
che i personaggi possono in ogni momento essere ghermiti, manipolati.
I personaggi esprimono il dramma intcriore dell'uomo, nascosto nei quadri molto
duri. Un incontro con il surrealismo: gli osservatori devono interpretare e leggere l'immagine, ciascuno a suo modo, secondo la propria sensibilità.
Un'opera che occorre saper esplorare alla luce di alcuni simboli ricorrenti. (testo di Hubert Beauchamp)
HANNO SCRITTO: La Stampa, L'Unità, L'Unione Sarda, L'Altro, Tutto Quotidiano,La Nuova Sardegna, Arriba, Gazeta dell'Arte, Informaciones, Le Bien Publique, Le
Dépéches, Le Centre Sud, L'Indipendant, Le Midi Libre, Le Sound Ouest, L'Echo du Centre, Le Centre Presse, Le Centre Soud, La Bourgogne, Nice Matin, Le Var, II Gazzet-
tino di Venezia, Gazzettino di Padova.
SUE OPERE SI TROVANO: Italia, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Svezia, America, Giappone.
Cataloghi in Galleria.
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Giugno 2005 "ULIANO MARTINI: Opere inedite"
Questa interessantissima mostra realizzata a cura dell'ASS.NE TOSCO SARDA DI ARTE E ARTIGIANATO nell'ambito
degli "ITINERARI ARTISTICI PISANI", con il contributo di Provincia e Comune di Pisa, commemora a
distanza di dieci anni dalla scomparsa la figura di Uliano Martini.
Davanti alla pittura di Uliano Martini -scrive il Prof. Dino Carlesi-, un amico che visse le sue
esperienze artistiche non differenziandole mai dalle scelte di vita e che fu capace di tenere costantemente
uniti i modi di essere e di operare in questa tormentata vicenda umana e il correlativo modo del suo raccontarla
per immagini che non dovevano mai tradire la sua vocazione di esistere in fraternità con gli altri. Certamente questa
attitudine ad ascoltare il mondo degli indifesi, dei perdenti, degli avviliti, non poteva avere un'origine
lontanissima: prima della guerra il suo tirocinio trascorso negli studi degli amici pittori dovette essere
solo un appassionato contatto con le tecniche e le modalità spesso accademiche di un far pittura che
soddisfacesse le brame narrative di un uomo che forse voleva compensare la sua vocazione al silenzio
verbale con la piú eloquente narrazione delle immagini dipinte.
Uliano Martini é nato a San Giuliano Terme (Pisa) il 7 aprile 1922, é morto a Pisa il 1 marzo 1995. Conseguita la maturitá scientifíca, si iscrisse alla Facoltá di Architettura a Firenze,
ma non compi gli studi. Si diplomó quindi, da privatista, all'Accademia di Belle Arti di Carrara, nel 1959; l'anno successivo prese l'abilitazione all'insegnamento del disegno
ed entró nella scuola come docente di educazione artistica.
Si é formato nell'anteguerra in un gruppo di artisti, tra i quali Salvatore Pizzarello e Renzo Lupo, che si coagulava intorno alla fígura di Franco Russoli.
Intenso é stato, nel dopoguerra, il sodalizio con Renzo Bussotti e Vero Pellegrini.
La sua pittura é sempre stata particolarmente sensibile ai valori umani e sociali piú intensi e primari, incline a rappresentare situazioni emblematiche
di umanitá toccata e ferita dall'ingiustizia e dalla violenza.
Non molto numerose le sue presenze espositive. Si registrano solo poche mostre personali. La prima é del 1955, alla Galleria 1 Galli di Pisa.
Seguono le mostre alla Galleria Artecasa di Pisa nel 1967 e nel 1971. Una personale tematica, presentata da Tono Zancanaro, é quella delle "Nature morte"
alla Galleria Dei Giorni di Pisa nell980. Nel 1986 , presentato da Dino Carlesi, espone nella Galleria Centroartemoderna di Pisa, dove torna nel 1992 con i "Paesaggi".
Nella Galleria Nuages di Milano presenta nel 1989 i suoi"Cieli", che incontrano il consenso critico di Giorgio Soavi. L'ultima esposizione é quella del 1992 alla
Galleria Quasar di Piacenza.
Tra le rassegne e le mostre collettive, ricordiamo: il "Premio Pontedera" nel 1955; il "Premio Modigliani" a Livorno nel 1956; 1"'VIII Rassegna pisana di arti figurative"
nel 1968; la rassegna Incontri pittorici pisani a San Giuliano Terme nel 1981; la "Rassegna pisana di arti figurative", a cura della Galleria Macchi nel 1982 a Pisa.
Nel 1997, a due anni dalla scomparsa, la Provincia e il Comune di Pisa lo ricordano con un'ampia retrospettiva alla Limonaia di Palazzo Ruschi. Seguono, promosse
dai rispettivi Comuni, la mostra delle opere degli anni '50 nella Sala delle Terme di San Giuliano, e la rassegna sull'ambiente formativo ordinata a Villa Pacchiani di Santa Croce sull'Arno.
Nel 2005 il CentroArteModerna di Pisa in collaborazione con Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato con la Provincia e il Comune di Pisa, a dieci anni dalla scomparsa,
organizza una mostra di opere inedite appartenenti alla collezione della famiglia.
Sue Opere sono in permanenza presso il CentroArteModerna.
Cataloghi in Galleria.
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(25-26) Giugno 2005 "oKKAsioni: Rassegna non rassegnata di Arte Giovane"
Il termine dal quale trae spunto questa che vuole essere una rassegna d'arte giovane, aperta alle nuove tendenze contemporanee, è proprio occasioni.
Le occasioni possono essere molteplici, è questo è sicuramente l'auspicio di chi promuove questo evento teso a tirare le fila di una giovane arte che a Pisa e
dintorni sembra vivere di nuovi fermenti di nuove idee e creazioni suscitatate da una certa voglia di riappropriazione dei valori culturali e umani che da sempre
distinguono Pisa. L'ateneo pisano è fucina di idee e culture differenti che ogni anno convergono e trovano, grazie alla tradizione secolare di questa città, terreno
fertile dal punto di vista dell'interesse per l'arte. Queste energie creative spesse volte trovano difficoltà a emergere e a rendersi visibili per la mancanza di luoghi
preposti a tali fini o semplicemente per la mancanza di stimoli intesi come energie propulsive dell'espressione. Eppure è proprio nel confronto tra i diversi saperi
e le diverse culture che nascono le migliori espressioni. In città le occasioni di espressione per i diversi giovani artisti che la frequentano sono ancora poche o
magari a scadenza annuale, lo sforzo che la Galleria CentroArteModerna cerca di fare è proprio quello di dare una continuità a queste Okkasioni intese
come brevi e vibranti eventi d'arte.
Aprendosi a nuove forme d'arte come la video-art, alla performance, all'installazione la galleria cerca di stimolare e far rivivere anche i linguaggi
tradizionali come la pittura la fotografia o la scultura. L'idea è quella di proporre nella splendida cornice-vetrina sita sul Lungarno una serie di brevi eventi
come proiezioni di cortometraggi o performance musicali, esposizioni, che vivano nello spazio di un pomeriggio offrendo allo spettatore degli assaggi di ciò
che di nuovo c'è in città.
Come tutte le buone occasioni va quindi sfruttato il momento in modo che l'occasione non resti unica, per fare questo ci vuole tutta
l'energia degli artisti e la massima disponibilità dello spettatore a essere atttraversato da linguaggi nuovi, questa è la prima delle
OKkasioni tesa a stimolare le successive.
In questa occasione ci saranno degli assaggi d'arte con le proiezioni di video di Sara Morelli, Antonio Zavagli, Gaia Franceschi, Rosario Gennaro e le performance di Massimo Pasca alias PapaMassy che si esibbirà in un dialogo poetico con una radio, e la performance di pianoforte e computer di Antonio Petrocelli e Leo Ghirulli. Tra le performance previste si esibirà Gianluca Garrapà che leggerà i suoi testi poetici scritti sul momento.
Ospiti della presentazione inoltre due video maker provenienti dalla Basilicata, Riccardo Puntillo e Dino La Canfora che presentano i loro video "Insetti Pop" e "l'amore e' il diavolo".
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ESTATE 2005: "ARTISTI IN PERMANENZA: Rassegna di pittura e scultura"
E' allestita presso gli ampi spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea CentroArteModerna di Pisa, diretta da Massimiliano Sbrana, un importante rassegna che raccoglie opere pittoriche e grafiche e scultoree di artisti in permanenza.
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
S. Scatizzi, F. Matarresi, G. Giuliani, C. Borsacchi, P. Bernardini, A. Volpi, A. Martini,
A. Bernardoni, G. Morelli, G. Cerri, Tove Brunn Munch, S. Montagna, M. Bolliger, S. Atzeni, P. Dell'Aiuto,
S. Ballantini, C. Lapucci, M. Bolliger, E. Butturini, Piet Van Leuven, F. Pedrazzi, A. Borgonzoni,
G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, Antar, R. De Luca, V. Muscatello, D. Migliorini, S. Loffredo, R. Bussotti,
G. Bardeggia, R. Galardini, M. Cascella, R. Guttuso, M. Maccari, S. Fiume, R. Fontirossi, M. Nebiolo,
R. Mezzacapo, A. Bueno, F. Azzinari, G. Dova, V. Viviani, R. Barbuti, M. Schifano, F. Banti,
V. Fancelli, Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, L. Massari e molti altri ancora.
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DIEGO FORTUNATO: "Dal Venezuela ... a Pisa"
L'arte del pittore italiano Diego Fortunato,
da anni residente in America Latina ( vive e lavora infatti tra Brasile, Colombia, Venezuela e Argentina),
potrà essere vista e ammirata questa estate presso gli ampi e luminosi spazi espositivi al CentroArteModerna di Pisa
(Lungarno Mediceo n.26), diretto da Massimiliano Sbrana.
Con un percorso cominciato negli albori dei sessanta con i suoi famosi "Garabatismos",
Fortunato ha presentato mostre in quasi tutto il mondo, dove è stato elogiato tanto dalla critica come del pubblico.
Amico personale del noto artista colombiano Fernando Botero, ha condiviso con esso parte del percorso creativo negli
anni '70.
Di lui si sono occupati critici internazionali tra i quali spicca il critico e storico d'arte Peràn Erminy, che ha scritto:
" Fortunato è un poeta del pennello. Non è facile trovare nella storia espositiva degli ultimi decenni una pittura che illustri
così bene l'evoluzione del chiaroscuro, magistralmente invocato dal pittore, a volte, utilizzando
un solo colore, altre mescolando in una sorte di caos perfetto e armonico la pittura che lascia scorrere al arbitrio".
In questo tour europeo Diego Fortunato sta prerando la prossima stagione espositiva che lo vedrà protagonista con numerose mostre personali in Europa e in Italia.
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Per la stagione artistica 2004-2005 sono in programmazione numerose mostre personali e collettive.
Il CentroArteModerna collabora inoltre con Enti Pubblici e Associazioni e Privati per la realizzazione, organizzazione e cura di manifestazioni artistiche e culturali.
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