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Settembre 2003 - "ARTISTI IN PERMANENZA 2003: Rassegna di pittura, grafica, scultura"
E' allestita presso gli ampi spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea CentroArteModerna
di Pisa una importante rassegna che raccoglie opere pittoriche e grafiche e scultoree di artisti trattati in permanenza.
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
S. Scatizzi, F. Matarresi, A. Volpi, A. Martini, P. Dell'Aiuto, M. Bolliger, E. Butturini, G. Morelli, G. Garuti, Piet Van Leuven, G. Giuliani, F. Pedrazzi, A. Borgonzoni, G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, Antar, R. De Luca, V. Muscatello, D. Migliorini, S.Loffredo, R. Bussotti, M. Cascella, R. Guttuso, M. Maccari, S. Fiume, R. Fontirossi, M. Nebiolo, G. Brombin, A. Bueno, F. Azzinari, G. Dova, V. Viviani,R. Barbuti, M. Schifano, F. Banti, V. Fancelli, R. Barbuti, Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, L. Massari.
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Ottobre - Novembre 2003 - "FIDIO BARTALINI: Opere Recenti"
Questa mostra, patrocinata dalla Provincia e dal Comune di Pisa, organizzata dall'Associazione Tosco Sarda di
Arte e Artigianato (A.T.S.A.A.), presenta al pubblico pisano la più recente produzione pittorica di questo
importante e noto artista.
Da pittore che predilige il linguaggio diretto e referenziale, a bassissimo tasso di ambiguità, egli ha compiuto
una ricognizione piuttosto ravvicinata, mirata al particolare rivelatore, alla metonimia che suggerisce un
contesto senza rappresentarlo.
In queste immagini egli non ha smentito il suo modo abituale di fissare senza preamboli una situazione, di
inchiodare persone e cose incontrate all'evidenza della figura fisica, alla concretezza dei significati che
derivano loro dalla corrente nozione d'uso.
Appena travalica l'impressione pellicolare dell'immagine dichiarata, si avverte tuttavia una peculiare intenzione
espressiva nella scelta delle inquadrature, nel gusto per il parziale enfatizzato, nella tipologia dei soggetti
tendenzialmente drammatici su cui si concentra e insiste lo sguardo del viaggiatore.
Siffatti ingredienti presuppongono un'aderenza convinta alla realtà, implicano l'abitudine a sostenere l'impatto
dell'immagine icastica, talvolta persino dura e antigraziosa, però emblematica nella sua oggettività.
Nella pratica della scrittura Bartalini non si è concesso vacanze accidiose, evasioni divaganti consumate con
i rituali della pittura gentile, figurativa o astratta che fosse.
Egli ha piuttosto preso posizione, correndo il rischio della contaminazione.
L'aderenza anche esagerata al dato concreto, specialmente quando si tratti di aspetti pe così dire marginali
del reale, di logori frammenti, di brani lacerati di una totalità che per essi parla del dramma dell'essere,
è un tratto distintivo della personalità di Bartalini.
Essendo consapevole di immergersi nel terreno minato del sociale, e certo sostenuto da un adeguato supporto
ideologico, da una motivazione e anche da un convincimento alla funzione dell'artista nel contesto civile,
Bartalini non ha temuto il respiro breve della cronaca, quando raccontava con gusto cinematografico il fitto
intrecciarsi dei destini nella comune vita di relazione.
Il viaggio del pittore è dunque anche, implicitamente, un allarme, l'espressione di un disagio che va interpretato
e accolto con la dovuta attenzione, poiché travalica l'intenzione ecologica per farsi riflessione e memoria sul
senso del nostro passaggio non neutro nel mondo.
(da "Bartalini : Immagini del Parco" testo Nicola Micieli)
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Novembre - Dicembre 2003 - "GRAFICA D'AUTORE: OPERE SCELTE"
Questa rassegna, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana direttore CentroArteModerna, giunta quest’anno alla sua terza edizione, raccoglie in maniera irripetibile opere grafiche (litografie, serigrafie, acqueforti, incisioni, tecniche miste) dei maggiori artisti italiani ed europei, tra i quali e’ doveroso ricordare:
P. Annigoni, F.Azzinari,
A. Borgonzoni,
A. Bueno,
R. Bussotti,G. Cantatore, M. Cascella, R. De Rosa, G. Dova,
S. Fiume,
F. Gentilini,
R. Guttuso, E. Faraoni, R. Fontirossi, M. Maccari,
G. Migneco,
G. Morelli,
R. Natali,
U. Nespolo,
D. Purificato,
A. Sassu, M. Schifano,
O. Tamburi,
M. Tozzi,
E. Treccani,
R. Vespignani,
A. Volpi,
T. Zancanaro.
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Dicembre 2003 Gennaio 2004 - "MOVIMENTI E ARTISTI A CAVALLO DEI SEC. XIX e XX: Opere recenti di Franco Banti"
Gennaio - Febbriao 2004 - "GIUSEPPE BROMBIN: ACQUEFORTI"
Febbraio 2004 - "OSCILLAZIONI CONTEMPORANEE: 4a RASSEGNA D'ARTE CONTEMPORANEA"
Momento di interessante novità, giunta alla sua quarte edizione, questa rassegna d'arte contemporanea cerca di riflettere la vera
immagine delle emergenti tendenze artistiche di questi anni, dando nuova enfasi a quell'aspetto più interessante di questo settore: la ricerca.
Il pubblico potrà così visionare molte e diverse (sia stilisticamente che tecnicamente) opere d'arte, ed incontrare
questo eterogeneo gruppo di artisti (Gerardo Barletta, Andrea Bernardoni, Tiziana Deri, Antonio Nacci, Mario Nebiolo, Anna Urbani)
direttamente, partecipando alle emozioni della loro ricerca artistica.
Viste le premesse che ogni anno ci spingono a selezionare e proporre questi artisti, siamo certi che Oscillazioni Contemporanee
continuerà ad arricchirsi ed a crescere nei prossimi anni, valorizzando così l'opera degli artisti con sicuro incremento sia della
cultura che del loro mercato.
Gerardo Barletta e` un espressionista che si richiama al mondo Nord-Europeo, attingendo continue ispirazioni. Una incredibile plasticità che passa per Munch, per Chagall o per i pittori austriaci degli anni 1910 - 20’.
Andrea Bernardoni Nelle sue opere, questo giovane artista toscano, esprime il desiderio di abbracciare amorevolmente spazi infiniti di un paesaggio in cui non esiste più la nozione della lontananza e del confine realizzando visioni che pescano tra gli scandagli della sua e della nostra memoria.
Tiziana Deri sviluppa la sua ricerca sulla forma umana mediante cromatismi e giochi di luce che il computer aiuta a definire.
Volti umani che si rivelano attraverso intrecci miniati, virtuali, in cui l’immagine è in parte ricoperta da tessuti, garze, fili di rafia. Sono attimi di sguardo di giovani che evadono dal quotidiano per ritornare presenze assenti da quel “bosco incantato” di Alice che adesso si perde nell’oscurità della notte e della coscienza e diventano volti di maschere senza tempo divisi in diverse sfaccettature che insieme realizzano un uomo .
Antonio Nacci, artista dalla lunga esperienza nel mondo della grafica, presenta alcune delle sue più belle opere, testimonianza di un abilità tecnica ed di un estro artistico non comune oggi. Opere in cui elementi naturali si misurano con oggetti e personaggi immaginari per trasportarci in quel fanstastico mondo che stà tra il metafisico e surrealismo.
Mario Nebiolo, giovane ed emergente artista ligure, è alla continua ricerca di quel impenetrabile mistero presente nelle nostre città, in cui luce, suoni e movimenti si sintetizzano e si compenetrano fino a completarsi attraverso le rapide e sicure pennellate in una sintesi traboccante di emozioni e ricordi.
Anna Urbani, artista friulana, espone la sua ultima è recente produzione pittorica/incisoria. Le sue infatti sono
opere che stanno a cavallo tra la pittura e scultura ed incisione, poichè realizzate accostando frammenti di granito, che
questa giovane artista incide ormai con provata maestria (vedi immagine qui presente), a tecniche pittoriche più tradizionali.
Opere in cui l'elemento geometrico-decorativo pittorico dominante trova nella presenza del granito
la sua prosecuzione più logica, formando così in un contrasto tra forme, materiali e colori dai cromatismi evidenti, la sua naturale collocazione.
Essa in definitiva riesce a creare, diciamo così, "quadri" che sono di una "moderna classicità" ma allo stesso tempo di una "classica modernità".
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Febbraio - Marzo 2004 - "1°PREMIO MOSTRA MERCATO DELLE COPIE D'AUTORE"
Si inaugurerà Sabato 21 Febbraio alle ore 17,30 presso gli spazi espositivi del CentroArteModerna,
diretto da Massimiliano Sbrana, il "1° Premio Mostra Mercato delle Copie d'Autore" organizzato e
promosso dall' A.T.S.A.A Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Pisa.
La copia d'autore non è un virtuosismo sterile, ma la cura intima e concreta del senso del bello.
Le recenti sperimentazioni artistiche hanno imposto all'attenzione degli artisti e degli operatori del
modo dell'arte il desiderio, quasi il gusto, di ripercorrere le orme dei grandi maestri del passato che
associavano capacità tecniche notevoli all'espressione di concetti, idee e significati profondi e
socialmente edificanti, senza contare l'utilizzo educativo dell'arte sacra, che costituiva nel
passato ampia parte della committenza, la vita e la possibilità di operare per molti grandi artisti,
spesso protetti da alti prelati o esponenti della classe nobiliare.
Attualmente, il senso della copia in campo artistico deve ricercarsi, a mio avviso, nel bisogno,
appunto, di ottenere una linea ideale di continuità nella custodia del bello, la cosa più prossima
al vero che possediamo, che, senza denigrare le avanguardie storiche come la transavanguardia e le
recenti correnti artistiche quali la horror art e molte altre, completi e purifichi la tradizione dell'immagine.
(testo Dott. Stefano Antonelli - Critico d'Arte)
Gli Artisti presenti:
Bazzero Laura - Bono Maristella - Carucci Annarita - Galli Marta - Giusti Lorenza - Marra Tiziana - Mercatanti Alessandro -
Khatamova Oxana - Panerai Gabriele - Perez Perez Monica - Perrone Rocco - Petreni Sandra - Sillavi Giuseppina - Sozio Nicoletta - Vadi Lorenzo.
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Marzo 2004 - "MAURA BOLLIGER: MOSAICI"
Nell'ambito della campagna di Promozione delle Arti Visive Contemporanee
è stata organizzata in collaborazione con A.T.S.A.A. (Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato)la mostra
personale della pittrice e scultrice Maura Bolliger, che presenta le sue più recenti creazioni in mosaico.
Maura Bolliger ha iniziato a lavorare con il mosaico nel 1995, dopo una vita passata a disegnare,
dipingere e fare sculture, quasi per caso, mentre progettava la sua casa.
Voleva una sala da bagno dove fosse possibile immergersi in calde acque oceaniche e gelidi
ruscelli di montagna. Ma mancava il cielo. Ecco così creato il suo primo mosaico.
Da quell'esperienza tutta la sua creazione artistica si é concentrata sul mosaico. Ha sperimentato
tecniche diversetessere, smalti, pietre, altri materiali, abbinamenti, assenza di fughe grazie a tagli
molto precisi.
In questa forma di pittura-scultura ha trovato per ora la sua espressione creativa più alta e anche
più arcaica. Il suo lavorare con la luce e i colori e le forme e le direzioni,dà la dimensione di non-staticità,dove
si riflettono il mutamento della vita e del tempo. Guardare un mosaico è una forma di meditazione, ma è anche saper giocare.
Nel mosaico ha dovuto confrontarsi però con un lavoro estenuante (perchè duro e lungo), di pazienza (non immediato e veloce come la pittura),di coraggio (non di moda e abituale)e di
convinzione (è un lavoro artistico che non può essere eseguito in serie e sprecato).
Sono nate così ...
(per maggiori informazioni http://www.maurabolliger.com)
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Marzo 2004 - "ALDO BORGONZONI: Omaggio ad un Maestro del '900 Italiano"
Aprile 2004 - "ARCHIVIO D'ARTE: Paesaggi - Olii e grafiche"
In questa annuale rassegna, giunta alla sua quinta edizione, ordinata dal direttore Massimiliano Sbrana, sono raccolte opere pittoriche e grafiche di importanti artisti italiani e stranieri (molti dei quali toscani ed in particolare pisani) che nel corso degli ultimi tre decenni sono stati ospitati negli ampi spazi del CentroArteModerna situato su uno dei più belli Lungarni di Pisa ossia Lungarno Mediceo.
Questa edizione è stata dedicata come consuetudine dal CentroArteModerna ad un tema specifico ed in particolare al paesaggio con opere realizzate a partire dalla seconda metà del novecento fino ai giorni nostri.
Opere pittoriche e grafiche ( di particolare pregio le monotipo della pisana Rita De Luca) in cui da una figurazione realistica che viene trattata a volte con colori cupi e a volte tormentati (evidente in molte nelle opere del decano dei pittori i pisani ossia Italo Lotti) si passa invece a composizioni che vivono di vita propria e fondano la realtà oggettiva e i sentimenti, con la nostalgia degli spazi infiniti dagli intensi e sereni valori cromatici come nelle tele di Uliano Martini di cui recentemente si è celebrato il decennale della scomparsa.
La rivisitazione dei luoghi in alcune tele assume un ambito appropriato ed insuperabile nell’evoluzione di quella ancestrale possanza della Natura che ne impreziosisce ogni angolazione statica come nelle tele del fiorentino Sergio Scatizzi; in altre la realtà e la fantasia sono perfettamente coinvolte nel nome di quella forza intrinseca, di quel ritorno all’antico sorretto da una accattivante perizia tecnica e pittorica che si esalta in movimenti colorati atti a farci dimenticare gli assilli di una esistenza travagliata e gravida di angoscia tipico delle opere del Maestro Michele Cascella.
Alcuni dei paesaggi presenti in questa raccolta, che oggi possono apparire quasi fuori dal tempo (vedi quelli del maestro toscano Ferruccio Mataresi prediletto allievo del grande Pietro Annigoni), attraverso una rappresentazione verista con tensioni emotive tipiche della pittura toscana, divengono una sorta di diario intensamente vissuto a futura testimonianza delle bellezze naturali da cui l’uomo è circondato.
Scorrendo le molte opere in esposizione non si può però non avvertire in alcune di esse un evidente superamento della tradizionale contemplazione puramente estetica come nelle belle tele del giovane artista spezzino Guido Morelli; sono le emozioni allora a parlare direttamente all’osservatore nell’azzardo che queste ultime si manifestino con visibile e sensibile immediatezza tali da rendere l’opera apprezzabile. Ecco in ordine alfabetico gli artisti presenti:
Franco Azzinari, Franco Banti, Andrea Bernardoni, Renzo Bussotti, Michele Cascella, Giovanni Cerri, Rita De Luca, Alfredo Fabbri, Massimo Ferrari, Salvatore Fiume, Simone Gendille, Giovanni Giuliani,
Carlo Lapucci, Italo Lotti, Alberto Martini, Uliano Martini, Ferruccio Mataresi, Dino Migliorini, Guido Morelli, Mario Nebiolo, Mario Perillo, Sergio Scatizzi, Mario Schifano, Piet Van Leuven, Alessandro Volpi e molti altri ancora.
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MAGGIO 2004 - "ANTAR NINAD: OPERE RECENTI"
Nell'ambito della campagna di Promozione delle Arti Visive Contemporanee
è stata organizzata in collaborazione con A.T.S.A.A. (Ass.ne Tosco Sarda di Arte e Artigianato)la mostra
personale del artista milanese ANTAR NINAD (Fabio Pedrazzi), che presenta le sue più recenti opere.
Da Pollock a Bsquiat, da De Kooning a Baseliz, Richter, Cucchi, Zimmer, Vedova. Così è
Antar. La sua fitta rete di sgocciolature alla Sam Francis, le sue ampie pennellate di
nero e di grigio, le sue macchie rosse vaganti e le sue forti macchie bianche; e poi le
sfumature azzurre e viola, con il nero che incombe e il bianco che da speranza ai campi
rossi e alle linee impazzite. Teorie segrete, scrittura nervosa, punti scenici che fanno
pensare. E’ il linguaggio del Microcosmo di Antar, che urla lo spazio e il tempo. Urlo
che non da respiro all’Esoterico dei tragici ricordi, inquietanti e immani.
Antar Ninad (Fabio Pedrazzi) è il suo nome in sanscrito. Ha cominciato a studiare disegno nel 1975 con
un maestro di Brera per poter, negli anni ' 80, sperimentare ogni tipo di tecnica pittorica.
Ha approfondito in particolare studi e realizzazioni di opere con tempere all'uovo nello stile cinquecentesco,
frequentando un centro culturale e partecipando a diverse esposizioni.
Sempre in quegli anni ha esposto in diverse collettive di cui una sponsorizzata
dai Musei Vaticani con un'opera in seguito inserita nelle loro collezioni. Negli
anni ’80 propone una personale a Valgoglio con opere informali (le prime).
Dall'86 al '95 si è occupato di fotografia come fotoreporter, collaborando con le maggiori
agenzie del settore (Marka, ImageBank, Farabolafoto), dal 2001 è tornato alla pittura.
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MAGGIO - GIUGNO 2004 - "GIOVANNA D'AVENIA: Spirituali inclinazioni"
Gli acquerelli di Giovanna d'Avenia, lontani da leziosità e facili sentimentalismi, esprimono tutta la forza e
la maestosità di una Natura (in questa mostra sono presenti numerose opere ispirate al paesaggio Toscano)
che sa atterrire ed affascinare al tempo stesso ed hanno la straordinaria capacità di ritrasmettere all'osservatore
l'atmosfera di quegli spazi aperti conosciuti in prima persona, riuscendo a fissare ed a far rivivere sulla carta
quell'emozione che di volta in volta la coglie di fronte ad un albero che, solitario si staglia magari contro l'azzurro
del cielo o dal morbido profilo di una verde collina accarezzata dal vento.
Il discorso pittorico di Giovanna d'Avenia si identifica dunque con una ricerca
espressiva legata al paesaggio, alla luce atmosferica ed a un naturalismo colto e risolto
con delicata sensibilità e con una interiore volontà di tradurre le quotidiane emozioni, le
sottili sensazioni avvertite durante i suoi frequenti viaggi in alta montagna.
Al di là dei dichiarati riferimenti ai luoghi dei suoi
itinerari, si avverte il vitale interesse per il paesaggio che ripercorre durante le
escursioni che diventano i motivi di una pittura rasserenante e percorsa da un'intensa
gioia di vivere, di silenti orizzonti, di suggestive memorie. E l'incanto di visioni
misteriose, di autunni in Toscana, contribuiscono a formare il "corpus" di una raccolta
di acquerelli realizzato con la percezione di paesaggi che si profilano all'alba, mentre
prende forma questo suo reinterpretare un ambiente che le appartiene e che trasferisce
nei suoi lavori come una musicale partitura.
Socia della “Promotrice delle Belle Arti”, del “Piemonte Artistico e Culturale” e
dei “Venerdì d’Arte” di Torino, Giovanna d’Avenia è stata allieva di Sandro Lobalzo
ed ha frequentato il Centro di Formazione per Artisti “Circolo Ebdò” di Torino, sotto la guida di Elisabetta Adjani.
Hanno scritto di lei:Adelinda Allegretti, Sandra Lucarelli, Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, Clizia Orlando.
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GIUGNO 2004 - "STEFANO BALLANTINI:Opere"
Inserita nelle manifestazioni del GIUGNO PISANO questa mostra presenta per la prima volta a Pisa le opere
le pittore toscano Stefano Ballantini, accompagnate dalla presetazione del noto ed autorevole critico d'arte
Prof. Dino Carlesi.
Scrive infatti Carlesi "... Sono passati anni dalle prime mostre. Il realismo di Ballantini, quale
impegna di visione acerba e realistica si è smarrito felicemente nella purezza di un nuovo discorso
che trova la sua giustificazione proprio nel rifiuto attuale di quella pregnanza popolaresca e
tradizionale che portò l'artista ad una identificazione precisa con la realtà.
Apparve già strano all'inizio quel crudo connubio tra immagini e vita pensando alle prime trine degli scialli
femminili e ai volti teneri delle sue prime donne, anche se quella tecnica espressiva tendeva tuttavia ad una
cupezza naturalistica.
Poi venne la luce dei meriggi assolati, le marine dai riverberi accesi sulle vele in riposo,
striate da righe gialle e azzurre, con le barche risolte pittoricamente con una sola pennellata di verde o bianco.
Il mare ora è solo avvertito come un presagio vicino, anch'esso legato alla geometria delle sue rive, ai tasselli
colorati degli scogli. Le natura morte - continua Carlesi- chiudono nel loro sottile richiamo cubista la libertà delle multicolori
tovaglie che vivono su vari piani e prospettive in un gioco elegante di decorazioni, di vasi e ciotole.
Le darsene e i notturni appaiono reinventati da una memoria diversa che è depositaria più di un futuro limpido
che di passato tenebroso, una pittura tendente all'astrazione più che alla ricognizione particolare di una
realtà che tende ormai a farsi cogliere più nella sua ambiguità poetica che nella sua spigolarità naturalistica.
La fuga dal reale non si è del tutto verificata, anzi, ma si è trattenuta in trasparenze di luce, in tenerezza di
visione capace di trasfigurare il vero esteriore in un'altra e più lirica realtà: i volti non hanno più fratture
rigide tra colore e colore, i quali si dividono per continuità e accostamenti, volti che rispondono a psicologie
precise e dolenti attraverso il gioco pensoso degli occhi.
Infine - conclude Dino Carlesi - la materia si distende per fare emergere dalle nature morte uno stupore
d'innocenza e di verità che liberano i vari contenuti da qualsiasi peso di quotidianità per elevarli al
piano nobile di un'incantante metafisica.
((tratto da "Il nuovo Ballantini" - testo Critico Prof. Dino Carlesi)
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GIUGNO 2004 - "I FIORI DI ANGELICA": Opere di Angelica Cioppa
Quando si parla di natura, di paesaggio, di contenuti naturalistici, in
riferimento all'arte, solitamente si pensa ad un impegno stilistico di tipo
figurativo che quei contenuti si riferisca nel senso più stretto, giudicando
la validità del dipinto dal risultato rappresentativo più o meno dettagliato
ed analiticamente perfetto. Ma secondo Kant "...l'artista può, e anzi deve, trascurare totalmente la
realtà apparente e comune per trarre dalla propria fantasia gli elementi
della sua opera, volgere la spalla alla natura e profondarsi tutto nella
astrazione;".
Angelica Cioppa si muove allora in un contesto di interpretazione libera di
un elemento della natura ( i fiori) senza alcuna tendenza imitativa e
decorativa, in cui invece in essi, secondo anche un pensiero ottocentesco
"potevano partecipare d'alcune sensazioni de' viventi", è possibile
cogliere quasi delle vibrazioni di vita simili a quelle esistenti negli
esseri umani.La nostra pittrice trasfigurando ed ingrandendo, non dipinge i fiori, ma
"il fiore", lontano da ogni normale riferimento alla fotografia, la quale
può solo servire come stimolo e motivazione iniziale.
Questi fiori divengono personaggi autonomi ed aggressivi, spazi di colore
che tendono a mostrarci una materia generalmente pura e spessa dominata da
una certa tendenza alla deformazione che, in alcune tele, porta ad una
specie di estraniamento del fiore stesso, ponendo in contrasto il centro
degli stami e dei pistilli, e in contrapposizione all'ovario ove hanno
origine i pollini, fino a raggiungere forme che rasentano l'informalità'.
Va quindi riconosciuto il merito di questa pittrice, sensibile e riservata,
la indubbia bravura coloristica che ella sa esprimere e la sua elevata
capacità interpretativa degli elementi naturali che sa trarre fuori da un
mondo anonimo per offrici magari una "portulaca" che pone al suo centro una
specie di cuore violetto e rossastro quale pulsante di vira o una "camelia"
che vive del taglio di una luce che rende candidi i petali, oltre agli
azzurri dei cieli che qua e là appaiono per completare il dipinto.
Nulla allora è decorazione banale, semmai predomina una partecipazioni alla
vitalità del soggetto trattato, quasi per coglierne vibrazioni e
significati.
((tratto dal catalogo "I Fiori di Angelica" a cura Prof. Dino Carlesi)
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Luglio - Agosto 2004 - "ARTISTI IN PERMANENZA ESTATE 2004: Rassegna di pittura, grafica, scultura"
Questa importante rassegna che raccoglie annualmente opere pittoriche e grafiche e scultoree di artisti trattati in permanenza dal CentroArteModerna di Pisa.
Ecco alcuni degli artisti in esposizione:
S. Scatizzi, F. Matarresi, A. Volpi, A. Martini, P. Dell'Aiuto, M. Bolliger, E. Butturini, G. Morelli, G. Garuti, Piet Van Leuven, G. Giuliani, F. Pedrazzi, A. Borgonzoni, G. d‘Avenia, C. Benedetti Orsano, Antar, C. Marchi R. De Luca, V. Muscatello, D. Migliorini, S.Loffredo, R. Bussotti, M. Cascella, R. Guttuso, M. Maccari, S. Fiume, R. Fontirossi, M. Nebiolo, G. Brombin, A. Bueno, F. Azzinari, G. Dova, V. Viviani,R. Barbuti, M. Schifano, F. Banti, V. Fancelli, R. Barbuti, Gineba, S. Cipolla, A. Ciardi Duprè, L. Massari.
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Per la stagione artistica 2003-2004 sono in programmazione numerose mostre personali e collettive.
Il CentroArteModerna collabora inoltre con Enti Pubblici e Privati per la realizzazione di manifestazioni artistiche e culturali.
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