Dicembre 1999 - Elisa Butturini: Interiorità ed Esteriorità.

La pittura di quest'artista veronose si svolge nel filo di un’evocazione poetica, di un ricordo, di una emozione che nel suo estrinsecarsi pittorico suscita e produce immagini, le connette e le articola secondo una regola logica e coerente. Ella guarda direttamente al mondo visibile per cogliere sentimenti, cercando di ricrearli nel dipinto sia come forma, colore, che come espressione delle sensazioni provate. La Butturini con sapienza artistica, equilibrio, conoscenza approfondita delle luci e del colore, si inserisce nel soggetto che vuol portare sulla tela e ne fa cosa sua. Non solo quindi contemplazione ma comprensione, rielaborazione delle immagini in una intima reazione lirica sino al momento del trasferimento sul piano pittorico, che appoggiato da una robusta esperienza materica genera opere di elevato valore lirico. Le sue opere, infatti, sono come un canto spontaneo rigoglioso e fiorente che scaturisce direttamente dalla natura stessa. Con i suoi verdi smaglianti, i gialli dorati, gli azzurri profondi di orizzonti infiniti, e le sue personali modulazioni cromatiche, le opere della Butturini raggiungono una capacità espressiva stupefacente, che tesaurizza una lezione eterna di un naturalismo permeato dal fascinoso richiamo della pittura impressionista. Ci pare in definitiva che la Butturini si stia muovendo con intelligenza e puntuale autocritica verso una visione giusta e corretta del fare arte, tanto nell’impiantare le sue visioni paesaggistiche, quanto nell’usare a seconda del soggetto trattato, una tavolozza appropriata. Catalogo in Galleria



Gennaio 2000 - Massimo Ferrari: Colore e Luce.

L’accurata descrizione, il rimarco di particolari, il rilievo delle sensazioni prospettiche, offrono senza orpelli strutturali tutta la possibilità di quel magico passaggio di equilibrio dinamico che sono l’uomo e le cose di cui si è circondato. Le opere di Massimo Ferrari, di tendenza iperrealistica, vanno intese come intelligenti composizioni di forme simboliche e emblematiche che assumono il loro pieno significato tradotte nella materia, interpreti di un messaggio invisibile ai più. La sintesi pittorica di Ferrari si declina lungo i parametri del quotidiano o lungo quelli della vita tranquilla e appartata di un ambiente sereno. In questa realtà Ferrari non è spettatore né tantomeno disattento osservatore, poiché la sua pittura non si tiene fuori da quella visione problematica tanto attuale oggi - evitando di essere così il modello si una sensibilità immediata - ma una testimonianza irripetibile dell’esperienza interiore, che nel suo caso è un impegno costante e sincero nei confronti della realtà segnata con una profonda vitalità fisica e comunicata con intelligenza e immediatezza. La sua pittura, in definitiva, è il risultato di un lavoro mediato, studiato, creato in maniera personale in cui l’apparente calma scenografica cela un tormento interiore che spinge Ferrari a tornare alla solitaria lotta della coscienza individuale, quasi come una sfida con se stesso. Catalogo in Galleria



Febbario 2000 - La Pisa di Giovanni Giuliani.

Giovanni Giuliani (noto pittore, grafico e ritrattista pisano) fa della sua spiccata personalità espressiva e del suo rigore compositivo un mirabile uso, realizzando, attraverso l’uso di colori acrilici, opere in cui la sovrapposizioni e le rotture prospettiche sono esaltate e ben evidenti. In questa logica va inserita anche la scelta della tavolozza cromatica usata dall'artista, in cui prevalgono toni chiari atti ad evidenziare il segno che così emerge prepotentemente. Cataloghi in Galleria



Marzo 2000 - Roberto Barbuti: Una mandria di cavalli.

Le mandrie dei suoi inconfondibili cavalli, modellati con la creta seguendo “la suprema bellezza del cerchio”, ci guardano come se fossero creature in qualche modo divine, sazie di vita e al contempo libere da angosce e affanni. Le sue sculture rifuggono da ogni spigolosità geometrica e memore forse della celebre definizione medioevale di Dio - sfera il cui centro è ovunque e la cui circonferenza non è da nessuna parte - esse continuano ad offrirci meravigliose e inedite metamorfosi del cerchio. Ma i suoi cerchi e le sue sfere non hanno nulla della freddezza che promana dalla astrazione puramente geometrica, poichè appartengono a creature viventi (cavalli, tori) , che Barbuti impasta, cuoce, vernicia quale testimonianza di una possibile gioia di vivere. Catalogo in Galleria



Aprile 2000 - L'arte pisana del secondo Novecento: Archivio d'Arte.

Questa rassegna, la prima di una serie, raccoglie alcuni degli artisti che sono diventati espressione dell'arte pisana del secondo Novecento. Fra questi vanno ricordati Renzo Bussotti e le sue tele traboccanti di personaggi e di idee, Alessandro Volpi con la sua metafisica sacrale, Bruno Magoni e le sue opere caratterizzate da violenti contrasti chiaroscurali. Sono esposte inoltre le opere biomorfiche dello scultore Dolfo, le incomparabili iconografie di Fidio Bartalini, le fastose opere di Paolo Lapi, le vibranti tele di Vero Pellegrini, e le delicate e sensibili rappresentazioni di Italo Lotti. Non vanno dimenticati gli altri artisti presenti alla rassegna tra i quali, Cesare Borsacchi, Adolfo Colombini, Renzo Galardini, Roberto Gasperini, Uliano Martini, Milena Moriani. Cataloghi in Galleria



Aprile 2000 - Andrea Buscemi disegna l'Inferno di Dante.

La mostra, del noto attore teatrale e televisivo Andrea Buscemi che raccoglie una quarantina di opere di grande formato, è tutta dedicata ai 34 canti dell’Inferno di Dante, opera letteraria tra le più sublimi dell’ingegno umano. Durante l’inaugurazione Buscemi ha inoltre incantato il numerosissimo pubblico presente interpretando alcuni dei più interessanti canti dell’opera di Dante Alighieri, accompagnando così il visitatore in un rinnovato viaggio tra bolge e gironi infernali, e questa volta non solo con l’eloquenza della Parola, ma attraverso l’occhio di un artista moderno e completo capace di cogliere e materializzare per la prima volta la componente fortemente teatrale e drammatica della Divina Commedia. “Dante - spiega Buscemi - ha un’abilità teatrale mostruosa, che gli ha consentito di mettere in scena sulla carta uno degli spettacoli più avvincenti mai concepiti, in cui il tutto è fortemente teatralizzato e drammatizzato, cosa che ho inteso sottolineare nelle mie opere, pur con un approccio di doverosa umiltà”.



Maggio 2000 - "Trenta e due" : Opere recenti di Karl J. Mayerhofer.

Nato a Vienna nel 1957, Mayerhofer si è dedicato alla pittura fin dalla giovane età, specializzandosi prima nella serigrafia e poi nell’uso degli acquerelli e dell’inchiostro a china. Una maniera, quella di Mayerhofer, di fare arte che con abilità e intelligenza, genera e propone al pubblico una intensa e diretta carica emozionale interpretata mediante un gioco fatto di sottili invenzioni e di ricordi ancestrali. Mayerhofer effettua un uso assai efficace del colore, anche se la sua tavolozza si appoggia a pochi, ma importanti ed essenziali, sussidi cromatici con la predominanza di un colore base attorno al quale ruotano sfumature coloristiche di notevole efficacia. Il suo disegno sicuro, rapido calligraficamente esente da ogni forma di autocompiacimento, testimonia una lunga e proficua militanza grafica (Scuola Superiore di Grafica di Vienna). Nelle sue composizioni Mayerhofer sembra prolungare i momenti della vita, e a volte, in determinate opere, abbandona il filone narrativo per squarciare il velo della realtà, rivelando un mondo primordiale di fantasia e di colore passionale, affidandosi da un lato ai collaudati valori figurali classici e dall’altro a quelle del surrealismo centro - europeo. Attraverso le emblematiche e a volte irreali immagini, presenti nelle sue numerose opere, Mayerhofer è riuscito così a creare un emotivo impulso dal quale scaturisce la umana e logica necessità, da parte del visitatore, di sostare e discutere di quel poetico mondo in cui si è affacciato. Cataloghi in Galleria



Giugno 2000 - Gerardo Barleta:"Atmosfere", con un omaggio a Dilvo Lotti.

La mostra "Atmosfere" ha un padrino prestigioso, il pittore quasi novantenne Dilvo Lotti, presente con alcune sue notevoli opere a questa mostra dell'allievo Gerardo Barletta. Questo attestato che giunge da un pittore famoso come Lotti, qualifica ulteriormente (ma non era necessario) il lavoro di questo giovane e brillante artista. Sono presenti a questa mostra dipinti dalla partitura sensibilmente modulate ( per numerosi critici Barletta fa un'uso efficate ed innovativo di un modulato sinstetismo plastico di matrice espressionista) a suscitare rispote coinvolgenti sul piano emotivo. L'artista ha infatti badato a fissare un'atmosfera, un clima sensitivo da cui ognuno può partire per le proprie autonome letture. Catalogo in Galleria



Luglio 2000 - Incontri 2000: 6ª Rassegna Internazionale di Pittura e Scultura a cura dell'A.T.S.A.A.

La sesta rassegna "Incontri" ospita importanti e innovativi artisti italiani e stranieri tra cui spiccano, A.M. Taddei e le sue moderne e complesse opere visuali, M. Cavallini con i suoi quadri di tradizione divisionista in cui è la luce che costruisce la forma stessa della cose, C. Marchi artista molto noto a Pisa che presenta alcuni dei suoi ultimi lavori (paesaggi) di notevole carica poetica. Sono presenti inoltre L. Nannipieri, artista dalla pittura essenziale ma ricca di colore, lo scultore E. Nazzi che “forgia” attraverso la sua personalità frammenti di vita e di natura, M. Pierotti il cui uso del colore e della materia è esaltazione di ritmiche forme plastiche. Concludono questa rassegna N. De Francesco con le sue policrome pezzature di città turrite montate come una sorta di mosaico, e infine Tove Bruun, artista norvegese, che con le sue tele realizzate con tecniche particolari riesce a creare una specie di celebrazione lirica dove il ritmo si sussegue con misura coerente e dove lo spazio viene concepito come un qualcosa che contiene forme. Cataloghi in Galleria




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