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Mario Perillo
Mario Perillo nasce a Salerno 1953 consegue il diploma di Maturità d’arte applicata nel 1973 presso l’Istituto d’arte A. Apolloni di Fano.
Disegno dal vero e decorazione pittorica sono subito le sue grandi passioni, insieme allo studio di pittori ed artisti d’origine classica e romantica italiani,
francesi, inglesi, olandesi.
Mario Perillo subisce fin dal 1980 il fascino della esperienza letteraria; pensieri, aforismi, a volte poesie, sono il modo principale di manifestare il suo pensiero (il suo primo volume è del 1980).
Hanno scritto della sua opera: Eugenio Montale - Donatella Bracali - Luciano Anselmi - Angela Tombari - Luciana Simoncini di Zeno - Gabriele Mazzanti - Giuseppe Franchini - Fulvio Sorcinelli - Franco Riccomini - Massimo Scauro.
Tra le principali mostre personali ricordiamo: 1982 Palazzo Bracci, Fano - 1985 Palazzetto Baviera,Senigallia - 1986 Palazzo del Turismo, Senigallia -
1987 Ex Collegio 5. Arcangelo, Fano - 1992 Ex Cattedrale, Pergola - 1997 Palazzo Sani, Lucca - 1998 Galleria Molinella, Faenza - 1999 Galleria La Spirale, Prato -
1999 Sala Montefeltro, Urbania - 2000 Galleria Montefeltro, Urbania - 2001 Palazzo Comunale di Montegridolfo - 2001 PhotoPorst Galerie, Rastatt - 2002 CentroArteModerna - Pisa.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in numerosi paesi europei (Svizzera, Germania, Austria e Spagna)ed in permanenza al CentroArteModerna.
Estratto Critico
... Perillo ha saputo trovare con spontaneità l’accordo difficile tra occhio e puro sentimento, tra osservazione diretta e trasfigurazione lirica, accompagnadola da un’eleganza fantasiosa sul filo di un’antichissimo senso di misura. Se noi potessimo infatti, fisicamente entrare per un momento negli ultimi paesaggi del Maestro Perillo, ci accorgeremmo di essere immersi in un’atmosfera incantata, avvolta dai verdi smeraldo della natura o dalle campiture vastissime velate di rosa e azzurro dei cieli. Anche la prospettiva, nei rapporti irreali tra la misura dell’uomo e quella ingigantita della naturale architettura paesaggistica segue più il corso della fantasia che della realtà: tutto è mobile e trasognato ad un tempo, con una percezione di uno stato d'animo che passa dal tono della letizia a quello di una penetrante malinconia, emanato da un accorato senso di elegia, come ultimo canto ad un mondo che sta per morire.
Per concludere potremmo dire che Perillo fa dell’affascinante gioco di scambio tra chiaro e scuro, tra luce ed ombra, il suo migliore e più interessante elemento caratterizzante. ...
... Perillo maestro nei rapporti tra luce ed ombra, sia che si tratti di vedute o di monumentali interni, riesce a fissare perfettamente con la tecnica dell’olio, le atmosfere tipiche dei grandi maestri inglesi del 1700 cui Perillo ha tratto la sua iniziale ispirazione.
Le sue opere fatte da inconfondibili giochi chiaroscurali sono infatti testimonianza che il nostro rinascimento ha trovato oggi un degno rappresentate, capace di trasmettere, in un momento di riflessione sull’arte moderna, le grandi suggestioni dei motivi oramai classici.
I motivi preferiti da Perillo sono le ampie vedute naturalistiche, gli imponenti e monumentali interni di cattedrali, che questo artista dipinge prevalentemente sull’imbrunire o all’alba, oppure dopo un temporale.
In definitiva il “messaggio” di Perillo è semplice e schietto: trasmettere il rispetto di una natura meravigliosa nella quale però l’uomo traspare soltanto come minuscola e marginale comparsa attraverso una personalissima prospettiva classico - realista. ...
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