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Paolo Lapi
Paolo Lapi è nato a Pisa, dove vive e lavora, nel 1935. Si è diplomato all'Istituto d'Arte di Firenze e ha iniziato la su attività artistica negli anni 1957/58.
Le sue prime opere sono improntate alla rappresentazione di un naturalismo e di una realtà "tradizionale toscana", improntata nella espressione "post macchiaiola" che fu fondamentale e utile per la sua formazione. Tale esperienza lo portò all'acquisizione di una padronanza tecnica e cromatica, che gli permise negli anni successivi di esprimersi con tecniche e contenuti di avanguardia, stimolato dal contatto con il pittore Gianni Bertini. Partecipa alle maggiori manifestazioni nazionali conseguendo numerosi premi. Consce Krimer e Breddo che nel 1961 lo presenta alla Galleria dei Vàgeri. Sempre in quell'anno Franco Russoli visita il suo studio e questo incontro e i successivi del 1962 sono molto importanti per la su a formazione. Russoli lo presenta al gallerista Cairola ed è in quegli anni che espone a Milano, Roma, Firenze.
Conosce il critico e poeta Dino Carlesi che scrive in catalogo per una personale, nel 966. Si intensificano in quegli anni i rapporti con i maggiori critici e galleristi: espone con continuità in mostre nazionali, collettive e personali. Nel 1979, per meriti artistici, viene nominato Cavaliere della Repubblica. Negli anni '70 espone a Zurigo, Baden, Parigi, Aukland, Albuquerque N.M. Usa, Praga. Nel 1980 conosce Raffaele De Grada il quale lo presenterà in catalogo alla Galleria La Nuova Sfera di Milano: in questa occasione incontra Dino Villani e Alberico Sala che scriveranno sul suo lavoro. Vene invitato dal Comune di Marsala ad eseguire un'opera sulla città, opera che è esposta in permanenza alla Galleria Civica di Arte Moderna. La città di Sondrio lo invita per la Rassegna d'Arte "I trafori alpini", l'opera verrà poi esposta anche a Milano al Palazzo Bagatti-Vallecchi. Conosce Pier Carlo Santini che lo presenterà in catalogo nella personale a Pisa alla Galleria CentroArteModerna nel 1985. Dal 1990 al 1998 viene invitato e partecipa a varie Rassegne Nazionali e ad esporre in mostre personali a Vicenza, Viareggio, Buti ed in varie altre città italiane.
Nel 2001 espone la sua ultima produzione di tecniche miste su carta al CentroArteModerna di Pisa.
Estratto Critico
«... questa raccolta cerca di portare l'attenzione
sulle tecniche miste di Lapi, migliaia di fogli realizzati in maniera felice e frenetica in questi
anni, appunti provvisori di un felice incontro con l'arte e la visione. La natura ciclica,
ripetitiva di questi lavori, rappresenta la loro forza, proprio dalla reiterazione di temi e
segni nasce il fascino e la magia di queste opere, in un continuo work in progress.
Un intero ciclo sul tema della Africa racconta, per squarci e illuminazioni, un sentimento
antico e, insieme, contemporaneo, linguaggi stilizzati e simboli universali, segni colorati
e stilemi, luoghi immaginari e reali. Totem, segni magici, ferite, paesaggi che producono un
significato labirintico, un luogo incantato, in bilico tra invenzione e realtà, tra raffigurazione
e trascendenza. Altro elemento che emerge nei lavori su carta e una ricerca di leggerezza,
un approccio diverso con la realtà, quasi un contatto in presa diretta, una registrazione
istantanea di sentimenti e pulsioni.
Paolo Lapi insegue a suo modo una pittura leggera, fragile, ma che contiene una necessità
profonda. Una memoria che proviene dai racconti orali, dai popoli primitivi, dalla magia
africana dona a questi dipinti un senso di gioia e verità, un tempo diverso della visione
che li colloca, non nella cronaca quotidiana, ma in un tempo del mito e della storia».
Le carte di Lapi sono una testimonianza importante, fondamentale, per comprendere un processo
artistico complesso, articolato e raffinato, che ha nella leggerezza e nel mistero, la sua spinta
fondamentale, il suo segreto.(Testo critico Dott. Riccardo Ferrucci dal Catalogo "Paolo Lapi - Le carte" CentroArteModerna - Pisa 2001)
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