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Aldo Borgonzoni
Aldo Borgonzoni č nato infatti a Medicina (BO) nel 1913. Diplomatosi nel 1936 presso la Scuola d'Arte di Bologna dopo
averne frequentato i corsi serali, alla fine degli anni Trenta approda a forme di espressionismo accostabili alle
parallele esperienze della Scuola Romana e di Corrente costituendo in tal senso un caso unico nell'ambiente bolognese.
Dal 1940 abbandona il suo lavoro di apprendista cesellatore orafo per dedicarsi solo alla pittura e nel '41,
in occasione della sua partecipazione al Premio Bergamo, entra in contatto con Guttuso Cassinari, Migneco e Morlotti.
Dalla fine del '45 č tra gli assidui frequentatori della Galleria di Cronache a Bologna assieme a Corsi, Mandelli,
Rossi e Minguzzi e nel 1946 inaugura qui la sua prima mostra personale partecipando nel frattempo in modo attivo alle
istanze di rinnovamento artistico e civile dell'Italia della ricostruzione. Il soggiorno parigino con Mandelli del 1947
gli consente di precisare la sua scelta neocubista, palese anche nelle opere realizzate a Roma nel '49, quando, per 3 mesi,
lavora assieme a Guttuso nel suo studio. Nello stesso anno assume la direzione della Galleria Bernini di Roma e dipinge
con colori vibranti una serie di sassi recuperati nei cantieri edili. Dal '50 tornato a Bologna, l'artista si impegna
attivamente nella vita delle forze politiche di sinistra volgendo la sua pittura in senso neorealistico e nel '57 soggiorna a Mosca,
dove conosce Favorski. Negli anni Sessanta inizia una nuova fase di ricerca oggettivata nelle opere del ciclo
«Concilio Vaticano Secondo» mentre negli anni Settanta riprende spunti di matrice espressionistica recuperando anche la
dimensione del paesaggio e il senso del racconto. Durante gli anni Ottanta affronta temi legati alla poetica virgiliana
e si dedica in particolare ad un impegnativo studio su «La Boje», la terra del Po.
Recentemente č stata inaugurata la mostra “La Donazione Aldo Borgonzoni” (aprile 2003) e presentato il
primo volume del “Catalogo Generale dei Disegni e Tecniche Miste di Aldo Borgonzoni” a cura e con testo critico di
Adriano Baccilieri (Ed. Bora - Bologna) al Museo D’Arte delle Generazioni italiane del ‘900 G. Bargellini a Pieve
di Cento (Bo).
Dopo una una lunga malattia č venuto a mancare nel primi mesi del 2004
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