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Andrea Bernardoni
Andrea Bernardoni nasce a San Casciano Val di Pesa nel dicembre 1953 ed attualmente vive e dipinge a San Vivaldo (Montaione).
Autodidatta, inizia a dipingere all'età di 20 anni. Dal 1976 al 1979 durante un soggiorno all'Isola d'Elba, viene a contatto con alcuni artisti elbani, insieme ai quali espone poi a Portoferraio.
Gli anni che vanno dal 1980 al 1995 sono anni di riflessione nei quali la produzione artistica è decisamente limitata nella quantità ma mai nella qualità.
Nel 1996 riprende con decisione l'attività espositiva che nel 2000 culmina in una importante mostra personale alla Galleria "Parti d'Arte" di San Gimignano.
Numerose sono le mostre personali che lo hanno visto di recente protagonista sia in Italia che in Europa.
Estratto critico
Il sogno effonde vibrazioni lontane, che delicatamente si stemperano nelle tele. Memorie fantastiche si diluiscono sulla tavolozza e fanno d'ogni colore un tono, una nota del ricordo. Le immagini sono quelle dei tempi dilatati, luoghi irreali, o meglio, surreali, che approdano ad una figurazione solo apparente: tempi incantati di una ritrovata interiorità.
Le tinte, calde e solari, hanno un poetico languore, da cui scaturiscono parole disegnate, un'ode che intesse una tela sottile e delicata nel sentimento e ne collega i recessi più profondi, gli spazi incolmabili, colmati dalla sensibilità di un'immediatezza timbrica che è musica. Melodie cromatiche, forse Debussy o Chopin ... un'immersione remota in quieti assolute di verdi e d'azzurri; così nasce la meraviglia d'una favola e l'elevazione del canto.
La pennellata si stende leggera come una piume, ma decisa ed incisiva. C'è una grande incidenza dei colori: nulla si disperde, tutto è vibrazione che tende al sublime. E' priprio sopra il limite che il tocco pittorico di Andrea Bernardoni trova la sua elevazione per diventare melodia armonica, tattile e d'impatto emotivo. (Prof. Sandra Lucarelli)
... Sembra muoversi lentamente come un fiume magmatico, il colore che Bernardoni riversa sulle tele, seguendo il flusso delle proprie emozioni. Ma il delicato registro timbrico e la stesura lieve e vaporosa, fanno dell’impasto cromatico materia vibrante, densa di suggestioni e palpiti interni. Realtà e memoria si fondono dando origine a forme sciabolate, tutte da intuire, che affiorano alla luce e si dissolvono in atmosfere respiranti l’eco di un vissuto lontano, orse primordiale, lasciando un’impronta decifrabile del loro esistere, una traccia che il tempo non cancella ma che perennemente plasma, disfa e ancora rimodella. ... (Dott. G. Gentilini)
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