Antar


Antar Ninad (Fabio Pedrazzi) è il suo nome in sanscrito. Ha cominciato a studiare disegno nel 1975 con un maestro di Brera per poter, negli anni ' 80, sperimentare ogni tipo di tecnica pittorica. Ha approfondito in particolare studi e realizzazioni di opere con tempere all'uovo nello stile cinquecentesco, frequentando un centro culturale e partecipando a diverse esposizioni.
Sempre in quegli anni ha esposto in diverse collettive di cui una sponsorizzata dai Musei Vaticani con un'opera in seguito inserita nelle loro collezioni. Negli anni ’80 propone una personale a Valgoglio con opere informali (le prime). Dall'86 al '95 si è occupato di fotografia come fotoreporter, collaborando con le maggiori agenzie del settore (Marka, ImageBank, Farabolafoto), dal 2001 è tornato alla pittura con numerose mostre personali.

Estratto Critico

Da Pollock a Bsquiat, da De Kooning a Baseliz, Richter, Cucchi, Zimmer, Vedova. Così è Antar. La sua fitta rete di sgocciolature alla Sam Francis, le sue ampie pennellate di nero e di grigio, le sue macchie rosse vaganti e le sue forti macchie bianche; e poi le sfumature azzurre e viola, con il nero che incombe e il bianco che da speranza ai campi rossi e alle linee impazzite.
Teorie segrete, scrittura nervosa, punti scenici che fanno pensare. E’ il linguaggio del Microcosmo di Antar, che urla lo spazio e il tempo. Urlo che non da respiro all’Esoterico dei tragici ricordi, inquietanti e immani.