Federico Anselmi


Federico Anselmi è nato a Monterosso al Mare nel 1944. Vive e lavora a La Spezia, dedicandosi prevalentemente alla pittura a olio su tavola. La sua attività artistica inizia nel 1960 e nel 1968 vince il 1° Premio alla Mostra Nazionale di Arte Figurativa "La fame, ingiustizia economica e sociale" (La Spezia). Da allora ha partecipato a numerose mostre di rilevanza nazionale ed internazionale che gli valgono premi e segnalazioni. Intorno agli anni '80, per una esigenza di riflessione e crescita personale, il pittore si apparta dal mondo artistico, ma continua ad operare intensamente, avviando un'indagine su campiture stratificate. Sono anni di lavoro intenso che lo portano a confrontarsi con svariate tecniche: dalle più classiche, come la doratura e l'argentatura, alle più antitradizionali, con reagenti chimici e lamine in metallo. Le opere più recenti, orientate verso il linguaggio informale, sono da interpretarsi alla luce di una continua mediazione fra i procedimenti antichi e la sperimentazione di tecniche innovative. La materia e la qualità intrinseca delle sostanze oleoresinose e delle lacche utilizzate hanno lo scopo di conferire particolari caratteristiche di trasparenza e luminosità interna.

Estratto Critico

Federico Anselmi, scrive D. Carlesi nel testo critico del catalogo "Il senso segreto del colore" curato per la mostra personale presso il CentroArteModerna, è un artista che ha abbandonato definitamene la figurazione e vuole ogni giorno esprimersi solo attraverso il gioco dei colori. Verrebbe allora il desiderio di voler esaminare i motivi che indussero Federico Anselmi, dopo un non breve tirocinio figurativo, ad aprirsi alla fenomenologia dei colori esaminati nelle loro significative elaborazioni formali, mettendo così in gioco un complesso meccanismo di comunicabilità ambigua e pur esaltante, simbolica e psicologicamente indagabile. L'abbandono totale ai colori ha indotto l'artista alla perdita dell'originaria figurazione giungendo a caricare la gamma coloristica di straordinarie significazioni visive e psicologicamente suggestive. ... Anselmi lavora sulle tavole trattate con mestica e polveri di quarzo, preferendo ora questo ora quel colore (attualmente è innamorato dei blu), ascoltando Bach o Mozart, diluendo le emozioni in gialli granati verdi blu rossi, e usando anche le mani per la stesura dei pigmenti. A lui pare che le idee si tramutino direttamente in colori dell'arcobaleno e assecondino variazioni interne, con accensioni gialle che scalfiscono un blu ("Intarsio", 2001), oscillazioni marine che tremolano in filamenti obliqui ("Liquida oscillazione", 2001), un rosso che s'impone sul verde sottostante ( "Tramonto sul verde", 2002), un giallo che sale per penetrare maliziosamente nel rosso ("Confine indaco", 2002), una sensualità accennata con un certo pudore ("Osmosi sensuale", 2002), e poi riflessi perduti, tensioni, sorgenti viola, sensazioni sottili, danze, vibrazioni verdi, continue tentazioni: tutti titoli che riconducono a fondali marini o a sorgenti infuocate di luce a cui Anselmi attinge nell'attimo della sua scelta inventiva.